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Open Fiber: entro fine 2019 milioni di abitazioni cablate in fibra (FTTH), verticali inclusi

Open Fiber ha confermato di aver cablato in fibra (FTTH) il 50% delle unità immobiliari delle aree competitive “verticali compresi”. La stessa AD dell’azienda, Elisabetta Ripa, stamani in un’intervista rilasciata ad Affari & Finanza ha spiegato entro fine anno la percentuale raggiungerà il 60%, pari a circa 7,9 milioni di case, uffici e aziende.

“Nelle aree A e B, le maggiori città e i grandi distretti industriali, a settembre eravamo al 50% degli obiettivi con circa 4,6 milioni di case passate in 112 città aperte alla commercializzazione, che saranno circa 130 a fine anno su un totale piano di 271 aree urbane maggiori“, ha dichiarato Ripa.

E sul fronte degli accordi con le telco – che forniscono i servizi di connettività in abbonamento ai clienti finali – vi è stata un’accelerazione negli ultimi sei mesi da parte di Wind, Vodafone, Tiscali e Fastweb e altri provider locali. Un dato che parzialmente ha trovato riscontro nell’ultimo bollettino dell’AGCOM; Open Fiber per altro dichiara di detenere il 70% del mercato ultrabroadband basato su FTTH.

Nelle aree a fallimento di mercato, interessate dai bandi Infratel, secondo Ripa la situazione si sta normalizzando. “Nelle aree C e D eravamo presenti in 1700 comuni a fallimento di mercato e a fine dicembre saranno 2500. Il numero ora cresce velocemente perché raccogliamo il frutto di tutti i mesi di preparazione attraverso le Conferenza dei Servizi. Arrivare al progetto operativo significa soprattutto aver messo assieme tutti i permessi e le autorizzazioni necessarie da tutti i soggetti interessati, che sono una moltitudine”.

Entrando nei dettagli l’AD ha sottolineato che dei 1700 comuni, 400 sono stati completati ed entro la fine dell’anno sarà raggiunta quota 2,2 milioni di case raggiunte. Il tutto facendo passare la fibra per l’80% in infrastrutture già esistenti. E la prospettiva futura è ancora migliore grazie a un recente accordo con Rete Ferroviaria Italiana.

Infine vi sono due grandi progetti in cantiere. Da una parte il prossimo sbarco di Sky sul mercato ultrabroadband, grazie alla rete di Open Fiber. Dall’altra la collaborazione con RAI per lo sviluppo di nuovi servizi che guardano allo streaming come la soluzione ideale da affiancare al digitale terrestre. Si parla ad esempio dell’allestimento di Content Delivery Network in oltre 1000 punti di presenza (POP) sul territorio per la distribuzione di contenuti video.