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Pacemaker alimentati dal battito del cuore, per i ricercatori non mancano più di 5 anni

Un pacemaker completamente privo di batteria, in grado di alimentarsi indefinitamente grazie all’anergia cinetica prodotta dalle pulsazioni del cuore: secondo alcuni ingegneri della Thayer School of Engineering del Dartmouth College che hanno realizzato il primo prototipo funzionante, non mancano più di altri 5 anni prima che dispositivi del genere siano disponibili sul mercato.

Si tratterebbe di una conquista importante. Attualmente infatti i pazienti dotati di pacemaker hanno bisogno di sottoporsi a un intervento in media ogni 5/10 anni circa: benché si tratti di operazioni di routine i rischi correlati all’invasività delle stesse, come ad esempio l’insorgere di infezioni o complicazioni di altro tipo restano comunque rilevanti.

‎L’innovazione principale dell’approccio consiste nell’utilizzo di un materiale chiamato fluoruro di polivinilidene (PVDF): combinando una sottilissima pellicola piezoelettrica di questo materiale con una particolare struttura porosa è possibile sfruttare anche i movimenti più impercettibili del cuore per produrre energia elettrica sufficiente ad alimentare il dispositivo per l’intera vita del paziente.

I risultati raccolti dopo i primi tre anni di studi e pubblicati su Advanced Materials Technologies sono ottimi. Ora il team ha dinanzi ancora due anni di finanziamenti per il progetto di sviluppo, al fine di terminare i test pre-clinici e ottenere le certificazioni indispensabili per l’arrivo sul mercato. Nel frattempo la sperimentazione animale ha prodotto ottimi risultati. Secondo John X. J. Zhang, docente di ingegneria e direttore del team di ricerca, questo significa che entro cinque anni i pacemaker di nuova generazione dovrebbero essere disponibili.