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Parcheggio facile con l’app ma ci vuole spirito di condivisione, ce l’avete?

E se dopo il successo del crowdfunding ci fosse quello del crowdparking? In Spagna sta già accadendo: a Madrid, Barcellona, Valencia, Saragozza, Cadice e altre città. Tutto merito dell'applicazione Wazypark, che si basa su una comunità social per condividere segnalazioni sui posti liberi in cui parcheggiare l'auto. Il nome della app fa il verso alla popolarissima Waze e la filosofia è la stessa, con un guizzo di genialità tecnologica in più. Tanto che la community ha già centomila utenti ed è in rapida espansione.

wazypark 2

Come funziona? Basta installare l'applicazione gratuita per Android e iOS, attivare il Bluetooth e poi Wazypark fa tutto da sola. Si sale in auto, si lascia il parcheggio e l'app comunica automaticamente agli utenti che sono nella stessa zona che si è liberato un posto. Il GPS fa il resto con la geolocalizzazione. "Vince" il parcheggio chi arriva prima. Banale? Forse, ma funziona.

Dice al quotidiano El Pais il fondatore di Wazypark, Carlos Rodriguez, che l'applicazione genera dodicimila avvisi al giorno e, da quando è stato implementato l'automatismo con il Bluetooth, le cose vanno a gonfie vele. Prima dell'aggiornamento, infatti, ogni utente doveva segnalare il posto libero cliccando un tasto sul display, e non tutti lo facevano. Il crowdparking è "solo para personas solidarias" e se non si ha la cultura della condivisione è meglio lasciar perdere.

Parcheggio selvaggio 2
Parcheggio selvaggio? No grazie

Quanto al modello di business, Wazipark ha successo perché è basato anche su un meccanismo premiale. Chi più condivide accumula punti che vengono poi scambiati con sconti e servizi forniti dalle aziende che ricevono in cambio pubblicità. Ad esempio, per ogni dieci punti si risparmia un euro alla pompa di benzina e la collaborazione si sta estendendo alle assicurazioni e alle officine. Così mentre altre applicazioni analoghe hanno fallito proprio a causa di mancanza di incentivi, Wazipark va avanti e non a caso Twitter menziona  l'iniziativa spagnola tra le storie di successo internazionale.

Funzionerebbe anche in Italia? Perché non provarci? Sviluppatori e startup, se siete in ascolto battete un colpo.