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Pi day, Google batte il record di calcolo di Pi greco

Emma Haruka Iwao ha usato Google Cloud per calcolare 31 trilioni di cifre del Pi greco, infrangendo il Guinness World Record precedente.

Oggi è il Giorno del Pi greco (3/14) e per festeggiare la ricorrenza una dipendente di Google di nome Emma Haruka Iwao ha usato il servizio di cloud computing dell’azienda per infrangere il record di accuratezza nel calcolo della costante matematica Pi greco.

Il Pi greco è il rapporto tra la circonferenza di un cerchio e il suo diametro che inizia come 3,1415 … e continua all’infinito. La Iwao ha calcolato con successo il Pi greco per 31 trilioni di cifre (31.415.926.535.897 o π *1013), battendo il precedente record di 22 trilioni. Google ed Emma entrano così nel Guinness World Record.

Il calcolo ha richiesto un’enorme quantità di potenza di calcolo. Usando il programma y-cruncher su un cluster Google Compute Engine, ha macinato 170 terabyte di dati nell’arco di circa quattro mesi. Per dare un senso al tutto, circa 200.000 tracce musicali ammontano a 1 solo terabyte.

“[Engine] consente alla tua applicazione di continuare a funzionare anche durante migrazioni in tempo reale mentre Google si prende cura del pesante lavoro necessario per mantenere aggiornata l’infrastruttura. Abbiamo eseguito 25 nodi per 11,8 giorni, o 2795 giorni-macchina (7,6 anni-macchina)”.

Iwato ha spiegato che è la prima volta che il cloud computing viene usato per calcolare il Pi greco e battere un record. Il calcolo di ulteriori cifre decimali è limitato solo dalla potenza di calcolo, quindi con l’avanzare della tecnologia il record verrà probabilmente battuto di nuovo.

Per la prima volta sono stati usati anche degli SSD, non usati in passato per il costo proibitivo e la limitata resistenza alle scritture. Il calcolo ha richiesto 10 PB di letture e 9 PB di scritture. Dall’inizio alla fine sono stati necessari 121 giorni. Il calcolo è stato verificato due volte.

Da un punto di vista ingegneristico, non è necessario conoscere più di oltre 20 o 30 cifre, mentre le applicazioni scientifiche non richiedono più di qualche centinaio di cifre. Dal punto di vista del software è un’impresa impressionante calcolare il Pi per migliaia di miliardi di cifre.

Informazioni tecniche su come è stata affrontata la sfida le trovate a questo indirizzo.