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Pirateria musicale in crollo verticale: 35% in meno in un anno

L'ultima indagine condotta da Similarweb per IFPI e FIMI conferma che la la pirateria musicale è scesa del 35% rispetto a marzo 2018.

Crollo verticale per la pirateria musicale in Italia. A certificarlo l’ultima indagine condotta da Similarweb per IFPI e FIMI: in un solo anno la contraffazione digitale e la diffusione abusiva di musica online tramite web e mobile è sceso del 35% rispetto a marzo 2018 e del 10% nei primi tre mesi del 2019. Se si considerano i dati sulla base di due anni il declino è del 50%.

Questo non significa che il fenomeno sia stato sconfitto, perché spesso la pirateria ha individuato innovative forme causando nuovi impatti sul settore, ma conferma che c’è stata una risposta mirata che ha generato dei risultati”, ha commentato Luca Vespignani, Segretario generale di FPM, Federazione contro la pirateria musicale. “Oggi molta dell’attività è focalizzata sulla content protection, il presidio per contrastare uscite anticipate illegali o potenziali sottrazioni di contenuti nella filiera: fenomeni limitati ma con grande impatto economico su un prodotto, grazie alla facilità con la quale può essere propagato in rete”.

Oggi la pirateria in Italia si attesta sotto il 20% del mercato, rispetto al 35% del 2018 e ai valori elevatissimi solo di qualche anno fa. “Lo stream ripping, ovvero il fenomeno del download di video e musica da YouTube, è sceso del 41% in un anno”, puntualizza FIMI. “E se i cyberlocker hanno visto una decrescita del 19,4% rispetto al 2018, bittorrent è addirittura sceso del 52,6% rispetto all’anno precedente”.

Evidente che l’azione di contrasto attuata dalle aziende in collaborazione con AGCOM e GdF è servita. L’applicazione del nuovo regolamento del Garante, ormai in vigore dal 2013 e costantemente aggiornato, ha consentito una svolta che secondo Enzo Mazza, CEO di FIMI, ha proprio nel mix di azioni la sua peculiarità.

“La chiave di questo declino è un mix di contrasto efficace: di buone leggi, costruite nel tempo, e di modelli di business appetibili”, ha commentato Mazza. Senza ombra di dubbio il successo delle piattaforme streaming ha convinto il pubblico ad abbandonare le piattaforme pirata. Inoltre ha aiutato l’introduzione nel 2015 della formula New Music Friday, cioè la pubblicazione contestuale delle nuove uscite discografiche su tutti canali e a livello globale.