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Provider italiani: guai a togliere le catene a Telecom

L'Associazione Italia Internet Provider è preoccupata per il rischio deregolamentazione del settore broadband. La recente sanzione Antitrust nei confronti di Telecom Italia confermerebbe l'esigenza di mantenere alta la vigilanza. Il mercato non sembra essere maturo per eliminare l'orientamento al costo del servizio Bitstream.

Gli Internet provider italiani vogliono mettere le catene a Telecom Italia. A loro parere, come dimostra la recente sanzione Antitrust da 103 milioni di euro, la deregolamentazione del settore sarebbe pericolosa. "È necessaria una normativa forte e una altrettanto forte vigilanza delle Autorità contro eventuali condotte anticompetitive ed abusive di posizione dominante", sottolinea la nota ufficiale AIIP (Associazione Italiana Internet Provider)".

Com'è risaputo il nuovo provvedimento AGCOM che andrà a correggere la delibera 238/13/CONS dovrebbe eliminare l'orientamento al costo del servizio Bitstream nei maggiori comuni Italiani e "di deregolamentare l'NGAN (Next Generation Access Network) su base di analisi prospettiche e non puntuali". Nel primo caso si tratta di quei servizi broadband all'ingrosso totalmente gestiti da Telecom Italia e noleggiati agli operatori alternativi. Nel secondo caso si parla dei servizi di nuova generazione, quindi parzialmente o interamente in fibra.

Attenzione alla deregolamentazione 

"È la cosiddetta segmentazione geografica contro la quale già da anni i concorrenti di Telecom combattono una battaglia", sostiene l'associazione. "AIIP ritiene, che i fatti in oggetto dimostrano come il mercato italiano non sia assolutamente pronto per questo passo".

La segnalazione è certamente rivolta al Garante delle Comunicazioni, ma il richiamo è a Bruxelles. Il Commissario europeo Neelie Kroes recentemente si è detta favorevole alla stabilizzazione del prezzo dell'affitto del rame e ad alleggerire in parte le norme sulla rete in fibra ottica NGAN. Il problema è che il mercato italiano, sempre secondo AIIP, appare in ritardo sul fronte della competitività. E la multa AGCOM ai danni di Telecom Italia lo confermerebbe.

Per altro i soci AIIP "registrano in questa fase un picco di problematiche tecniche, nell'attivazione di servizi su rete Telecom, dovuto alla transizione in corso da tecnologie ATM a IP/Ethernet". Ci sarà comunque tempo per fare chiarezza su questo punto.

L'utente italiano

La buona notizia è che AIIP guarda con fiducia all'Organo di Vigilanza di AGCOM, "oggi con la nuova guida di Antonio Sassano, docente della Sapienza, noto da anni per la propria competenza ed indipendenza".

La speranza è che AGCOM non voglia questo percorso di deregolamentazione, in occasione delle attuali analisi di mercato o a fronte dell'eventuale scorporo della rete Telecom.

L'utenza italiana non può che assistere un po' disarmata a questa ennesima querelle sul mercato all'ingrosso dei servizi Internet. Forse per la prima volta a distanza di anni può contare su una Garante delle Comunicazioni più attento e forse competente. Certo, come tutti ben sappiamo, gli strumenti sanzionatori a sua disposizione sono un po' spuntati. La mega-multa a Telecom Italia è un'eccezione, ma leggendo attentamente il provvedimento si scopre che è tale solo perché l'abuso è stato valutato gravissimo.

Ovviamente l'incumbent ha il diritto di rivolgersi al Tribunale del TAR, e solo allora conosceremo la verità giuridica.