Realtà virtuale e aumentata, quali sono le differenze?

Di Realtà Virtuale e Realtà Aumentata si parla sempre più spesso, ma molti di noi ancora non hanno ben chiare le differenze. Ecco quello che c'è da sapere su due mondi che sembrano vicini ma sono assai diversi.

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a cura di Alessandro Crea

Realtà Virtuale e Realtà Aumentata sono termini di cui si parla sempre più di frequente, anche al di fuori dei siti specializzati e che stanno quindi entrando nell'immaginario comune e nella cultura pop. I prodotti dedicati a queste due tecnologie si stanno moltiplicando e praticamente tutte le maggiori aziende si stanno cimentando nel realizzare un visore per una delle due o entrambe, da Microsoft a Google, passando persino per Facebook.

Purtroppo però se la diffusione dei termini sta aumentando, non allo stesso modo cresce la conoscenza di cosa siano davvero questi due modi di "alterare" la realtà fisica così come la percepiamo quotidianamente.

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Non è infrequente infatti che realtà virtuale e aumentata siano utilizzate come sinonimi per indicare genericamente un visore "con cui vedere cose che non ci sono davvero". Per i meno esperti abbiamo dunque pensato di realizzare una breve guida nell'intento di fare chiarezza su scopi, funzionamento e contesti d'uso delle due tecnologie, che sembrano vicine ma costituiscono in realtà mondi ben distinti.

Realtà Virtuale

PSVR Recensione

Benché se ne stia parlando molto solo in questi ultimi anni, come spesso accade alle tecnologie la loro origine è molto posteriore. Scartando il Sensorama del 1962, basato su soluzioni di tipo meccanico, possiamo far risalire l'origine del primo visore VR al 1968, quando Ivan Sutherland e Bob Sproull misero a punto una soluzione abbastanza primitiva ma di concezione simile, con grafica in wireframe. Bisognerà attendere per il 1989 perché sia coniato il termine virtual reality, ad opera di Jaron Lanier, uno dei pionieri del settore.

La caratteristica principale di questa tecnologia consiste nella creazione di una realtà immersiva completamente alternativa a quella che ci circonda nel quotidiano. Questo avviene tramite l'uso di un visore che ci isola completamente dall'ambiente circostante immergendoci in un mondo immaginario realizzato graficamente, come nel caso dei videogiochi. Il visore fornisce a ciascun occhio un'immagine, il cervello poi elabora il tutto convertendo queste informazioni in percezione spaziale.

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Tra i due, questo è anche il settore più esplorato, almeno a livello consumer e può vantare infatti già tantissimi prodotti, dall'economicissimo Google Cardboard ai costosissimi HTC Vive e Oculus Rift. Recentemente vi abbiamo proposto anche una classifica dei migliori visori con costo inferiore ai 50 euro.

La realtà virtuale ha molti usi, primo tra tutti l'intrattenimento, soprattutto di tipo videoludico. Questo però non è l'unico ambito di utilizzo. Con i visori infatti si possono visualizzare anche foto e filmati a 360°. Realizzati con dispositivi specifici offrono un'immersività elevata, che si tratti dei ricordi dell'ultimo viaggio effettuato o della possibilità di vivere esperienze che normalmente sono precluse ai più, come ad esempio pilotare un caccia, fino alla visita di città e monumenti senza il bisogno di recarcisi di persona.

Realtà Aumentata

augmented reality main

Completamente diversa per fini e funzionamento è invece la realtà aumentata, sebbene la sua origine sia comune a quella della realtà virtuale: i primi occhiali AR infatti furono messi a punto sempre nel 1968, ancora una volta ad opera di Ivan Sutherland. Bisognerà attendere però l'inizio degli anni '90 affinché si affermi una visione organizzata di come dispositivi portatili, Internet e GPS possano confluire assieme per dar vita a dispositivi in grado di "aumentare" o arricchire soprattutto a livello di informazioni, il mondo che ci sta davanti.

Ed è proprio questa la differenza fondamentale, perché i visori AR non prevedono l'isolamento totale dall'ambiente, al contrario necessitano invece che l'utente mantenga il contatto visivo con esso, mentre il visore si occupa di sovrapporre tutte le informazioni ritenute utili.

Come si può facilmente comprendere dunque scopo e contesto d'uso sono totalmente differenti da quelli della realtà virtuale. Inizialmente infatti la realtà aumentata è stata impiegata per realizzare i cosiddetti HUD (Head Up Display), soprattutto per i caschi dei piloti di aerei militari e carri armati, al fine di fornire tutte le informazioni rilevanti al pilota senza che abbia necessità di spostare la propria attenzione dall'ambiente circostante. Recentemente però si parla di HUD anche nelle auto e nei caschi per motociclisti ad esempio.

Augmented Reality

Questo però non è l'unico campo d'applicazione della realtà aumentata.  ‎Applicazioni AR infatti possono aiutarci in generale a saperne di più sull'ambiente circostante, che sia una stazione, un aeroporto, un museo o una piazza, tramite la visualizzazione di informazioni integrate nei luoghi o negli oggetti, e sensibili al contesto.‎ Un esempio, anche se piuttosto inquietante, l'ha fornito recentemente un regista, immaginando una città dell'immediato futuro, completamente invasa da informazioni in realtà aumentata.

Anche l'implementazione della realtà aumentata è molto flessibile. Gli HUD o i visori infatti non sono l'unico modo per usufruirne. Per molto tempo diversi smartphone ne hanno integrato le funzioni nella fotocamera ad esempio, consentendoci di visualizzare i posti di una certa rilevanza attorno a noi, inquadrando semplicemente strade e palazzi. Di recente inoltre Google ha sviluppato l'ancor più sofisticata tecnologia Tango, capace anche di mappare tridimensionalmente lo spazio inquadrato e di sovrapporre ad esso oggetti virtuali. Il ché ci porta a una terza tecnologia.

Mixed Reality

Microsoft hololens in action

Il piccolo schermo di uno smartphone rappresenta chiaramente un limite per la Realtà Aumentata, mentre con i visori per la Realtà Virtuale l'interazione spaziale è assai limitata, sia perché l'utente non vede nulla di ciò che lo circonda sia perché legato fisicamente tramite cavi al computer. Con HoloLens invece Microsoft ha cercato di sviluppare un visore AR le cui possibilità vanno molto al di là di entrambe le tecnologie precedenti: parliamo in questo caso di Mixed Reality.

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Con HoloLens infatti l'utente può visualizzare le informazioni all'interno del proprio campo visivo, come fosse un HUD. Ma utilizzando il controllo tramite gesture è anche possibile interagire con gli ologrammi ed essi, a loro volta, sono integrati spazialmente con l'ambiente circostante e possono reagire alle variazioni, o interagire con gli altri oggetti. I campi di applicazione di questa tecnologia sono vastissimi, dall'intrattenimento alla comunicazione, fino allo sviluppo di prodotti e alla visualizzazione dei dati.

Benché questo settore sia molto più recente degli altri due, Microsoft non è l'unica azienda a star lavorando a un prodotto di questo tipo. Tra gli altri ricordiamo ad esempio Meta 2, che abbiamo avuto modo di provare recentemente, o la misteriosa azienda Magic Leap, ma anche Apple starebbe sviluppando qualcosa nel settore.

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