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Spazio e Scienze

Roboat, le barche robot a guida autonoma che trasformeranno i canali di Amsterdam

Si chiamano Roboat e sono piccole imbarcazioni robot a guida autonoma sviluppate dal MIT e pensate per Amsterdam: aiuteranno a creare pontili temporanei per usi diversi e raccoglieranno l'immondizia di notte.

Amsterdam, “la Venezia del Nord Europa” è interamente costruita su canali d’acqua. In città gli spazi sono quel che sono e tenere puliti i canali più piccoli, o quelli più affollati, può essere un problema. Per questo il MIT, in collaborazione con l’Amsterdam Institute for Advanced Metropolitan Solutions, ha sviluppato Roboat, una piccola imbarcazione robot a guida autonoma, dalle strabilianti capacità.

Simili nell’aspetto a un semplice rettangolo, ogni singolo Roboat monta diversi sensori, microcontrollori, videocamere, moduli GPS ed eliche di manovra, che consentono loro di navigare e reagire attivamente a ciò che ci sta attorno. Non solo: le Roboat sono capaci di cercarsi le une con le altre, connettersi tra loro e formare piattaforme.

Gli obiettivi sono molteplici. Ad esempio le Roboat potrebbero servire per creare piattaforme temporanee, per ospitare concerti e spettacoli ma anche mercati, dove in città non è disponibile il posto necessario ad esempio. Le Roboat inoltre potranno navigare nei canali più stretti o anche di notte, quando non ci sono troppe imbarcazioni, al fine di raccogliere l’immondizia e persino le 12mila biciclette che in media finiscono ogni anno nei canali. E poi ancora: le Roboat sono in grado di rilevare i livelli di inquinamento acustico, ma anche quello dell’aria e ovviamente dell’acqua, identificando anche per tempo l’eventuale insorgere di infezioni ed epidemie.

Ora i ricercatori stanno lavorando alla messa a punto fine, soprattutto per quanto riguarda la ricarica. I roboat infatti ‎sono in grado di individuare le apposite docking station e collegarsi ad esse in autonomia tramite un meccanismo di aggancio su misura, continuando a provare nel caso in cui non riescano ad effettuare l’aggancio. Se però i risultati dei test di laboratorio sono veritieri le piccole imbarcazioni robot sono già ora in grado di connettersi con successo alle docking station in circa 10 secondi.‎