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Samsung brevetta gli schermi OLED pieghevoli

Sono più economici dei pannelli OLED davvero flessibili ma hanno il problema della giunzione che li unisce: ecco come Samsung propone di risolverlo

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Avatar di Francesco Pignatelli

a cura di Francesco Pignatelli

Pubblicato il 12/12/2012 alle 11:46 - Aggiornato il 15/03/2015 alle 01:43
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Samsung ha registrato negli Stati Uniti un brevetto che descrive un nuovo approccio nella realizzazione di dispositivi portatili con un display pieghevole, diviso in due metà collegate da una cerniera centrale. L'obiettivo del brevetto è dare una soluzione al difetto classico degli schermi pieghevoli: quando si usano insieme per mostrare un'unica immagine, hanno in mezzo una riga nera più o meno ampia causata proprio dalla cerniera, che non contiene pixel illuminati. Il brevetto USA non descrive una soluzione del tutto nuova perché Samsung l'aveva già registrata come brevetto in Corea, ma la registrazione anche negli Stati Uniti permette una sua maggiore applicabilità.

Eliminare del tutto la giunzione fra due pannelli non è possibile in prodotti come quelli descritti dal brevetto Samsung: la vera soluzione starebbe nell'adozione di pannelli flessibili, i quali però al momento non vanno oltre gli esemplari dimostrativi. Adottare due - o anche più - pannelli rigidi contrapposti ha poi il vantaggio di contenere sensibilmente i costi, permettendone l'utilizzo su una gamma molto più ampia di dispositivi. Se la giunzione non si può eliminare, bisogna ridurla al minimo e fare in modo che non si noti: in questo consiste il "trucco" descritto dal brevetto.

Per ridurre al minimo la dimensione della "riga" nera fra i pannelli bisogna ridurre la distanza fra loro. Questa deriva da vari elementi: lo spazio che intercorre fra l'ultima fila di pixel e il bordo fisico del singolo pannello, lo spessore di questo bordo e lo spessore della giunzione fra i pannelli. Il primo elemento si riduce diminuendo lo spessore dell'ultima fila di pixel, il secondo e il terzo realizzando il bordo del pannello e la giunzione come un unico componente.

In questo modo, spiega Samsung, la distanza fra le due righe di pixel adiacenti ma appartenenti a pannelli diversi si riduce a uno spazio tra 0,1 e 1 millimetro. Tenendo i due schermi alla distanza di circa 40 centimetri, o più, due punti distanziati da un decimo di millimetro appaiono come un singolo punto. Ne deriva che una "riga" nera sino a un millimetro di spessore sarebbe quasi invisibile.

Dato però che le due file adiacenti di pixel hanno uno spessore pari alla metà di quelle normali, bisogna che i loro punti abbiano una luminosità più elevata per non creare una riga più scura delle altre. Questo si ottiene facilmente, secondo il brevetto, usando due pannelli OLED: oltre a non richiedere retroilluminazione, questi permettono di controllare con molta precisione la luminosità anche di singoli pixel.

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