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Spazio e Scienze

SILIKA, stazioni radio base 5G potenziate per le aree rurali

La Commissione UE sta finanziando con 3 milioni di euro il progetto SILIKA che punta a realizzare BTS 5G più potenti.

La Commissione UE sta finanziando un progetto di ricerca europeo (SILIKA) che dovrebbe consentire di realizzare stazioni radio base (BTS) 5G capaci di potenziare il segnale e quindi servire più utenze senza ridurre le prestazioni finali. Una risposta insomma alle esigenze delle aree rurali e anche l’IoT. Eindhoven University of Technology, Chalmers University of Technology e Katholieke Universiteit Leuven, in collaborazione con NXP, Ericsson, Saab e Qamcom, grazie anche un investimento UE da 3 milioni di euro, sono impegnate nella ricerca e sviluppo di “Silicon-based Ka-band massive MIMO antenna systems” per novi servizi TLC legati alla 5G.

La velocità e la capacità del 5G si basano su bande ad alta frequenza per fornire i segnali. Il problema attuale è che queste frequenze sono relativamente deboli, il che significa che è necessaria molta energia per aumentare il segnale”, si legge nella nota di presentazione. “Il progetto SILIKA, finanziato dall’UE, affronta questa sfida ricercando e sviluppando algoritmi di elaborazione del segnale, antenne ed elettroniche più efficienti. Le tecnologie vengono riunite in un nuovo concetto di stazione radio base”.

SILIKA punta a combinare la potenza di segnale di molti elementi di antenne in un fascio che può automaticamente essere indirizzato verso una singola utenza. “Sulla base di questo concetto il team sta lavorando a un dimostratore e ha già realizzato i primi componenti”, ha spiegato il coordinatore del progetto Ulf Johannsen della Eindhoven Technical University.

Il valore aggiunto è dato dal fatto che le utenze più vicine alle BTS vengono raggiunte tramite le antenne phased-array simili a quelle dei radar, mentre quelle lontane da pannelli riflettori simili a quelli satellitari. L’intero sistema dovrebbe essere in grado di gestire questo tipo di esigenza in tempo reale. “La prossima mossa sarà quella di tradurre questi concetti da applicazioni di nicchia a tecnologia da mercato di massa”, sottolinea la nota.