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Sky Italia al lavoro per creare un operatore mobile? Si parla di un virtuale basato su TIM e Vodafone

Secondo documenti intercettati da Il Fatto Quotidiano, Sky starebbe lavorando per creare un operatore mobile virtuale. Non si esclude anche un impegno nel residenziale.

Sarà Sky Mobile? Come si chiamerà il nuovo operatore TLC su cui sta lavorando Sky Italia? Il quotidiano “Il Fatto Quotidiano” ieri ha svelato di essere entrato in possesso di documento riservati del colosso delle pay-TV che confermerebbero un progetto interno legato al settore delle telecomunicazioni.

Sky in pratica starebbe vagliando la possibilità di creare da zero un operatore telefonico virtuale che dovrebbe noleggiare “le frequenze da Vodafone e Telecom”. A questo punto è verosimile pensare che si possa trattare di un Full Mobile Virtual Network Operator (MVNO) o comunque un operatore parzialmente privo di infrastrutture fisiche – almeno nella prima fase. L’AGCOM, stando alle carte, per altro sarebbe già stata informata.

Il progetto che appare in fase avanzata, poiché si parla di un debutto già a partire dalla prossima primavera, sembra analogo a quanto già visto nel Regno Unito. Da gennaio 2017, Sky Mobile sfrutta la rete di O2 per vendere servizi di telefonia mobile fortemente declinati per soddisfare le esigenze di traffico dati e secondariamente voce.

È evidente che l’obiettivo è quello di confezionare bouquet di più servizi dal prezzo competitivo. Attualmente gli accordi commerciali con TIM, Vodafone e Fastweb non consentono grande flessibilità e soprattutto non balzano agli occhi per convenienza, scadute le promozioni.

Un altro fronte è quello con Open Fiber. Com’è risaputo a marzo ha siglato un accordo con Sky per fornire un servizio di connettività da abbinare al decoder Sky Q. A luglio, il direttore Network and Operations di Open Fiber, Guido Garrone, ha confermato a Tom’s Hardware che il nuovo partner stava vagliando ancora diverse opzioni per l’implementazione.

“Grazie ad una rete interamente in fibra ottica, non c’è praticamente limite alla quantità di informazioni che è possibile far arrivare direttamente ai clienti riuscendo ad assicurare anche un ottimo livello di interattività, posizionamento che Sky ha già raggiunto nel Regno Unito. In Italia poi c’è il problema delle parabole nei centri storici. Sky sta vagliando la possibilità di disporre della nostra fibra spenta o di quella accesa anche per superare questo vincolo”, disse l’ingegner Garrone.

L’ipotesi di una telco Sky quindi potrebbe prevedere anche un posizionamento nel residenziale con noleggio di fibra spenta o accesa ancora da decidere. Nel primo caso in pratica l’operatore-cliente impiega anche delle sue infrastrutture (come fa ad esempio Vodafone), nel secondo noleggia tutto (come fa Tiscali a Milano).

L’intero progetto TLC probabilmente ha subito un’accelerazione anche a seguito all’acquisizione di Sky da parte di Comcast. Il Fatto Quotidiano rivela che a novembre l’AD del colosso statunitense sarà in visita proprio a Londra, Monaco e Milano per fare anche il punto sullo “Sky broadband launch”.

Insomma, la prospettiva è di una nuova Sky Italia che in qualità di media company fornisce anche connettività mobile e (domani) residenziale con pay-TV annessa. Potenzialmente vi sarebbero margini per far risparmiare i clienti. Appunto, potenzialmente.