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Spazio e Scienze

SpaceX, i razzi Falcon 9 sono rischiosi per gli astronauti?

Trasporto passeggeri da e verso la ISS, viaggi per Marte: tutti i progetti di SpaceX dipendono dal fatto che i suoi razzi Falcon non abbiano problemi come quello che si è verificato il 1 settembre, e che la NASA riconosca il suo appoggio a SpaceX. Chi ha visto il video dell'esplosione potrebbe pensare che il problema più grosso sia quello, invece a quanto pare la questione sicurezza potrebbe essere la grana maggiore.

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Stando alle cronache delle ultime ore i voli dei Falcon 9 riprenderanno a metà dicembre, adesso che si è capito che alla base dell'esplosione sulla rampa di lancio non c'era un errore di progettazione, ma le condizioni di carico dell'elio. In particolare, anche se il numero uno Elon Musk non è entrato troppo nel dettaglio, durante un'intervista con la CNBC ha spiegato che il problema ha riguardato "fondamentalmente l'elio liquido, i materiali compositi avanzati in fibra di carbonio e l'ossigeno solido", ossia raffreddato così tanto da passare allo stato solido – cosa che non avrebbe dovuto accadere.

Proprio qui si inserisce una questione che non è del tutto nuova, ma che finora era passata in secondo piano. Parliamo della relazione dell'International Space Station Advisory Committee della NASA che risale addirittura al dicembre 2015, e che con lungimiranza (o con grande competenza) aveva previsto la possibilità di problemi legati al rifornimento dei razzi di SpaceX, tanto da sconsigliare di usare il Falcon 9 e la Dragon per il trasporto di astronauti.

In particolare, il comitato presieduto dall'astronauta veterano Thomas Stafford aveva previsto che le procedure secondo cui i razzi di SpaceX debbano essere riforniti immediatamente prima del lancio avrebbero potuto rappresentare una seria minaccia per le missioni con equipaggio. Forse pochi conoscono questo dettaglio, e solo dopo l'incidente del 1 settembre si capisce il senso e l'importanza dell'obiezione sollevata da Stafford e colleghi.

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Gli attuali Falcon 9 sfruttano propellenti criogenici raffreddati a temperature bassissime per poter aumentare la quantità stoccabile nei serbatoi e trasportare carichi maggiori. È anche grazie a questa soluzione che è stato possibile recuperare il primo stadio dei razzi anche con missioni come la consegna di satelliti destinati all'orbita geostazionaria. Però c'è il rovescio della medaglia: gestire ossigeno liquido a -207 gradi impone di far decollare il razzo appena terminato il rifornimento (secondo alcune fonti con una tolleranza di circa 15 minuti) per non dare il tempo al combustibile di scaldarsi ed espandersi.

La conseguenza è che in una eventuale missione con equipaggio gli astronauti dovrebbero salire a bordo prima di terminare il rifornimento.

Stafford fece notare che la politica NASA finora seguita è stata quella di far salire a bordo l'equipaggio solo dopo che le procedure di rifornimento e di pre-volo sono terminate. Se prima la sua valutazione poteva passare in secondo piano, adesso potrebbe assumere tutt'altro peso, nonostante Stafford e il comitato consultivo abbiano solo il potere di dare "consigli e raccomandazioni" sulla sicurezza delle operazioni relative alla ISS. Infatti ad avere voce in capitolo sulla sicurezza delle attività del Commercial Crew Program è l'Aerospace Safety Advisory Panel (di cui fanno comunque parte illustri ex astronauti).

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Molte fonti sottolineano poi come la Dragon V2 (che dovrebbe portare gli astronauti sulla ISS) sia dotata di un sistema di espulsione di emergenza progettato per questo tipo di situazione. In sostanza, in caso di problemi sulla rampa di lancio si attiverebbero automaticamente otto motori SuperDraco disposti lateralmente sulla capsula stessa, per staccarla dal razzo. Una volta distante si attiverebbero poi soluzioni per attutire l'atterraggio. Il sistema è stato testato con successo a Cape Canaveral a maggio e a novembre del 2015.

SpaceX non ha ignorato la preoccupazione dell'Advisory Panel, a cui ha risposto ribadendo la fiducia nelle sue procedure: "SpaceX ha messo a punto un processo di rifornimento affidabile che riduce al minimo la durata e il numero di personale esposto ai pericoli. Come parte di questo processo, l'equipaggio potrà restare in modo sicuro a bordo della Dragon V2 durante il rifornimento di propellente. Nel corso dell'ultimo anno e mezzo NASA e SpaceX hanno condotto un'analisi dettagliata di tutti i rischi insiti in questo processo".

Morale: oltre a ricordare il ruolo della Advisory Committee e a rimbalzare la questione all'Aerospace Safety Advisory Panel, la NASA ha pubblicato una breve dichiarazione in cui sottolinea che "le capsule e i lanciatori progettati per il Commercial Crew Program dovranno soddisfare i requisiti tecnici e di sicurezza della NASA prima di poter avere la certificazione per il volo con equipaggio".