e-Gov

Spammer, quanto guadagni?

Un messaggio su 12,5 milioni, questo è il rapporto di produttività di uno spammer appassionato. Che significa? Che quel singolo messaggio produce una richiesta d'acquisto.

Queste cifre, svelate da uno studio delle Università di Berkely e San Diego, si traducono in un'affermazione piuttosto semplice: spammare rende, anche se poco.

I ricercatori non hanno fatto altro che rendere pan per focaccia, infiltrandosi in una rete di spam esistente, composta da 750000 computer zombie, macchine che spediscono i messaggi di spam automaticamente, a insaputa dell'utente.

Come specchietto per le allodole, hanno poi aperto una "falsa farmacia virtuale", specializzata, come no, nella vendita di prodotti per migliorare le prestazioni sessuali.
Tutto innocuo, per gli utenti, ma molto proficuo per la ricerca.

 

È venuto fuori che il tasso di risposta è inferiore allo 0,00001%, ben al di sotto dei livelli ritenuti accettabili dal marketing, ma più che accettabile per chi, magari, nel frattempo già produce un reddito di altro tipo.  

Certo è che se fai spam non fai marketing, oppure che il tuo marketing è di un altro genere. Facendo i conti in tasca agli spammer di questa particolare rete, che si chiama storm, emergono ingressi di circa $7000 al giorno, con un profitto tra il 5% e il 10%.

Cifre contenute, certo, ma se si calcola il fatto che il sistema "va da sé", non sono poi così scarse. Chi si dedica allo spam, infatti, ha il tempo di dedicarsi anche ad altre attività, più o meno oneste.

I ricercatori non hanno saputo calcolare, però, come la crisi mondiale stia pesando sui conti degli spammer.
Noi nutriamo qualche dubbio sull'esattezza di queste cifre, che non sembrano giustificare un'attività che, in alcuni paesi, prevede anche il carcere. E voi?