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Spray per aumentare la ricezione degli smartphone

Uno spray per potenziare la ricezione dei cellulari. Ecco una delle tecnologie più interessanti presentate durante il Google Solve For X, un forum dedicato all’innovazione estrema. In pratica si tratta di un pigmento, basato su nanotecnologie, che può essere spruzzato su alberi, mura, hardware, dispositivi, o anche zaini per migliorare notevolmente la ricezione radio-mobile. I campi di applicazione sono infiniti: dall’ambito militare, a quello della ricerca oceanografica (funziona anche sott’acqua), fino ad arrivare a prodotti come smartphone e TV.

Secondo il responsabile tecnico di Chamtech, l’azienda proprietaria del brevetto, l’applicazione del pigmento ai cellulari consente un miglioramento dell’efficienza radio di circa il 10%. “Ogni mese, l’energia che potremmo risparmiare è uguale a quella prodotta in un anno negli Stati Uniti dai pannelli solari e gli impianti eolici”, ha dichiarato Spencer. “Potremmo fare 12 volte di più”.

Spray per antenne

La questione di fondo è che le antenne radio tradizionali, che ricevono i segnali mobili e TV, svolgono adeguatamente il loro compito ma richiedono ancora molta energia, incidono sull’autonomia dei dispositivi mobili e scaldano. Per di più non ricevono e spediscono i segnali in modo così efficiente come gli utenti vorrebbero, non funzionano sott’acqua e non proteggono adeguatamente le comunicazioni.

Il kit

Chamtech sostiene di aver risolto ogni problema e difetto con la sua nano-vernice: ad esempio pare essere riuscita ad abilitare la ricezione sott’acqua fino a 800 metri, usando solo 3 watt contro i migliaia normalmente richiesti. “Potete immaginare tutto questo dal punto di vista infrastrutturale?”, ha aggiunto Spencer. “Telecom nelle profondità degli oceani, infrastrutture Internet, ma anche comunicazioni via nave e satellite nel mare – si può fare tutto sotto l’acqua”.   

Il mercato di questa tecnologia ha un potenziale incredibile, sebbene il settore sia fortemente frammentato. Senza contare che si tratta di una seconda versione del pigmento, poiché la prima – presentata due anni fa – probabilmente aveva ancora qualche difetto. Oggi sembra aver raggiunto lo stadio evolutivo desiderato, tanto più che che durante la produzione industriale si può anche modificare la miscela “per creare campi magnetici e a radio-frequenza diversi”.

Va bene tutto, ma speriamo che un giorno nessuno ci chieda di acquistare una boccetta di vernice per spennellare uno smartphone con problemi di ricezione…