Spazio e Scienze

Stazione Spaziale Internazionale: come si pilota dalla Terra

La Stazione Spaziale Internazionale si comanda dalla Terra. Per capire cosa fanno i guru della NASA per tenere in orbita la ISS e come vengono effettuate le manovre di correzione della rotta Ars Technica è andata all'International Space Station Flight Control Room. Il compito non è semplice perché parliamo di un oggetto che orbita a 400 chilometri sopra di noi, pesa circa 450 tonnellate ed è più grande di un campo di football americano

A bordo della stazione spaziale infatti non ci sono Han Solo e Chewbecca con una cloche a portata di mano pronti a fare lo slalom nei campi di asteroidi. Qualsiasi variazione di traiettoria della rotta viene fatta dalla Terra, con i computer.

Rischio di collisione

La Flight Control Room deve mantenere sempre il contatto con la ISS e sapere in ogni momento dove si trova e dove sta andando. Attorno a lei infatti ci sono detriti che potrebbero entrare in collisione con la ISS. Il rischio non è teorico: nel 2013 ci sono state 67 segnalazioni di potenziali collisioni.

Si mappano continuamente i detriti situati in un perimetro di due chilometri al di sopra e al di sotto della ISS e 25 chilometri avanti e indietro rispetto all'orbita che percorre intorno alla Terra. Tre volte al giorno si incrociano tutte le informazioni e si calcolano i rischi.

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Nonostante la sua dimensione, l'ISS è piuttosto agile grazie a quattro giroscopi e diversi propulsori che gli consentono di ruotare e spostarsi lateralmente. Qualora fosse necessario si devia la rotta della stazione per evitare l'ostacolo. Non ci sono scene alla Millennium Falcon: le variazioni di rotta devono essere programmate con 28,5 ore di anticipo rispetto a quella della potenziale collisione. Questo tempo è necessario perché le manovre vengono programmate da Mosca, quindi si deve tenere conto del fuso orario con Houston e del tempo che serve ai programmatori per caricare la variazione di rotta e recapitarla alla stazione.

International Space Station Flight Control Room

E se serve un'azione immediata? Si ripiega sulla manovra di emergenza PDAM (Predetermined Debris Avoidance Maneuver) per cercare di scartare l'ostacolo. Se l'operazione non può essere eseguita, per esempio perché rischia di mettere la ISS in collisione con un altro detrito, l'equipaggio si rifugia sulla navicella Soyuz, che in caso di impatto si sgancia dalla ISS. Finora gli equipaggi hanno dovuto rintanarsi nella Soyuz per tre volte. Nel 2011 i detriti hanno mancato la Stazione Spaziale Internazionale per soli 725 metri.