Spazio e Scienze

Su Marte potrebbe esserci vita sotto alla superficie

La scoperta dell’acqua liquida su Marte ha aperto una serie di scenari inediti, e la domanda che subito molti si sono posti è se sia possibile che in quell’acqua possano esserci forme di vita. Una risposta preliminare è quella che arriva da una ricerca condotta da un gruppo di scienziati del Caltech e del Jet Propulsion Laboratory (JPL), secondo cui se su Marte esiste acqua liquida, in condizioni specifiche potrebbe contenere più ossigeno di quanto ritenuto possibile in precedenza.

Secondo il modello messo a punto dai ricercatori infatti i livelli di ossigeno potrebbero teoricamente superare la soglia necessaria per supportare la vita aerobica semplice. Un risultato che, se fosse verificato con prove sul campo, confermerebbe un contrasto con l’opinione attuale e accettata relativa al potenziale di Marte di ospitare ambienti abitabili.

Il fatto che è che appurata la presenza di acqua liquida, molti dei ricercatori tendono a scartare l’idea che possa contenere ossigeno poiché l’atmosfera di Marte è circa 160 volte più sottile di quella della Terra, ed è composta principalmente da anidride carbonica. “L’ossigeno è un ingrediente chiave nel determinare l’abitabilità di un ambiente, ma su Marte è relativamente scarso” spiega Woody Fischer, professore di geobiologia al Caltech e coautore del documento pubblicato ieri su Nature Geoscience. “Nessuno ha mai pensato che le concentrazioni di ossigeno necessario per la respirazione aerobica potessero teoricamente esistere su Marte” gli fa eco Vlada Stamenković del JPL, autore principale dello studio.

Acqua su Marte. Crediti: ASI

Invece la scoperta fatta con lo strumento Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionosphere Sounding (MARSIS) della sonda europea Mars Express rimescola le carte. L’ipotetica acqua salata, se abbastanza vicina alla superficie del Pianeta Rosso, potrebbe assorbire efficacemente l’ossigeno presente in atmosfera.

Per verificare questa ipotesi gli scienziati hanno dapprima sviluppato un modello chimico che descrive come l’ossigeno si dissolve in acqua salata a temperature inferiori al punto di congelamento dell’acqua (le condizioni che si ritengono esserci su Marte). Poi hanno esaminato i dati di cui siamo in possesso sul clima globale di Marte e sui cambiamenti che ha subito negli ultimi 20 milioni di anni, durante i quali è cambiata l’inclinazione dell’asse del pianeta, alterando il clima. Unendo tutti i risultati, i ricercatori hanno dedotto quali sono le regioni marziane maggiormente candidate a sostenere alte solubilità di ossigeno, sia oggi sia nel passato geologicamente recente del pianeta.

Il risultato è che ad altitudini sufficientemente basse (dove l’atmosfera è più densa) e a temperature sufficientemente basse potrebbe esserci una quantità inaspettata di ossigeno disciolta nell’acqua. Un valore di diversi ordini di grandezza superiore alla soglia necessaria per la respirazione aerobica che avviene oggi negli oceani della Terra.

Questa è un’ipotesi verosimilmente confermata da una serie di esperimenti; come sempre accade nella ricerca non è un responso definitivo. Tutte le ipotesi dovranno essere verificate nel corso delle future missioni su Marte. Ora che abbiamo un’indicazione, i rover futuri avranno obiettivi di ricerca ancora più precisi su cui lavorare, perché ricordiamo che una delle priorità della NASA è trovare eventuali prove di vita presente o passata su Marte.

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