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Telecom rimanda i 100 Mbps e piazza Cubovision

Telecom Italia è proprio sfortunata: era pronta per il grande balzo in avanti con i servizi Internet a 100 Mbps e invece si ritrova con il solo Cubovision. L’amministratore delegato Franco Bernabè ieri durante il convegno “Working Capital Tour” ha confermato che per colpa di un ritardo  burocratico le soluzioni a 100 mega slitteranno al prossimo anno.

Avevamo chiesto i 100 mega ed è arrivato Cubovision

Quello che Bernabè considera un disguido in verità è qualcosa di più. Come avevamo anticipato a settembre l’offerta fibra (Telecom Italia pronta con la fibra a 100 Mbps) sarebbe dovuta partire a Roma, Milano, Catania, Bari, Venezia e Torino. Entro Natale l’AGCOM avrebbe dovuto deliberare sui cosiddetti “test di prezzo” con tanto di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

È evidente che qualcosa deve essere andato storto poiché a Telecom viene richiesto non solo di non venderesotto-prezzo” (ovvero ottenendo un ragionevole margine di profitto, sulla base dei costi di rete e dei costi operativi) ma anche di rendere sostenibile l’offerta “per un operatore alternativo che acquisti i servizi di interconnessione” (costi fissi e variabili di interconnessione).

Insomma il servizio a 100 Mega di Telecom, che come sappiamo si basa su tecnologia FTTN (Fiber-to-the-node) o FTTC (Fiber-to-the-cabinet), tira in ballo l’antitrust e le responsabilità che ha l’ex-monopolista nei confronti del libero mercato. Non è solo una questione “burocratica” come qualcuno vorrebbe lasciare intendere. Se l’ex-monopolista dovesse sbarcare sul mercato con un prodotto di questo genere è evidente che le tariffe per il “noleggio” della sua rete diventerebbero chiave.

Cosa consegno agli italiani quest’anno?

In ogni caso per il momento bisognerà accontentarsi di Cubovision, il dispositivo che dovrebbe trasformare la televisione in un media center per la riproduzione di contenuti online e non solo. “Siamo impegnati in questo progetto, anche se ha avuto qualche difficoltà perché essendo nuovo ha avuto problemi di funzionalità“, ha spiegato Bernabè. “[…] è ora pronto per essere commercializzato e in grado di garantire una qualità straordinaria dello streaming video e dello stesso digitale terrestre”.

Ne abbiamo parlato la prima volta nel dicembre del 2009 e poi rilevato il flop mostruoso ad aprile. A settembre si è scoperto del rilancio. A questo punto non resta che attendere le prime prove sul campo, sempre che non sia fondamentale disporre di un servizio ADSL ad alte prestazioni.