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TIM, accordo con Google Cloud e con Santander Consumer Bank per prestiti rateali consumer

Ieri TIM, in occasione del Consiglio di Amministrazione, ha approvato l’informativa finanziaria del Gruppo al 30 settembre 2019 e anticipato alcune novità. La prima è che è stato siglato un memorandum di intesa con Google Cloud per la realizzazione di una partnership strategica che consentirà all’operatore TLC di “diventare il principale player italiano nell’offerta di servizi di Cloud ed Edge Computing”.

In pratica verrà ampliata l’offerta di prodotti e servizi; già oggi TIM è leader di mercato nei servizi cloud alle imprese, con oltre 20.000 clienti di cui oltre 16.000 in SaaS (Software as a Service) e oltre 5.000 in IaaS (Infrastructure as a Service). TIM inoltre costituirà una nuova società che gestirà i Data Center e i servizi cloud di TIM.

Il CdA ha annunciato anche l’accordo siglato con Santander Consumer Bank per la creazione di una Joint Venture che offrirà finanziamenti per l’acquisto di terminali tramite prestiti rateali e, in una fase successiva, altri prodotti di credito al consumo e assicurativi.

Proseguono poi i progetti di sviluppo già avviati, come il Network-sharing partnership con INWIT e Vodafone Italia – sono in corso le valutazioni da parte delle autorità antitrust. È in corso la valutazione della potenziale integrazione della rete in fibra con Open Fiber con la ricerca di uno o più fondi infrastrutturali.

Novità anche per TIMVision che amplia l’offerta a seguito dell’accordo siglato con Netflix. “I clienti TIM potranno attivare queste offerte direttamente in bolletta e fruire dei contenuti dal TIM BOX. Questa importante partnership rafforza ulteriormente la piattaforma streaming di TIM e confermano la strategia di TIMVision  come principale aggregatore di contenuti digitali”, sottolinea la telco.

Per quanto riguarda i dati finanziari nei primi nove mesi del 2019 i ricavi da servizi di Gruppo, al netto del contributo di Telecom Italia Sparkle (International Wholesale), sono stati pari a 11,8 miliardi di euro (-2,2% YoY), mentre i ricavi totali hanno raggiunto i 13,4 miliardi di euro (-4,3% YoY). “L’operating free cash flow ha raggiunto 2,2 miliardi di euro, registrando un miglioramento di 791 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2018, grazie alla continua riduzione dei costi e all’ottimizzazione della gestione del capitale circolante. L’equity free cash flow si è attestato a 1,2 miliardi di euro, con un incremento di oltre 1 miliardo di euro YoY”, spiega TIM. “Conseguentemente l’indebitamento finanziario netto al 30 settembre si è ridotto di 958 milioni di euro da fine 2018 e di 419 milioni di euro rispetto al 30 giugno 2019, attestandosi a 24,3 miliardi di euro”.

Sul fronte mobile sta crescendo l’ARPU (ricavi medi per unità), passato dal trimestre precedente da 12,5 euro per linea/mese a 12,9 euro. Si è ridotta la portabilità del numero, che ha registrato una flessione del 42% su base annua nonostante la persistente elevata competizione nel segmento di mercato più sensibile al prezzo.

Il numero complessivo delle linee mobili di TIM si è attestato a 31,3 milioni a fine settembre, in leggera flessione rispetto al trimestre precedente e con un tasso di disconnessione (churn) in miglioramento rispetto al terzo trimestre dello scorso anno (5,4% rispetto a 7,6% del 3Q 2018)”, sottolinea TIM. “La decisione di ridurre la vendita di device mobili (142 milioni di euro, -45% YoY) con marginalità nulla o negativa ha comportato significativi benefici a livello di EBITDA”.

Nel segmento residenziale si è ridotto il tasso di disconnessione (churn) dal 6,1% del secondo trimestre al 4,4%, in un’ulteriore crescita degli abbonati ai servizi a banda larga (+117.000, in crescita rispetto a +60.000 nel secondo trimestre) e nella continua migrazione della base clienti verso la banda ultralarga. “Le linee fibra, retail e wholesale, hanno raggiunto i 6,6 milioni di unità, registrando un incremento del 36% YoY e del 4% rispetto al trimestre”, aggiunge TIM. “Si segnala la buona performance del Wholesale Domestico che ha registrato un incremento dei ricavi da servizi del 2,5% YoY, per effetto della citata migrazione dei clienti da rame a fibra e della stabilizzazione delle tariffe regolamentate”.