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TIM e Vodafone al lavoro per una rete mobile nazionale: condivisione in ambito 4G e 5G

Vodafone e TIM hanno siglato un accordo per condividere la rete mobile nazionale. Il cosiddetto Memorandum d’Intesa annunciato oggi prevede la condivisione della componente attiva della rete 5G, una valutazione della condivisone degli apparati attivi della rete 4G e l’ampliamento dell’attuale accordo di condivisione passiva. Uno o più di tali progetti saranno perfezionati nel corso del 2019; bisognerà comunque attendere il parere dell’Antitrust.

Nello specifico la strategia punta a sviluppare più velocemente la rete 5G sul territorio, riducendo i costi. Verranno valutate sia la fattibilità tecnica che commerciale per l’installazione congiunta degli apparati incluse “alcune grandi città dove ciascuna società potrebbe voler mantenere flessibilità strategica e assicurare la propria capacità di rispondere alle esigenze dei rispettivi clienti”. Il tutto mettendo in gioco l’adeguamento delle rispettive reti di trasmissione in fibra per il backhauling mobile con tecnologie a più alta capacità.

“Le due società intendono valutare l’aggregazione in un’unica entità delle rispettive infrastrutture passive, per un totale di 22.000 torri in Italia”, si legge nella nota ufficiale. “Per consentire la valutazione di queste iniziative, Vodafone e TIM hanno concordato un periodo di esclusiva nella negoziazione”.

Sul fronte 4G si parla di condivisione degli apparati attivi delle reti esistenti e potenziamento dell’attuale accordo legato alla componente passiva, passando dagli attuali 10.000 siti (circa il 45% del totale delle torri delle due società) a una copertura su base nazionale”. Una strategia che accelererebbe anche lo sviluppo della tecnologia 5G sia in zone urbane sia in aree rurali.

Quanto all’aggregazione delle infrastrutture, “Vodafone e TIM hanno concordato di valutare una potenziale transazione che permetta di consolidare in una sola entità le loro circa 22.000 torri di telecomunicazione in Italia”. In pratica le infrastrutture passive di rete di Vodafone verrebbero unite con quelle di Infrastrutture Wireless Italiane (Inwit), società quotata in borsa e controllata al 60% da TIM. Questa ultima godrebbe di eguale partecipazione con pari diritti di governance.

“L’aggregazione sarebbe strutturata in modo da creare valore per tutte le parti coinvolte. Le società intendono valutare l’opportunità, ove possibile, di spostare nel tempo sull’infrastruttura della nuova società le apparecchiature di rete attive attualmente ospitate su torri di terzi”, prosegue la nota. “La ampliata infrastruttura delle torri continuerebbe a perseguire l’obbiettivo di incrementare l’ospitalità di altri operatori, per generare ulteriori efficienze”.

Questa partnership ci consente di creare rilevanti benefici per i nostri clienti e per i soggetti coinvolti, che potranno vivere la migliore esperienza 5G, resa disponibile in anticipo e su una più ampia area geografica. Il 5G rappresenta una discontinuità tecnologica con un impatto sociale profondo, che richiede investimenti, efficienza e rapidità realizzativa. Questo ci ha portato ad ampliare l’ambito della positiva esperienza di cooperazione attuale“, ha commentato Aldo Bisio, Amministratore Delegato di Vodafone Italia.

Questa partnership permetterà ai nostri clienti di entrare più rapidamente nella rivoluzione del 5G consentendo, allo stesso tempo, a entrambe le aziende un uso più efficiente delle risorse dedicate a questa nuova sfida. Siamo convinti che la condivisione della rete sia un elemento chiave per offrire un servizio più esteso, migliore ed efficace a vantaggio del Paese, dei clienti e di tutti gli stakeholder“, ha aggiunto Luigi Gubitosi, Amministratore Delegato del Gruppo Telecom Italia.