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Tre, multa da 580mila euro per il 4G a pagamento

L'AGCOM ha comminato a Tre una multa da 580.000 euro a seguito della rimodulazione unilaterale del 4G, che aveva introdotto un costo per l'uso delle reti LTE.

580.000 euro di multa a Tre da parte dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, a seguito della rimodulazione, avvenuta a luglio dello scorso anno, che aveva reintrodotto un costo per l'utilizzo della rete 4G.

Ovviamente non è in discussione la decisione, legittima benché non proprio simpatica, di Tre Italia di rimodulare il contratto relativo all'opzione 4G, che da gratuita è diventata a pagamento (1 euro al mese). Piuttosto si sono sanzionate le modalità con cui sono stati informati gli utenti e il comportamento scorretto tenuto dall'azienda nell'occasione.

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Il testo della delibera dell'AGCOM in questo senso è molto chiaro, affermando che "in relazione alla trasparenza, immediatezza e completezza delle informazioni relative alla modifica delle condizioni economiche dell'opzione 4G LTE, la Società ha fornito ai propri clienti una informativa incompleta con particolare riferimento alla decorrenza della variazione del prezzo richiesto per fruire della navigazione ad alta velocità e ai termini e modalità per esercitare il diritto di recesso".

Secondo il Garante inoltre Tre ha anche omesso di "evidenziare elementi contrattuali rilevanti, ha condizionato il diritto di scelta degli utenti e, in relazione ai clienti che non hanno ricevuto alcuna informativa, non ha adottato misure di tutela efficaci al fine di evitare addebiti inconsapevoli". Tutte violazioni che hanno determinato secondo l'AGCOM un "rilevante vantaggio economico per la Società".

Tre inoltre in un certo senso avrebbe anche peggiorato la situazione essendo recidiva. Si legge infatti sempre nella delibera dell'AGCOM che la società "dopo l'avvio del procedimento sanzionatorio de quo, non solo non ha intrapreso alcuna iniziativa utile a eliminare o attenuare gli effetti pregiudizievoli della condotta censurata, ma ha avviato una nuova campagna di rimodulazione delle condizioni di offerta dell'opzione 4G (decorrente dal 18 aprile 2017), non assolvendo, neanche in questo caso, agli obblighi vigenti in materia di trasparenza e completezza delle informazioni e diritto di recesso". Al momento Wind Tre non ha ancora commentato la sanzione.


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