Sicurezza

UE ai colossi del Web: più impegno contro l’hate speech

Sei mesi per "diventare volontariamente più aggressivi nel bloccare e rimuovere contenuti relativi a incitamento all'odio e terrorismo", altrimenti nel 2018 arriveranno regolamenti più severi. Sostanzialmente è questo che l'Unione Europea ha detto a YouTube, Facebook, Twitter e Microsoft.

Non è la prima volta del resto che la UE tira le orecchie ai colossi del Web: a maggio 2016 infatti era stato sottoscritto un codice di condotta comune, ma già a dicembre scorso l'Unione aveva mostrato segni di impazienza per i risultati ottenuti. Pazienza che ora sta definitivamente per finire.

hate speech

I funzionari europei hanno riconosciuto il raggiungimento di alcuni risultati, ma si aspettavano molto di più e in tempi più brevi. Così ora ci riprovano con nuove linee guida che però, nelle parole Andrus Ansip, vice presidente UE per il mercato unico digitale, suonano un po' come un'ultima spiaggia prima di una svolta più autoritaria. ‎"Stiamo fornendo una risposta alla sfida dei contenuti illegali on-line", ha infatti affermato Ansip in una dichiarazione. "Renderemo più facile per le piattaforme compiere il loro dovere, in stretta collaborazione con le forze dell'ordine e della società civile. Le nostre linee guida includono misure di salvaguardia per evitare rimozioni eccessive e garantire la trasparenza e la tutela dei diritti fondamentali come la libertà di parola".

‎ ‎I nuovi strumenti sono raggruppabili in tre categorie:‎

  • Rilevamento e notifica:‎‎ La UE vuole che le aziende indichino un punto di contatto, così chiunque può segnalare rapidamente contenuti illegali. Vuole anche che esse sviluppino maggiori rapporti con realtà indipendenti che si occupano di monitorare tali contenuti, al fine di creare "segnalatori attendibili". Infine secondo la UE le aziende dovrebbero anche sviluppare più tecnologie di rilevamento automatico.‎
  • Rimozione efficace:‎‎ Il processo di rimozione dovrebbe essere più efficiente e includere scadenze precise e inamovibili.‎
  • Prevenzione della ricomparsa:‎‎ L'Unione Europea vuole che le aziende sviluppino strumenti per impedire ad altri utenti di caricare di nuovo lo stesso contenuto già segnalato come illegale.

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‎Da quando il precedente codice di condotta è stato sottoscritto le rimozioni di contenuti riconducibili a terrorismo e incitamento all'odio sono passate dal 28 al 59 %, anche se nel 28% di questi ultimi casi è stata necessaria almeno una settimana perché i contenuti fossero rimossi.‎ ‎Progressi ritenuti comunque sufficienti per continuare con un modello basato sulla cooperazione volontaria. Tale modalità cooperativa sarà però rivalutata tra sei mesi. Cosa succederà se i risultati non dovessero più essere in linea con le aspettative?