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UE, dal 15 maggio un tetto alle tariffe per le chiamate dall’Italia verso gli altri Paesi UE

L'Autorità TLC europea ha stabilito che dal 15 maggio 2019 le chiamate dal proprio paese verso un altro UE avranno soglie massime tariffarie.

Dal 15 maggio 2019 gli operatori di telefonia mobile e residenziale italiani saranno costretti ad applicare una tariffa massima di 19 centesimi (+ IVA) al minuto su tutte le chiamate verso altri paesi UE, Norvegia, Islanda e Liechtenstein. La novità, passata abbastanza in sordina, si deve al recente aggiornamento dell’EU Regulation (EU) 2015/2120 e varrà per tutti Paesi dello spazio economico europeo.

La norma farà felici molti consumatori che chiamano spesso all’estero, poiché non solo riguarderà le chiamate fatte con il cellulare ma anche quelle con il fisso. E per di più varrà anche per gli SMS, che non potranno costare più di 0,6 centesimi (+IVA) di euro. In sintesi, le soglie in Italia saranno di 23,18 centesimi al minuto e 0,732 centesimi a SMS, considerando l’IVA al 22%.

In gergo tecnico si chiamano “intra-EU communications” e sono ovviamente qualcosa di diverso dal roaming, poiché nel primo caso le chiamate si effettuano dal proprio paese verso un altro UE, mentre nel secondo da un altro paese UE verso un altro UE.

Le linee guida pubblicate dal BEREC, praticamente l’Autorità comunitaria centrale delle Autorità nazionali, prevedono altri dettagli importanti che l’AGCOM dovrà far rispettare. Prima fra tutte un’opzione rischiosa per i clienti italiani – considerata l’abilità dei nostri operatori di aggirare eventuali imposizioni – ovvero la possibilità di aderire a “tariffe alternative”. Se ad esempio un operatore confeziona un’offerta tutto incluso con paesi UE ed extra UE il tetto alle tariffe comunitarie non è più obbligatorio.

“Nei casi in cui gli operatori desiderano derogare alle disposizioni del regolamento, il BEREC ritiene che la valutazione della deroga dovrebbe essere effettuata in due fasi: il Garante nazionale (AGCOM, NdR.) dovrebbe iniziare con l’analisi comparativa e quindi dovrebbe valutare l’impatto sul modello di fissazione del mercato interno”, puntualizza l’Autorità.

Ad ogni modo il nuovo regolamento verrà applicato solo sulle tariffe consumer.