IoT

Un database gratuito per individuare le protesi e i dispositivi medicali difettosi

Il settimanale L’Espresso e l’International Consortium of Investigative Journalists (Icij), a seguito di una lunga inchiesta internazionale, hanno realizzato un database online liberamente consultabile che consente di scoprire quali siano le protesi mediche difettose. Si parla di “migliaia di apparecchi segnalati come difettosi, guasti, usurati o malfunzionanti”, come ad esempio pacemaker, ma anche protesi ortopediche e al seno con gravi problemi per la salute dell’uomo.

Da rilevare che i dati del “Medical Devices Database” si riferiscono non solo al censimento dell’autorità pubblica americana FDA ma anche a quelli realizzati in 10 altri paesi tra il 2008 e il 2017. L’Italia per ora non compare nella lista ma bisogna considerare che un paziente italiano potrebbe aver ricevuto un impianto realizzato all’estero.

Attualmente la base dati è legata a 70mila avvisi di sicurezza registrati dalle autorità, comunque privi di doppioni dato che sono coinvolti più paesi. Nelle prossime settimane il database globale IMDD verrà ulteriormente aggiornato con nuovi registri internazionali.

“Nel mondo ci sono milioni di protesi difettose impiantate nel corpo dei pazienti come spieghiamo nell’inchiesta Implant Files”, si legge su L’Espresso. “Spesso le persone interessate non ne sono informate, perché non è detto che le aziende produttrici, gli enti governativi e gli ospedali abbiano segnalato il problema al paziente”.

Per scoprire se il proprio dispositivo medicale ha un problema è sufficiente scriverne il nome nella stringa di ricerca. Dopodiché sarebbe bene attivare il buon senso e invece di allarmarsi immediatamente rivolgersi al proprio medico. Come avviene per ogni prodotto possono esserci partite difettose, distribuzioni limitate ad alcuni paesi e altre variabili.

“I dispositivi medici aiutano a diagnosticare, prevenire e curare ferite e malattie. L’intento dell’International Medical Device Database non è di sostenere o far credere che le società o gli enti qui citati siano coinvolti in comportamenti illeciti o che abbiano agito in modo improprio”, puntualizza il direttore de L’Espresso, Marco Damilano.

“Inoltre uno stesso dispositivo potrebbe avere nomi differenti nelle diverse nazioni e quindi non essere rintracciabile nell’elenco. Questo database non è destinato a fornire consulenza medica: i pazienti dovranno consultare i propri medici curanti qualora ritenessero che le informazioni qui contenute possano avere delle implicazioni rispetto al proprio quadro sanitario”.

L’inchiesta ha confermato che negli ultimi 9 anni negli Stati Uniti si sono registrati oltre 5 milioni di avvisi per problemi di sicurezza che sono stati responsabili direttamente o indirettamente di danni alla salute di milioni di pazienti – si parla di oltre 82mila deceduti e 1,7 feriti.