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Unicredit dice addio a Facebook. Cosa succederà adesso?

UniCredit ha deciso di abbandonare Facebook, Messenger e Instagram dal primo giugno 2019. In un post pubblicato sui social venerdì scorso, la banca ha sottolineato che manterrà l’impegno di una comunicazione riservata e di alta qualità concentrandosi sui canali digitali proprietari. Insomma, la clientela potrà continuare a fare affidamento sulla app, il numero verde, la sua chat online e il sito ufficiale. Le uniche presenze social rimarranno su Twitter e Linkedin, che in effetti favoriscono un’interazione molto diversa rispetto a Facebook.

I presunti reali motivi di questo abbandono sono stati ampiamente dibattuti sui media in questi giorni. Diversi esperti sostengono che si tratti non solo di un cambio di strategia marketing ma anche un’esigenza difensiva nei confronti del più grande social network del mondo.

Prima di tutto la gestione delle comunicazioni dei clienti su Facebook è diventata sempre più complicata. È sufficiente scorrere i post di qualsiasi realtà aziendale che offre servizi per rendersi conto che la maggior parte dei post degli utenti sono per lamentare un problema. I gestori delle pagine spesso non posso far altro che segnalare altri canali ufficiali per dirimere in privato ogni questione.

In secondo luogo Facebook sconta ormai da tempo diverse criticità sia in relazione alla gestione dei dati, sia in relazione alla potenziale concorrenza futura nel segmento finanziario. Da ricordare infatti che Unicredit ha sospeso da mesi gli investimenti pubblicitari sulla piattaforma, a seguito dello scandalo Cambridge Analytica. Non meno importante il fatto che la grande quantità di dati raccolta – 31 milioni di profili italiani – potrebbe essere troppo favorevole al possibile sbarco dell’azienda nel settore “bancario”. Se ne parla da mesi, considerato che già detiene una licenza europea e grazie alla direttiva PSD2 le banche sono costrette a rendere disponibili le loro API a tutte le fintech autorizzate. L’anno scorso, non a caso, Mark Zuckerberg disse che il test dei sistemi di pagamento su WhatsApp era andato bene nei primi mercati pilota.

“È uno strumento che fornisce alle persone un modo molto semplice per inviare denaro e contribuisce ad aumentare l’inclusione finanziaria. Tra chi lo ha provato, il feedback è stato positivo a fronte di un intenso utilizzo. Sono tutti segnali secondo cui ci sono un sacco di persone interessante a questo prodotto quando avremo il via libera delle autorità. Nel frattempo, abbiamo deciso di allargare il nostro obiettivo ad altri Paesi”.

Non di meno, più fonti confermerebbero la collaborazione tra Facebook e Jp Morgan per una criptovaluta “stablecoin”, ovvero con valore fisso ancorato al dollaro.