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Wi-Fi pubblico senza restrizioni, in Italia si spera

Le restrizioni sulle reti Wi-Fi pubbliche, previste dal decreto Pisanu del 2005, potrebbero finalmente essere eliminate e consentire all’Italia di mettersi in pari con gli altri paesi. Linda Lanzillotta (Alleanza Per l’Italia), Paolo Gentiloni (Partito Democratico) e Luca Barbareschi (Futuro e Libertà per l’Italia) presenteranno oggi pomeriggio la proposta di  “abrogazione delle norme recanti limitazioni dell’accesso a Internet”.

Wi-Fi che piacere

Incompetenza e timore terroristico, cinque anni fa, portarono all’approvazione di un decreto che ancora oggi obbliga baristi o negozianti a fastidiose procedure burocratiche per fornire connessioni Wi-Fi. In pratica bisogna prima richiedere una speciale licenza al questore, poi “procedere all’identificazione previa esibizione di documento” del cliente e infine archiviare su apposito registro cartaceo i dati “relativi alle attività di navigazione”.

Ovviamente da allora, malgrado si siano alternati Governi diversi, nulla è cambiato. E così siamo diventati il fanalino di coda europeo per numero di hotspot Wi-Fi: 4.200 secondo il ministero, la metà secondo WiFi Italia. A grandi linee ne abbiamo circa il 70% in meno rispetto agli altri paesi UE.

Il decreto Pisanu – e questa è la chicca probabilmente – è per di più provvisorio e quindi rinnovato ogni anno. Passa sotto traccia prima di Natale, quando ovviamente gli italiani e i media hanno la testa altrove.

“Basta, adesso basta: quest’anno bisogna dire no”, ha dichiarato Vincenzo Vita, Pd. “Abbiamo sbagliato, noi del centrosinistra a votare il decreto in passato e adesso stiamo raccogliendo firme per non prorogarlo ancora. È una legge brutta, inutile e antistorica”. 

“Se saremo chiamati a esprimerci sul rinnovo del decreto Pisanu, voterò contro“, ha confermato Roberto Cassinelli del PdL. “Mesi fa il ministro Maroni aveva convocato una sorta di tavolo informale per Internet, al quale avevo partecipato, in cui si era parlato di molti aspetti da rivedere, tra cui proprio questo. Poi, complici l’agenda politica bollente e le vacanze estive, non si è concretizzato nulla”.

Persino Pisanu oggi tornerebbe indietro. Ma con cautela, come ha sottolineato più volte.