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Climatizzatore auto, manutenzione e costi di ricarica

Con l’arrivo dell’estate e le temperature decisamente elevate del periodo, l’aria condizionata in auto è fondamentale per poter affrontare un viaggio e resistere anche a lunghe code in autostrada, ma non dimentichiamo di effettuare una corretta manutenzione cosi da evitare spiacevoli sorprese.

Quando ricaricare il climatizzatore della propria auto?

Nonostante possa sembrare complicato, alcuni semplici indizi possono far comprendere che è necessario il vostro intervento o, eventualmente, quello di uno specialista. Un’alterata capacità di raffreddare o riscaldare l’abitacolo, o la fuoriuscita di cattivi odori possono infatti essere un campanello d’allarme che richiede una conseguente ricarica del climatizzatore. Non a caso, se il gas del climatizzatore della vettura è poco, le capacità di deumidificare o raffrescare l’abitacolo diminuiscono drasticamente.

Chiaramente tutto dipende dall’utilizzo che se ne fa durante la guida, sarà infatti l’elevata percorrenza ad incidere sull’effettiva durata della carica nel corso degli anni. È consigliabile pertanto far ricaricare l’impianto ogni due anni o, in alternativa, dopo aver effettuato 60/70.000 Km circa.

Climatizzatore auto: come si ricarica?

Partiamo col fare una piccola sintesi relativa al sistema del climatizzatore dell’auto. Anche se è difficile da immaginare, l’impianto è costituito da differenti parti, quali compressore, condensatore, filtro, evaporatore e valvola di espansione. Nello specifico, il suo complesso funzionamento si basa sul fatto che uno speciale fluido si riscalda nel momento in cui viene compresso e si raffredda quando viene lasciato espandere nell’apposita valvola di espansione. Pensiamo, infatti, che è proprio tale processo di raffreddamento ad abbassare la temperatura dell’aria interna all’abitacolo.

Se l’aria condizionata della vostra auto non vi sembra più efficiente, con l’impianto che impiega molto tempo per far fuoriuscire l’aria fresca o calda, è chiaramente giunta l’ora di effettuare la manutenzione. Non si esclude inoltre che la vettura necessiti della sostituzione del filtro dell’abitacolo, o solamente di una semplice pulizia. In molti consigliano difatti la sostituzione del filtro ogni 60.000 km, considerando che le impurità trattenute e l’umidità assorbita potrebbero ossidare e danneggiare alcune parti dell’impianto.

Non dimentichiamo che un’adeguata efficienza dell’impianto è fondamentale: un climatizzatore auto che funziona male porta ad un elevato utilizzo e ad un conseguente maggiore consumo prima di arrivare alla temperatura desiderata.

Se siete piuttosto pratici e volete evitare di rivolgervi ad un meccanico, potreste far riferimento ai diversi kit messi a disposizione sul web. La ricarica del gas dell’impianto A/C può essere effettuata affidandosi ad un kit aftermarket e, in questo caso, dovrà essere vostra cura prestare la massima attenzione alla tipologia di veicolo e al gas che andrete ad acquistare: le auto prodotte fino al 2016 utilizzano il gas R134 (CH2 FCF3), mentre i modelli di ultima generazione utilizzano il gas R1234YF. 

Climatizzatore auto: quanto costa ricaricarlo?

Una regolare manutenzione, se possibile anche con cadenza annuale, previene molto spesso guasti e problemi più seri. Nonostante la rete offra ormai diverse soluzioni fai da te, se non siete dei veri e propri esperti è bene rivolgersi sempre ad un professionista; solamente quest’ultimo è infatti in possesso degli strumenti necessari per valutare, tramite diversi test, se l’impianto ha perdite di gas consistenti che devono essere eliminate prima di procedere con la nuova ricarica.

Naturalmente, se decidete di affidarvi ad un’officina ciò vi porterà inevitabilmente a sostenere dei costi. Una ricarica può costare mediamente tra i 50 e i 100 euro a seconda del modello e del sistema di bordo. A ciò potrebbero aggiungersi costi per ulteriori malfunzionamenti, come il filtro antipolline intasato che richiede circa 35 euro, o guasti al compressore che possono arrivare fino a 600 euro.

Attenti però a tenere l’aria condizionata accesa in auto durante la sosta. L’articolo 157 comma 7-bis del Codice della Strada vieta un’abitudine piuttosto diffusa tra gli automobilisti ma particolarmente dannosa dal punto di vista ambientale.

Art. 157. Arresto, fermata e sosta dei veicoli.

7-bis. É fatto divieto di tenere il motore acceso, durante la sosta del veicolo, allo scopo di mantenere in funzione l’impianto di condizionamento d’aria nel veicolo stesso; dalla violazione consegue la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 223 a 444 euro.