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Da un estremo all'altro: l'auto in Europa nel 2024

L'auto elettrica è al 90% del mercato in Norvegia, in Irlanda il diesel conta ancora il 22,8% del totale e in Italia il GPL vale il 9,5% delle preferenze

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Avatar di Tommaso Marcoli

a cura di Tommaso Marcoli

Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 03/02/2025 alle 15:02
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Nel 2024 il mercato automobilistico europeo continua a subire una profonda trasformazione, spinto da una crescente attenzione verso le tecnologie sostenibili e da politiche di incentivazione sempre più incisive. Tuttavia, il panorama rimane estremamente eterogeneo, poiché le scelte in fatto di alimentazione variano significativamente da Paese a Paese. In alcune nazioni il passaggio a soluzioni a basse emissioni si è consolidato, mentre in altre le tecnologie tradizionali continuano a dominare il mercato. L’obiettivo della Comunità Europea - ormai arcinoto - è quello di raggiungere entro il 2050 l'agognata neutralità carbonica. Significa che tra 25 anni in Europa (in teoria) non dovrebbe esistere nessuna fonte in grado di produrre ed emettere sostanze inquinanti. Un percorso che prevederebbe - mai il condizionale è adeguato come in questo periodo - la graduale adozione di un parco veicoli totalmente elettrico con il bando ai motori a combustione tradizionali previsto entro il 2035. Basta guardare il calendario: mancano soltanto 10 anni. Se confrontiamo il tempo a disposizione con i dati di immatricolazione per alimentazione per i Paesi europei, l'obiettivo previsto sembra più un miraggio. L'Europa viaggia a diverse velocità sul tema dell'elettrificazione della mobilità privata con alcuni Paesi in netto avanzamento ed altri (molti) che invece continuano ad affidarsi alla combustione di benzina e gasolio, seppur in forma ibrida. La Comunità Europea ha voluto semplificare, a colpi di decreti e guidata da un'impostazione troppo ideologica, un tema molto complesso e con meccanismi che non riguardano soltanto la volontà del singolo automobilista. Oggi la quota di mercato delle automobili elettriche in Europa si aggira attorno al 14% con distanze abissali: dal 90% in Norvegia al 3% della Slovacchia.  Questo non rende i norvegesi più virtuosi e gli slovacchi dei tremendi inquinatori. Semmai, mette in evidenza ciò con cui la Politica europea fa ancora fatica a fare i conti: non tutti hanno le risorse per sostituire le proprie automobili con questi ritmi.

Il contesto europeo

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Il contesto europeo del 2024 è caratterizzato da una forte spinta verso la sostenibilità, che ha portato molti governi ad adottare misure di incentivo per favorire l’acquisto di veicoli ecologici. Tuttavia, la situazione varia notevolmente in base alle condizioni economiche, infrastrutturali e culturali di ciascun Paese. In alcune nazioni, politiche molto aggressive hanno determinato un rapido spostamento verso veicoli elettrici e ibridi, mentre in altre il percorso di transizione risulta più lento a causa di una rete di infrastrutture insufficiente e di una tradizione consolidata nell’uso dei combustibili fossili. Questi fattori, combinati con le differenti strategie di mercato adottate dai produttori, hanno generato una variegata realtà in cui ognuno corre verso la transizione alla propria velocità.

 I veicoli elettrici

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Nel 2024 la Norvegia continua a essere un punto di riferimento per la mobilità elettrica. Le immatricolazioni di veicoli elettrici a batteria hanno raggiunto livelli record, attestandosi intorno al 90%. Questo risultato è il frutto di decenni di politiche incisive, che includono esenzioni fiscali, agevolazioni per l’accesso alle zone a traffico limitato e investimenti costanti nelle infrastrutture di ricarica. Al contrario, in Slovacchia l’adozione dei veicoli BEV è molto inferiore, con una quota che si aggira intorno al 3% delle immatricolazioni. Tale disparità è sintomatica di una mancanza di investimenti nel settore e di una rete di ricarica ancora in fase di sviluppo. Questi dati, aggiornati al 2024, evidenziano come il successo dei veicoli elettrici dipenda fortemente da un contesto di supporto e incentivi governativi, come confermato dai recenti report dell’ACEA e di Eurostat.

I plug-In

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Il segmento dei veicoli ibridi plug-in sta guadagnando terreno in alcuni mercati, grazie alla capacità di coniugare l’autonomia di un motore tradizionale con i vantaggi di un sistema elettrico. In Svezia, i dati aggiornati per il 2024 mostrano che i PHEV rappresentano oltre il 25% delle immatricolazioni, un risultato ottenuto grazie a un mix equilibrato di incentivi finanziari e investimenti nelle infrastrutture di ricarica. Al contrario, in Bulgaria la quota dei PHEV è rimasta estremamente bassa, attestandosi attorno all’1,2%. Questa differenza evidenzia come la penetrazione delle tecnologie plug-in sia fortemente condizionata dalla disponibilità di modelli e dalla percezione, da parte dei consumatori, dei vantaggi offerti da queste soluzioni. 

L'ibrido

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Nel segmento degli ibridi, la Lituania si distingue come uno dei mercati più avanzati, con una quota di immatricolazioni HEV che si attesta intorno al 47% nel 2024. Questa scelta risponde a una strategia volta a ridurre le emissioni pur mantenendo i benefici della tradizionale autonomia offerta dai motori a combustione interna. In contrasto, in Bulgaria il mercato degli HEV è ancora in una fase embrionale, con percentuali che si aggirano intorno al 2,3%. Tale divario potrebbe sottolineare come l’adozione di tecnologie ibride dipenda anche dalle risorse a disposizione del singolo automobilista. Un utente alla ricerca di una nuova vettura non è scontato possa permettersi un'alimentazione che, di base, risulta più costosa di una controparte non ibrida di pari segmento.

ll GPL

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Il GPL continua a rappresentare una scelta competitiva in alcuni mercati europei. In Romania, ad esempio, i veicoli alimentati a GPL hanno registrato una quota di mercato intorno al 10,5% nel 2024. Questo leggero aumento rispetto all’anno precedente è probabilmente riconducibile all’introduzione di ulteriori incentivi fiscali e al mantenimento di prezzi competitivi, che rendono questa opzione interessante per una parte consistente dei consumatori. In Italia, la quota del GPL si mantiene stabile intorno al 9,5%, confermando un apprezzamento tradizionale per questa tecnologia, sebbene la crescita non sia particolarmente incisiva. Questi dati dimostrano come il GPL possa ancora rappresentare una valida alternativa in mercati in cui le politiche di sostegno economico e le dinamiche di prezzo favoriscono il suo utilizzo.

Benzina e diesel

VWTDIfan via Wikipedia
Immagine id 30342

Il divario tra i mercati diventa ancora più evidente quando si considerano le auto a benzina non ibridate. In Bulgaria, queste vetture continuano a rappresentare la scelta predominante, con una quota di immatricolazioni attorno al 76,4%. Questa forte dipendenza dal carburante tradizionale evidenzia come le politiche di incentivazione per le tecnologie più pulite non abbiano ancora avuto un impatto significativo in questo mercato. Al contrario, in Norvegia l’adozione delle auto a benzina è praticamente irrilevante, con percentuali inferiori all’1% (circa 0,8%), grazie al successo delle politiche volte a promuovere veicoli elettrici e ibridi. Per quanto riguarda il diesel, in Irlanda questo carburante occupa ancora una quota rilevante, attestandosi intorno al 22,8% delle immatricolazioni, probabilmente a causa delle esigenze specifiche di percorrenza e di una tradizione consolidata nell’utilizzo di questo tipo di motorizzazione. Nei Paesi Bassi, invece, la quota del diesel è quasi scomparsa, scendendo a circa l’1%, a testimonianza di una transizione rapida verso soluzioni più ecologiche e di un forte impegno verso politiche ambientali innovative.

Conclusioni

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I dati aggiornati al 2024 mostrano un quadro estremamente diversificato delle scelte di alimentazione automobilistica in Europa. Le differenze riscontrate tra Paesi come Norvegia, Slovacchia, Svezia, Bulgaria, Lituania, Romania, Italia, Irlanda e Paesi Bassi evidenziano come il successo delle tecnologie alternative dipenda in larga misura da politiche di incentivo ben strutturate, dallo sviluppo infrastrutturale e dalle tradizioni di consumo locali. Mentre in alcune nazioni le soluzioni a basso impatto ambientale sono ormai predominanti, in altre il passaggio a tecnologie ecologiche procede con lentezza, determinato da dinamiche di mercato differenti.

Fonti:

ACEA – Rapporto Annuale 2024

Eurostat – Dati sulle immatricolazioni automobilistiche in Europa 2024

European Alternative Fuels Observatory (EAFO)

JATO Dynamics – Market Trends Report 2024

Norwegian Road Federation

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