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Ford Focus ST, la nostra prova su strada (e in pista)

Su invito di Ford ci siamo recati a Milano, per la precisione nei pressi del concessionario Varco, per il test drive della nuova generazione di Focus ST. Sulla linea delle sostanziali differenze tra la terza e la quarta serie, la variante sportiva “ST” ripropone alcune delle soluzioni che hanno reso celebri le generazioni precedenti introducendo delle novità sostanziose sia dal punto di vista della dinamica di guida che da quello dell’utilizzo di tutti i giorni.

Dopo una breve introduzione dei partecipanti ci siamo messi in viaggio per raggiungere Pavia, città nei pressi della quale avremmo scoperto una “sorpresa” legata alle attività successive.

Le novità estetiche

Oltrepassando l’ovvia presenza del celebre badge rosso “ST”, posizionato sulla calandra anteriore e sul portellone posteriore come da tradizione, si notano subito gli enormi cerchi da 19″ a cinque razze biforcate che sembrano riempire i passaruota mantenendo un profilo “leggero” tipico dei cerchioni sportivi.

Considerando la parte frontale non si notano grosse differenze rispetto alla versione tradizionale, se non per la presenza di nuovi gruppi ottici che abbandonano il precedente design “a tre sorgenti” per abbracciare una disposizione più classica con due proiettori (tornando al tipico condensatore parabolico).

La fiancata è rimasta anch’essa invariata. Osservando la linea della vettura si nota un sottile dettaglio appartenente alla parte posteriore: lo spoiler montato sopra il lunotto è leggermente più accentuato, una modifica prettamente estetica.

La sezione posteriore presenta qualche differenza in più rispetto alla più comune “ST-Line”. nella parte inferiore del paraurti si nota l’aggiunta di un piccolo estrattore, un altro dettaglio estetico che contribuisce ad evidenziare i due nuovi terminali di scarico. Il diametro della sezione di uscita è rimasto lo stesso se paragonato alla precedente RS, ma è stato ingrandito rispetto alla terza generazione della variante “ST”.

Gli interni sono i medesimi dell’allestimento “ST-Line” e, come da tradizione Ford Performance, con l’aggiunta dei celebri sedili firmati Recaro. La presenza di sedili sportivi sagomati per favorire il contenimento rispetto alle accelerazioni laterali è quasi d’obbligo su una sportiva, ma ciò non costituisce un pretesto per offrire sedili scomodi e poco ergonomici. Fortunatamente, nonostante la natura di Focus ST sia spartana come si addice alle precedenti generazioni, i sedili presentano un’ottima comodità alla guida e una piacevole sensazione al tatto, dovuta alla pelle alternata a segmenti in alcantara.

Le novità meccaniche

Partendo dal cuore di Focus ST, il propulsore, troviamo il conosciuto 2.3 litri quattro cilindri EcoBoost montato anche sulle Focus performance della terza generazione. In questa ST è declinato in 280 cv e 420 Nm di coppia, per un incremento del 12% in potenza e del 17% in coppia rispetto alla ST MK3.

La grossa novità risiede nel sistema di trasmissione, grazie all’introduzione di un nuovo eLSD (electronic limited slip differential o differenziale a slittamento limitato elettronico). In un primo momento parlare di “elettronico” può creare sospetti, generati soprattutto dall’infelice pratica della sostituzione di LSD meccanico con un’equivalente simulato dall’utilizzo dei freni sulle ruote motrici.

Consultando il sito di BorgWarner, produttore di turbocompressori e componentistica per il mondo automotive, il mistero è svelato: eLSD è un differenziale “reale” controllato elettronicamente dalla centralina dell’auto. In parole povere il sistema equivale ad una frizione la cui posizione è controllata elettronicamente tramite un attuatore idraulico che preme i relativi dischi collegando per attrito i semiassi delle ruote anteriore, forzando di fatto un’uguale velocità di rotazione.

Perchè scegliere un differenziale “elettronico” al posto di un tradizionale “meccanico”? a detta degli istruttori del team Ford Performance il segreto risiede nel grado di personalizzazione della curva di attacco del differenziale. Una serie di sensori invia dati relativi al rollio, alle accelerazioni, alla compressione degli ammortizzatori e alla velocità di rotazione alla centralina dell’auto che elabora, seguendo un modello studiato da Ford, il valore ottimale di coppia da inviare alla singola ruota.

Fin qui il funzionamento appare simile a quello di un tradizionale LSD a molla precaricata, ma la novità risiede nel fatto che le correzioni attuate dalla centralina possono “prevedere” alcune situazioni e correggere al meglio la ripartizione della coppia per contrastarle. Non si parla di chiaroveggenza, ma dell’utilizzo di dati provenienti dal piantone dello sterzo e dai sensori di profondità dei sistema ADAS per cercare di prevedere come e quanto il conducente risponderà all’evoluzione dinamica della guida.

Come si guida in pista

La “sorpresa” era la possibilità di fare qualche giro lungo il motodromo di Castelleto di Branduzzo, un’attività che ha permesso a Focus ST di mostrare le sue capacità in sicurezza e sotto l’ala protettrice degli istruttori Ford Performance.

La scelta è ricaduta su un motodromo per la natura “angusta” della pista, pensata appunto per motocicli, che avrebbe messo in risalto il comportamento del nuovo eLSD.

Dopo un breve giro di prova da passeggeri, dove l’istruttore ha mostrato le traiettorie corrette e i punti di staccata, ci è stato dato libero accesso alla pista. Nonostante la mia precedente esperienza di guida con Focus RS MK3 sono rimasto sorpreso dalle doti dinamiche dalla quarta generazione ST.

L’accelerazione, 0-100 in 5,7 secondi, è costante e decisa, merito della nuova turbina twin scroll a bassa inerzia rotazionale. La risposta dell’acceleratore, variabile fondamentale per motori sovralimentati, è migliorata grazie anche all’introduzione di un vero sistema anti-lag: il propulsore è più sensibile alle variazioni di pressione sull’acceleratore, un comportamento evidenziato specialmente nelle varianti del circuito in questione.

Lo sterzo, rivisitato da Ford con un nuovo sistema elettrico che dovrebbe ridurre la latenza di risposta all’input del conducente, è rimasto simile a quello di RS MK3: diretto, senza fronzoli e rigido al punto giusto. Il rapporto di demoltiplicazione, 11,6:1 , è adatto alla guida sportiva e anche al divertimento occasionale in pista, senza risultare proibitivo o limitante nell’utilizzo cittadino.

Parlando di sensazioni tattili al volante, è proprio questo il tramite meccanico che notifica il conducente della presenza dell’eLSD. In fase di accelerazione dopo aver toccato l’apice della curva il volante sembra assumere vita propria raddrizzando con veemenza la vettura, quasi come se un copilota stesse lottando con il conducente sulla direzione di sterzo.

Grazie ai giganteschi dischi ventilati da 330mm all’anteriore il sistema frenante a due pistoncini è pressochè instancabile, una buona notizia considerando che il target di quest’auto è il conducente a cui piace trasformarsi occasionalmente in pilota per un track day.

L’ultima considerazione va fatta sul cambio, a mio parere uno degli aspetti più riusciti di Focus ST. Già dalla partenza, dopo aver inserito la prima marcia, gli innesti sono precisi e “secchi”: non ci sono gradi di indecisione tra la marcia attuale e quelle successive, merito anche della leva cortissima e del lavoro che è stato fatto dagli ingegneri di Ford per rendere l’esperienza di guida la più autentica possibile. La corsa è millimetrica, una dote meccanica che si impara ad apprezzare guidando in qualsiasi situazione, che sia in pista e sulla strada.

C’è una nota dolente? Si, il peso. Con una massa a secco di 1508 Kg per la versione a 5 porte manuale, Focus ST va a posizionarsi in linea con le altre hot hatch del mercato. Ad alte velocità si percepisce come la vettura, indipendentemente dalla risposta regolabile degli ammortizzatori e dai cerchi da 19″, sia influenzata dalla sua massa, con oscillazioni e spostamenti di carico inaspettati dovuti principalmente alla distribuzione dei pesi.

Conclusioni

Dare un verdetto completo di questa vettura è impossibile senza averla vissuta pienamente nel quotidiano e sulle strade “poco trafficate”. Focus ST è pensata per essere l’opzione giusta per chi desidera una compatta sportiva senza abbandonare la comodità di un modello tradizionale e devo dire che, per quei pochi chilometri in cui è stato possibile guidarla, il compromesso è stato raggiunto. Spero di poter mettere le mani su un esemplare al più presto per raccontarvi nel dettaglio ogni minuzia di questa vettura.

Parlando di prezzi, Focus ST parte da 38.500 euro fino a salire oltre i 41.000 per aggiungere i (pochi) optional non installati di serie. Se si preferisce il finanziamento con la formula “Idea Ford” il prezzo di partenza scende a 33.550 euro.