Uno degli elementi più dibattuti delle auto elettriche riguarda ovviamente la batteria. Non solo in termini di autonomia o velocità di ricarica, ma anche per quanto riguarda i costi e, soprattutto, tutto quello che c’è dietro: il fatto che per produrla servano elementi rari, difficili da estrarre, che inquinano. Insomma, tante presunte o reali criticità.
La domanda è quindi: a che punto siamo con il riciclo? Perché se riuscissimo a riciclare il 100% delle batterie, si abbatterebbero di molto tutti questi problemi.
Ho fatto il punto sullo stato del riciclo delle batterie (e non solo, abbiamo toccato tante tematiche curiose) assieme a Silvia Bodoardo, docente, ricercatrice ed espertissima dell’argomento, che ha condotto diverse ricerche sul campo. Cercheremo di capire con lei se la via del riciclo è effettivamente qualcosa di fattibile oggi, o se dovranno passare ancora tanti anni prima di ottenere dei buoni risultati in questo settore.
Tutti chiedono batterie che durino di più, ma la verità è che quelle attualmente nei veicoli continuano a fare il loro lavoro per decine di migliaia di cicli. Le aziende che fanno riciclo, oggi, sono all'inizio proprio perché manca la materia prima da riciclare. Spesso ci dicono: "Non abbiamo batterie su cui testare i nostri processi".
Ma cosa cambia tra le batterie al piombo e quelle al litio, in termini di difficoltà di riciclo?
Per i sistemi al litio, in ambito automotive, parliamo di tensioni molto elevate (500-800 Volt). Aprire e smantellare un pacco batterie richiede competenze specifiche e grande sicurezza. Quando poi arrivi alla singola cella, i solventi al suo interno sono organici, quindi serve un ambiente controllato. È un sistema più complesso, che oggi viene gestito con impianti completamente robotizzati.
A livello di singola cella, l'elemento attivo è una polvere attaccata a un foglio di alluminio (catodo) e di rame (anodo). Dobbiamo progettare celle dove sia facile staccare questa polvere a fine vita per recuperare i metalli intatti. A livello di pacco batteria, è ancora più critico. Se uso celle prismatiche o cilindriche e le collego meccanicamente, è un conto. Ma alcune aziende, come Tesla in alcune applicazioni, "annegano" le celle in resine o schiume strutturali. Se hai un pacco batteria annegato in una sorta di "pongo" indurito, e vuoi staccare solo le celle difettose per salvare le altre, diventa difficilissimo. Diventa molto più complesso anche il disassemblaggio per il riciclo.
Lo stato solido partirà dalle supercar e dalle nicchie, per poi scendere. Per le masse e lo stazionario, la vera alternativa è il Sodio-Ione. Il sodio è abbondantissimo ed economico. Ha una densità energetica inferiore al litio, quindi non andrà bene per le auto ad alte prestazioni, ma per le utilitarie, gli scooter e l'accumulo domestico sarà perfetto.
Ma il vero elefante nella stanza è un altro: il maggiore impatto etico e ambientale ce l'ha il Cobalto. Ebbene, il cobalto si utilizza massicciamente nell'elettronica di consumo (cellulari, computer, la chimica Litio-Cobalto-Ossido). Nell'automotive moderno e nello stazionario, la quantità di cobalto è ormai residuale (sotto il 10%) o totalmente assente (nella diffusissima Litio-Ferro-Fosfato è zero). Quindi, se vogliamo puntare il dito sullo sfruttamento del cobalto, dovremmo puntarlo contro i nostri smartphone, non contro le auto elettriche.
La seconda è la specializzazione: avremo batterie "Tailor-made", fatte su misura. Litio per la potenza, Sodio per l'economia, e tecnologie affascinanti come il Litio-Zolfo (lo zolfo è uno scarto dell'industria petrolifera, abbondantissimo, e promette densità energetiche enormi).
Infine, la digitalizzazione. Stiamo costruendo i Digital Twin (gemelli digitali) delle linee di produzione per ottimizzare i mix chimici senza sprecare materiali reali. E stiamo inserendo sensori nelle celle per avere una mole di dati che ci permetterà di gestirne l'usura, la sicurezza e il riciclo in modo perfetto. È un mercato giovanissimo che sta creando un'infinità di posti di lavoro in settori che vanno dalla meccanica, all'elettronica, ai laser.