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Tesla: le auto elettriche non sono a rischio incendi

Tesla si è scagliata contro la “campagna mediatica” che sta discriminando le auto elettriche per quanto riguarda il problema degli incendi spontanei (causati dalle batterie). La casa californiana ha diffuso una serie di dati, frutto di ricerche interne, che servirebbero a dimostrare come il settore EV sia più sicuro di benzina e diesel sotto questo punto di vista. Ma, come sempre avviene per le statistiche, i dati possono essere interpretati in vari modi e non vanno sempre a favore di Tesla.

Ad esempio, la casa di Elon Musk sostiene che dal 2012 al 2020 c’è stato in media solo un incendio ogni 205 milioni di miglia percorsi (la ricerca è rivolta agli USA principalmente). Di contro, i motori termici hanno evidenziato la possibilità di un incendio già ogni 19 milioni di miglia secondo i dati forniti dal Dipartimento dei Trasporti. Ciò dovrebbe dimostrare che le auto elettriche, principalmente quelle Tesla, sono più sicure: peccato che siano anche molte meno rispetto al totale dei veicoli in transito.

Tanto più che, secondo i resoconti delle assicurazioni a stelle e strisce, raccolti da GreenCarReports, la sola Tesla Model S ha un numero di reclami per incendio superiore alle auto “normali”. Questa precisazione, da sola, smonta la tesi secondo cui si tratta di invenzioni mediatiche. Benché sia ovvio che telegiornali e quotidiani cerchino lo scoop a tutti i costi parlando di auto elettriche, nessuno può negare che problemi come quelli della Chevrolet Bolt esistano davvero. Quest’ultima sta costando una fortuna alla casa madre proprio per le batterie “incendiarie” e i relativi richiami.

Come abbiamo visto anche parlando di Autopilot e dei problemi che continua ad avere, Tesla appare sempre più simile ad altre mega corporazioni americane nel modo in cui affronta certe questioni. Invece di negare l’esistenza del problema, potrebbe almeno riconoscerlo e impegnarsi per risolverlo definitivamente, visto che le è costato denaro in tempi recenti. Ma probabilmente nulla cambierà nei prossimi mesi e anni: aspettiamoci quindi altri “reportage” in difesa dei suoi modelli.