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Acronis, come gli MSP possono risparmiare costi e tempi di ripristino

La nuova ricerca di Acronis e ChannelPro Network evidenzia i problemi critici a cui devono far fronte gli MSP

Avatar di Antonino Caffo

a cura di Antonino Caffo

Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 28/10/2021 alle 09:38
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Acronis ha presentato una nuova ricerca condotta da VansonBourne dalla quale emerge che il consolidamento e l'integrazione dei servizi di Cyber Security, backup e disaster recovery possono generare un risparmio medio di 229.159 dollari e ridurre a cinque ore il tempo medio necessario al ripristino dopo un evento di violazione o perdita dei dati.

Realizzata insieme al media sponsor The ChannelPro Network, la nuova indagine dal titolo: "L'opinione degli MSP su Cyber Security e sul loro ruolo futuro", è stata condotta su 400 provider di servizi gestiti a livello globale, con l'intento di approfondire le principali sfide e opportunità che affrontano oggi gli MSP nel fornire i propri servizi di Cyber Security, backup e disaster recovery.

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Disponibile gratuitamente, il report si incentra sui problemi più diffusi quali gli attacchi alla Cyber Security, la proliferazione dei vendor, gli ambienti per il lavoro a distanza e l'uso di strumenti SaaS da parte dei clienti.

I dati dello studio sottolineano i motivi che portano gli MSP a diventare più efficienti consolidando i vendor, primo tra i quali è il pericoloso panorama odierno delle minacce. Il recente incremento di attacchi alla supply chain registrato nel settore degli MSP è causa di preoccupazione per il 96% degli intervistati, che temono di subire una violazione della Cyber Security nei prossimi 12 mesi.

Questo senso di vulnerabilità è amplificato da una mancanza di fiducia in due direzioni: il 49% degli MSP ha risposto che i propri clienti non hanno piena fiducia nella sicurezza dei servizi forniti dalle loro organizzazioni, mentre il 53% non ha piena fiducia nei vendor di cui si avvale per fornire i servizi di Cyber Security.

Per contrastare questo senso di vulnerabilità, molti MSP hanno aggiunto altri strumenti al proprio stack di tecnologie. Per fornire i servizi di Cyber Security, backup e/o disaster recovery, gli MSP si avvalgono in media di 4 vendor; il 30% riferisce di utilizzarne più di 5.

Gli MSP affermano che i propri clienti utilizzano in media 14 strumenti SaaS, un risultato coerente con la recente ricerca condotta da Acronis sugli utenti finali. Gli MSP riferiscono anche di gestire solo una media del 58% degli strumenti SaaS dei propri clienti e solo il 3% afferma di gestirne la totalità (100%).

Questa discrepanza causa una maggiore vulnerabilità dei clienti, perché i dati SaaS non sono protetti in modo adeguato e gli MSP hanno una visibilità limitata su questi ambienti. È tuttavia elevato il potenziale di crescita per i Service Provider capaci di mostrare ai propri clienti i vantaggi che derivano da una gestione unificata delle licenze, dell'onboarding, della sicurezza e delle prestazioni delle applicazioni SaaS in uso.

Gli MSP riferiscono che i principali ostacoli alla gestione di un maggior numero degli strumenti SaaS dei propri clienti sono la mancanza di relazioni idonee con i responsabili decisionali della line of business (44%), la carenza di strumenti idonei (41%) e la mancanza di fiducia (39%).

Purtroppo non è implementando un maggior numero di strumenti tecnologici che si risolve il problema. Al contrario, la proliferazione degli strumenti può causare - e di fatto crea - una nuova serie di ostacoli.

I risultati dell'indagine lo sottolineano: le due difficoltà più diffuse sono l'integrazione delle offerte di sicurezza con i sistemi IT e aziendali esistenti (40%), il flusso di lavoro della sicurezza, la creazione dei processi e gli aggiornamenti (37%).

Oltre alle difficoltà di integrazione, formazione, documentazione e flussi di lavoro generate dalla presenza di numerosi strumenti, c'è anche un evidente problema di costi. Negli ultimi due anni, il costo medio della fornitura di servizi di Cyber Security, backup e/o disaster recovery è aumentato del 19%.

Il 71% degli MSP riferisce tuttavia di incontrare difficoltà nel giustificare ai propri clienti questi aumenti di costo, il che crea un serio dilemma e pone pressione sui margini di profitto.

«Considerata la proliferazione degli strumenti e i conseguenti problemi di integrazione, flussi di lavoro e costi, non sorprende che il 92% degli MSP riferisca di aver consolidato i fornitori e che il 70% pianifichi un ulteriore consolidamento, visti i sostanziali risparmi realizzati riducendo i costi delle licenze, i costi di formazione, i costi di documentazione dei dipendenti e le ore di tempo risparmiate durante le attività di ripristino successive agli incidenti» spiega l'azienda.

«È senz'altro possibile realizzare risparmi aggiuntivi in termini di tempo e denaro, perché il 41% degli MSP indica di voler integrare ulteriormente l'automazione delle attività di backup e ripristino nei servizi di Cyber Security, per affrontare in modo più adeguato la minaccia costante e dilagante del ransomware».

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