Altre News

Antitrust UE contro Asus, Denon & Marantz, Philips, Pioneer

Asus, Denon & Marantz, Philips e Pioneer sono state sanzionate dall'Antitrust UE per un ammontare complessivo di 111 milioni di euro. Le indagini avviate l'anno scorso hanno confermato che tra il 2011 e il 2015, a seconda dei casi, hanno imposto ai rivenditori online prezzi di listino specifici oppure soglie minime sotto cui non scendere – si chiama "fixed or minimum resale price maintenance (RPM)". La violazione di queste indicazioni generava minacce o sanzioni di diverso tipo, come ad esempio l'interruzione delle consegne.

"Il mercato e-commerce sta crescendo rapidamente e ora vale più di 500 miliardi di euro in Europa ogni anno. Più della metà degli europei ora acquista online. A seguito delle azioni intraprese da queste quattro società, milioni di consumatori europei hanno dovuto affrontare prezzi più elevati per elettrodomestici da cucina, asciugacapelli, computer portatili, cuffie e molti altri prodotti", ha commentato la Commissaria per la competizione Margrethe Vestager.

sanzioni
Riduzioni e sanzioni finali

"Questo è illegale secondo le regole antitrust dell'UE. Le nostre decisioni odierne mostrano che le regole di concorrenza dell'UE servono a proteggere i consumatori laddove le aziende ostacolano una maggiore concorrenza sui prezzi e una scelta migliore". In pratica si è creato un freno alla competizione fra rivenditori e anche gli algoritmi che vengono normalmente impiegati dai colossi del settore per le variazioni dei prezzi erano condizionati da parametri ben definiti.

In particolare Asus tra il 2011 e il 2014 è intervenuta in Germania e in Francia ogni qual volta rilevava ribassi sui suoi listini legati a portatili e monitor. Denon & Marantz hanno fatto lo stesso in Germania e Olanda tra il 2011 e il 2015 ma nel settore video e audio. Philips tra il 2011 e il 2013 ha agito nella medesima modalità in Francia intervenendo sulle linee per la cucina, home cinema, home video, spazzolini elettrici, asciugacapelli, etc.

commissione europea

Pioneer non solo ha replicato gli stessi comportamenti degli altri marchi, tra il 2011 e il 2013, ma ha bloccato le vendite transfrotaliere di alcuni negozi online specializzati in elettronica di consumo come altoparlanti per iPod, altoparlanti tradizionali e hi-fi. Si parla di 12 paesi afflitti, fra cui l'Italia, la Germania, la Grancia e il Regno Unito.

Le quattro aziende hanno collaborato con la Commissione e in base a questa buona disposizione sono state premiate con riduzioni delle  rispettive sanzioni.