La battaglia per la privacy digitale si intensifica con una mossa strategica di Brave Software, che nella sua prossima versione 1.81 introdurrà una funzione di blocco automatico per impedire a Microsoft Recall di catturare screenshot durante la navigazione. Una risposta diretta alle preoccupazioni sulla sorveglianza digitale e un punto di svolta nel confronto tra i browser orientati alla privacy e le tecnologie di intelligenza artificiale sempre più invasive. L'iniziativa di Brave dimostra come le aziende del settore tech stiano prendendo posizioni nette per difendere i diritti degli utenti in un panorama digitale sempre più complesso.
Il controverso sistema di sorveglianza di Microsoft
Microsoft Recall, lanciato nel maggio 2024, funziona come un sistema di registrazione continua per i PC Copilot+, catturando ripetutamente immagini dello schermo dell'utente per alimentare il modello di intelligenza artificiale residente. La tecnologia archivia istantanee costanti dell'attività dell'utente, permettendo successivamente di recuperare informazioni attraverso software di riconoscimento delle immagini e query in linguaggio naturale. Se un utente dimentica il nome di un sito web che mostrava scarpe blu, Recall può teoricamente ritrovarlo scansionando la cronologia visiva.
Dopo il debutto, la funzione ha scatenato critiche feroci da parte degli esperti di sicurezza, che l'hanno definita un incubo per la privacy. Le reazioni negative hanno costretto Microsoft a posticipare il rilascio e ad apportare modifiche sostanziali per renderla più accettabile al pubblico.
La risposta di Brave: protezione attiva della navigazione
Shivan Kaul Sahib, vicepresidente per la privacy e la sicurezza di Brave Software, ha spiegato la filosofia dietro questa decisione: "Recall è antitetico agli obiettivi di Brave come browser orientato alla privacy". La soluzione implementata impedisce di default a Recall di catturare l'attività dell'utente durante l'uso del browser, anche se rimane possibile disabilitare questa protezione attraverso le impostazioni.
L'approccio di Brave si ispira a quello adottato da Signal, l'applicazione di messaggistica sicura che ha introdotto un blocco simile nel maggio 2024. Tuttavia, la soluzione di Brave risulta più raffinata: mentre Signal utilizza il flag DRM di Windows che blocca tutti gli screenshot (compresi quelli necessari per software di accessibilità come i lettori di schermo), Brave impedisce selettivamente solo le catture automatiche di Recall.
La preoccupazione di Brave assume dimensioni ancora maggiori considerando l'evoluzione del sistema Microsoft. Ad aprile 2025, Recall è diventato disponibile per gli utenti del canale Windows Insider, transitando da una modalità opt-out a opt-in con nuove protezioni locali. Tuttavia, Microsoft ha recentemente raddoppiato la posta introducendo Copilot Vision, un'estensione che trasmette gli screenshot catturati ai server Microsoft per l'elaborazione da parte di modelli AI più potenti.
Sahib ha sottolineato i rischi particolari in situazioni sensibili: "Riteniamo vitale che l'attività di navigazione su Brave non finisca accidentalmente in un database persistente, specialmente in casi delicati come la violenza domestica". Questa considerazione evidenzia come la sorveglianza digitale possa avere conseguenze concrete sulla sicurezza personale degli utenti vulnerabili.
Il futuro della privacy nei browser
L'integrazione di agenti AI con permessi pervasivi, secondo gli sviluppatori di Signal, "ha il potenziale di rompere la barriera emato-encefalica tra applicazioni e sistemi operativi", rappresentando una minaccia significativa per tutte le applicazioni orientate alla privacy. La decisione di Brave di implementare questa protezione riflette una crescente consapevolezza dei rischi associati alla raccolta automatizzata di dati.
Il rilascio di Brave 1.81 è programmato per il 5 agosto 2025, mentre l'azienda sta valutando ulteriori misure per contrastare Copilot Vision. Un portavoce di Brave ha dichiarato: "Abbiamo dato priorità al blocco di Recall per la sua storia di decisioni sbagliate in materia di sicurezza e privacy", lasciando intendere che potrebbero seguire altre iniziative simili per proteggere gli utenti dalla sorveglianza digitale automatizzata.