Le difficoltà nel settore tecnologico hanno già portato alla perdita di decine di migliaia di posti di lavoro tra il 2024 e il 2026. Nonostante molte aziende dichiarino risultati finanziari positivi, la combinazione tra l'ascesa dell'intelligenza artificiale, l'automazione dei processi e le incertezze economiche globali sta ridisegnando radicalmente la composizione delle forze lavoro nelle big tech. Secondo i dati raccolti dal portale Layoffs.fyi, nel solo 2025 sono stati licenziati 123.941 dipendenti del settore tecnologico distribuiti in 269 aziende, mentre il 2026 ha già visto tagli significativi nei primi mesi dell'anno.
L'intelligenza artificiale rappresenta il principale motore di questa rivoluzione organizzativa. Le aziende stanno rimodellando le loro strutture interne per sfruttare le capacità dell'AI, perseguendo una maggiore efficienza operativa e una drastica riduzione dei costi. Questo processo di riorganizzazione non risparmia nemmeno le imprese che registrano ottimi bilanci, come dimostrano i recenti tagli in società finanziariamente solide.
Oracle sta valutando una delle operazioni più drastiche del settore: l'azienda potrebbe eliminare tra 20.000 e 30.000 posizioni lavorative, secondo quanto riportato dalla banca d'investimento TD Cowen. Questa mossa draconiana sarebbe necessaria per liberare tra gli 8 e i 10 miliardi di dollari di flusso di cassa, dopo che le banche statunitensi hanno ritirato il sostegno finanziario ai suoi progetti di espansione dei data center per l'AI. La decisione include anche la possibile vendita di alcune attività aziendali.
Salesforce ha tagliato circa 1.000 posizioni a febbraio 2026, colpendo team di marketing, gestione prodotti, analisi dati e persino la sua unità Agentforce dedicata all'intelligenza artificiale. Paradossalmente, mentre alcune divisioni vengono ridimensionate, l'azienda continua ad assumere personale commerciale per promuovere i suoi nuovi prodotti basati sull'AI. Già nel 2025 la società aveva effettuato licenziamenti in due ondate, a gennaio e luglio, coinvolgendo complessivamente oltre 1.000 dipendenti.
Amazon ha confermato il 28 gennaio il taglio di 16.000 posti di lavoro, con un impatto particolare su AWS e sul personale tecnico altamente qualificato. La decisione arriva in un momento di rallentamento del mercato e rappresenta l'ennesima riduzione di organico per il gigante dell'e-commerce. Nel 2025, Amazon aveva già eliminato 14.000 posizioni, riducendo i livelli manageriali e riorganizzando le risorse verso quelli che l'azienda definisce i suoi "investimenti strategici principali". Nell'aprile 2024, centinaia di dipendenti dei team vendite e marketing di AWS erano già stati licenziati, insieme al personale che sviluppava tecnologie per i negozi fisici.
Meta ha pianificato il licenziamento di circa il 10% dei dipendenti della divisione Reality Labs, che si occupa di prodotti legati al metaverso. Questa decisione segue i tagli del gennaio 2025, quando Mark Zuckerberg annunciò in un memo interno l'intenzione di "allontanare più rapidamente i dipendenti con prestazioni basse", eliminando circa 3.600 posizioni, pari al 5% della forza lavoro globale. Tra i licenziati figurano anche i dipendenti precedentemente responsabili della verifica dei fatti sui contenuti pubblicati sulle piattaforme social negli Stati Uniti, sostituiti da un sistema di controllo affidato agli utenti stessi.
Microsoft ha tagliato circa 9.000 posti di lavoro nel luglio 2025, meno del 4% della sua forza lavoro globale, colpendo diversi team, aree geografiche e livelli di esperienza. Già nel giugno 2024, l'azienda aveva licenziato personale nella divisione Azure, inclusi i team Azure for Operations e Mission Engineering, senza specificare i numeri esatti. Questi tagli fanno parte di una serie continua di riduzioni che il colosso di Redmond ha implementato nell'ultimo biennio.
Intel sta attraversando una delle crisi più profonde della sua storia. Il nuovo CEO Lip-Bu Tan ha annunciato che l'azienda ridurrà la forza lavoro a 75.000 dipendenti entro la fine del 2025, eliminando il 22% del personale. La situazione era già critica nel luglio 2025, quando l'azienda aveva iniziato i licenziamenti dopo un disastroso secondo trimestre fiscale: i ricavi erano stagnanti a 12,8 miliardi di dollari, ma l'utile netto era crollato dell'85% a soli 83 milioni. Particolarmente colpito è stato il settore manifatturiero, con tagli fino al 20% del personale delle fabbriche a partire da luglio, distribuiti in tutto il mondo.
Cisco ha effettuato due ondate di licenziamenti nel 2024: prima 4.200 dipendenti a febbraio, poi altri 6.000 a settembre, pari al 7% della forza lavoro. Tra le divisioni colpite figura anche l'unità di intelligence sulle minacce informatiche Talos Security. Nel 2025, l'azienda ha continuato i tagli eliminando 221 posizioni negli uffici di Milpitas e San Francisco, con effetto dal 13 ottobre.
Il fenomeno non risparmia nemmeno le aziende in crescita o con bilanci solidi. AMD ha sorpreso i dipendenti licenziando circa 1.000 persone nel novembre 2024, nonostante avesse appena riportato risultati trimestrali positivi. La decisione fa parte di una strategia per concentrarsi sullo sviluppo di chip orientati all'intelligenza artificiale. Freshworks ha tagliato 660 posizioni, circa il 13% del personale, pur registrando aumenti di fatturato e profitti nel quarto trimestre fiscale, definendo l'operazione come un "riallineamento della forza lavoro globale".
Il cloud è una vera nube
Anche il settore dei servizi cloud e software ha subito contrazioni significative. Workday ha eliminato 1.750 posizioni a febbraio 2025, pari all'8,5% della forza lavoro, per finanziare investimenti nell'AI e nella crescita internazionale, dismettendo contemporaneamente spazi per uffici inutilizzati. CrowdStrike ha tagliato circa 500 ruoli, il 5% del personale, generando costi tra 36 e 53 milioni di dollari. OpenText ha licenziato 1.200 dipendenti nel luglio 2024 per risparmiare circa 100 milioni di dollari all'anno, pur pianificando nuove assunzioni in vendite e ingegneria per il 2025.
Le aziende di hardware non sono da meno. HPE ha avviato un programma di riduzione dei costi con il licenziamento di 2.500 dipendenti distribuito su 18 mesi, nonostante l'impegno a procedere con l'acquisizione di Juniper. Dell Technologies ha rivelato nel suo documento 10K del 2024 di aver eliminato 13.000 posizioni durante l'anno fiscale 2023, riducendo la forza lavoro da 133.000 a 120.000 dipendenti. HP ha pianificato ulteriori 2.000 licenziamenti nel febbraio 2025, dopo aver tentato senza successo di eliminare il supporto telefonico costringendo i clienti ad attendere almeno 15 minuti se rifiutavano di utilizzare le risorse di auto-assistenza online.
Persino il settore automobilistico tecnologico è coinvolto: General Motors ha licenziato oltre 1.000 dipendenti nei team software e servizi nell'agosto 2024, segnalando una possibile revisione della sua strategia di trasformazione digitale. L'azienda ha dichiarato di voler spostare le risorse verso il lavoro prioritario e ridurre le gerarchie interne. Nel settore delle telecomunicazioni, Ericsson ha annunciato il taglio di 1.600 posti di lavoro in Svezia nel gennaio 2026, raddoppiando le misure di risparmio che hanno aiutato l'azienda ad affrontare un prolungato calo della spesa nel settore.
L'incertezza economica, l'inflazione e i tassi di interesse elevati rappresentano fattori complementari che spingono le aziende a razionalizzare le operazioni. Equinix, nonostante la forte domanda per la sua capacità di data center, ha pianificato il licenziamento del 3% del personale, circa 400 dipendenti, nel novembre 2024. Autodesk ha eliminato 1.350 posizioni, il 9% della forza lavoro, concentrandosi su prodotti cloud, piattaforma e AI che si sono rivelati più redditizi, riducendo il personale di vendita grazie all'aumento degli abbonamenti e dei contratti pluriennali fatturati annualmente.
Anche il settore pubblico è stato toccato dai tagli: l'agenzia governativa statunitense CISA ha licenziato 130 dipendenti nel febbraio 2025 a seguito di una decisione del DOGE. Gli esperti di cybersecurity hanno espresso preoccupazione per l'impatto sui programmi di collaborazione internazionale che l'agenzia aveva sviluppato. Complessivamente, secondo Layoffs.fyi, 71.981 dipendenti governativi sono stati licenziati dal solo DOGE, con un totale di 182.528 lavoratori federali allontanati.
Diciamocelo: le promesse dell'intelligenza artificiale si traducono paradossalmente in una riduzione massiccia dell'occupazione umana. Società che un tempo rappresentavano il simbolo della crescita illimitata stanno ora privilegiando l'efficienza operativa rispetto all'espansione della forza lavoro, in un processo che ridefinisce radicalmente il rapporto tra innovazione tecnologica e lavoro umano nel ventunesimo secolo.