L'intelligenza artificiale sta abbandonando il modello della conversazione isolata per abbracciare una dimensione più strutturata e collaborativa. Anthropic ha recentemente ampliato l'accesso a Claude Cowork, estendendolo agli abbonamenti Team ed Enterprise, in una mossa che trasforma radicalmente il modo in cui le organizzazioni possono integrare l'AI nei flussi di lavoro quotidiani. Non si tratta semplicemente di aggiungere una funzionalità, ma di ripensare l'assistente virtuale come uno spazio di lavoro condiviso e permanente, dove informazioni, file e attività sopravvivono oltre la singola sessione di un utente.
Il concetto alla base di Cowork richiama da vicino quello che in Italia potremmo paragonare agli ambienti collaborativi cloud come Google Workspace o Microsoft Teams, ma con una differenza sostanziale: qui l'intelligenza artificiale non è un assistente marginale, bensì il nucleo operativo attorno al quale ruota l'intera struttura. Lanciato inizialmente a gennaio per i soli abbonati Claude Max, Cowork nasce dall'osservazione diretta degli ingegneri di Anthropic, che hanno notato come gli utenti stessero già forzando Claude Code oltre i suoi confini originari, utilizzandolo per compiti che andavano ben oltre lo sviluppo software.
La nuova apertura permette agli utenti Enterprise e Team di costruire flussi di lavoro dedicati a progetti non tecnici, senza necessità di competenze di programmazione. All'interno delle cartelle accessibili è ora possibile creare file completamente nuovi, organizzare documentazione e gestire attività in modo asincrono. Questo approccio rispecchia molto più fedelmente le dinamiche reali dei gruppi di lavoro rispetto alle tradizionali interazioni chat una tantum, offrendo continuità e contesto persistente.
Tuttavia, permangono zone d'ombra significative che potrebbero preoccupare le organizzazioni che valutano Cowork come sistema di riferimento aziendale piuttosto che come semplice strumento di produttività individuale. Anthropic non ha chiarito se progetti e file creati in Cowork siano trasferibili tra utenti, nemmeno all'interno dello stesso piano Enterprise o Team. Questioni legate alla proprietà, all'accesso e alla continuità operativa diventano centrali quando l'intelligenza artificiale viene integrata in flussi produttivi stabili: cosa accade, ad esempio, al lavoro generato dall'AI quando un dipendente lascia l'azienda?
Nonostante la piattaforma rimanga in fase di anteprima sperimentale, Anthropic ha introdotto due aggiornamenti che ne rafforzano la vocazione collaborativa. Il primo permette di richiamare progetti tramite la menzione con "@", portando il contesto direttamente nelle sessioni di Cowork, mentre Claude in Chrome mostra ora schermate in tempo reale durante l'elaborazione. Questa funzionalità elimina la necessità di passare continuamente tra finestre diverse quando si aggiungono informazioni al compito in corso.
La seconda novità riguarda la capacità di gestire l'onboarding di nuovi fornitori su larga scala, un'esigenza tipica delle grandi organizzazioni che collaborano con molteplici partner esterni. Entrambi gli aggiornamenti consolidano l'idea di Cowork come infrastruttura condivisa per lavoro continuativo, distanziandosi nettamente dal concetto di interfaccia conversazionale temporanea che ha caratterizzato finora gran parte degli assistenti AI.
L'evoluzione di strumenti originariamente pensati per lo sviluppo software verso applicazioni di coordinamento, documentazione ed esecuzione di compiti rappresenta un trend emergente nel panorama dell'intelligenza artificiale aziendale. Estendendo l'accesso a Cowork attraverso i livelli a pagamento di Claude, Anthropic sta deliberatamente portando i flussi di lavoro assistiti dall'AI oltre la cerchia ristretta degli sviluppatori, abbracciando team più ampi e diversificati nelle loro competenze tecniche.