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IA nella PA: fino a 11 miliardi di valore aggiunto

L'IA generativa può aiutare la pubblica amministrazione ma solo il 15% dei dipendenti la usa quotidianamente

Avatar di Antonino Caffo

a cura di Antonino Caffo

Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 31/10/2025 alle 12:24

La notizia in un minuto

  • L'AI generativa potrebbe generare un valore aggiunto fino a 11 miliardi di euro per la PA italiana in dieci anni, con il 69% delle mansioni integrabili con questi strumenti
  • Esiste un divario critico tra sperimentazione e uso quotidiano: il 71% dei dipendenti pubblici ha provato l'AI ma solo il 15% la utilizza regolarmente, con carenza di competenze come principale ostacolo
  • Google Cloud lancia iniziative concrete tra cui Google Skills con oltre 3.000 corsi e un protocollo d'intesa con CDP Venture Capital per supportare le startup italiane

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

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La Pubblica Amministrazione italiana potrebbe beneficiare di un impatto economico concreto nei prossimi dieci anni grazie all'intelligenza artificiale generativa: parliamo di un valore aggiunto stimato fino a 11 miliardi di euro. Questi dati provengono da una ricerca realizzata da Implement Consulting su commissione di Google, presentata in occasione dell'evento Google Cloud AI Live. Lo studio, dal titolo "L'opportunità dell'AI nella Pubblica Amministrazione in Italia", mette in luce le potenzialità trasformative di queste tecnologie per il sistema pubblico nazionale.

Uno degli aspetti più rilevanti emersi dall'analisi riguarda la percentuale di mansioni lavorative nella PA che potrebbero essere integrate con strumenti di AI generativa: si parla del 69% delle attività. Questa integrazione permetterebbe di automatizzare compiti ripetitivi e di natura testuale, consentendo ai dipendenti pubblici di concentrarsi su funzioni a maggiore valore aggiunto. Il risultato finale si tradurrebbe in un miglioramento tangibile della qualità dei servizi offerti ai cittadini e dell'efficienza complessiva del sistema amministrativo.

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Raffaele Gigantino, Country Manager Italy di Google Cloud, ha sottolineato come la ricerca non si limiti a fornire numeri, ma tracci una vera e propria direzione strategica per l'innovazione digitale italiana. L'azienda si pone come partner affidabile in questo processo, offrendo sia le tecnologie necessarie sia le competenze per garantire una trasformazione sicura e sostenibile del comparto pubblico, con l'obiettivo di trasformare le opportunità dell'intelligenza artificiale in progresso concreto per l'intera popolazione.

Nonostante l'entusiasmo e l'interesse diffuso, esiste un divario significativo tra sperimentazione e utilizzo sistematico dell'AI nella PA italiana. I dati parlano chiaro: il 71% dei dipendenti pubblici ha provato strumenti di intelligenza artificiale, ma soltanto il 15% li impiega quotidianamente nel proprio lavoro. Ancora più ridotta è la quota di istituzioni che ha avviato investimenti strutturali in questo campo, ferma al 25%. Questa distanza tra curiosità individuale e implementazione istituzionale rappresenta uno dei nodi cruciali da sciogliere.

Le ragioni di questa lenta adozione risiedono in ostacoli ben precisi. La carenza di competenze specifiche è citata dal 62% degli intervistati come principale barriera, seguita dai dubbi sui requisiti legali e sulle responsabilità (50%) e dalle preoccupazioni relative alla sicurezza dei dati (49%). Per superare questi impedimenti, secondo i ricercatori, è fondamentale sviluppare fiducia nelle tecnologie e costruire capacità operative adeguate che permettano un'adozione responsabile e duratura nel tempo.

Solo il 15% dei dipendenti pubblici usa l'AI quotidianamente

Google Cloud ha illustrato diverse iniziative concrete per supportare la Pubblica Amministrazione nel colmare questo gap formativo e tecnologico. Tra queste spicca Google Skills, una piattaforma di apprendimento che mette a disposizione oltre 3.000 corsi sviluppati da Google Cloud, DeepMind e altre divisioni del gruppo. L'ambiente utilizza funzionalità di intelligenza artificiale e meccanismi di gamification per rendere l'acquisizione di nuove competenze più accessibile e stimolante per gli utenti.

La sovranità, nonostante tutto

Sul fronte della sicurezza e della sovranità dei dati, elementi particolarmente sensibili per le istituzioni pubbliche, l'azienda ha ribadito il proprio impegno attraverso un'infrastruttura conforme ai requisiti nazionali. Le cloud region italiane localizzate a Milano e Torino, insieme alla qualifica ACN e alle soluzioni di cloud sovrano, rappresentano la risposta alle esigenze di protezione e controllo espresse dalla PA, garantendo che i dati rimangano sotto giurisdizione italiana o europea.

Nonostante un'adozione ancora limitata su scala nazionale, alcune realtà pubbliche stanno già ottenendo risultati significativi dall'implementazione dell'intelligenza artificiale. Lo studio evidenzia tre casi particolarmente emblematici che dimostrano le potenzialità concrete di queste tecnologie. Exprivia ha sviluppato su Google Cloud una piattaforma strategica per l'elaborazione dati destinata alle agenzie spaziali, sfruttando la sovranità dei dati e la localizzazione delle risorse in territorio italiano o europeo.

D4Science ha invece adottato un'architettura ibrida basata su Vertex AI per fornire ai ricercatori Ambienti di Ricerca Virtuali avanzati. Questa soluzione ha permesso di ridurre dell'80% i tempi necessari per l'addestramento dei modelli di intelligenza artificiale, incluso un progetto dedicato alla previsione dell'invasione del pesce palla Lagocephalus sceleratus nelle acque del Mediterraneo. La Regione Umbria, infine, ha creato "UmbriaFacile", un'applicazione che centralizza i principali servizi pubblici digitali, garantendo ai cittadini un accesso sicuro e scalabile grazie alle cloud region italiane.

Parallelamente all'impegno con le amministrazioni pubbliche e le grandi imprese, Google Cloud ha annunciato durante l'evento un protocollo d'intesa con CDP Venture Capital, la divisione del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti dedicata agli investimenti in capitale di rischio. Questa partnership fornirà alle startup italiane una combinazione di risorse che comprende l'accesso a tecnologie all'avanguardia, i crediti Google Cloud previsti dal programma Google Cloud for Startup e la consulenza diretta della rete globale di esperti tecnici e di intelligenza artificiale dell'azienda.

Alessandro Scortecci, Chief Direct Investments di CDP Venture Capital, ha definito l'accordo un passo strategico per sostenere la crescita delle aziende italiane più innovative, combinando capitale, competenze e tecnologie per aiutarle a espandersi sui mercati internazionali. Anche Raffaele Gigantino ha sottolineato come la collaborazione offrirà alle startup un supporto che va oltre le soluzioni tecnologiche, includendo formazione e assistenza continua per accompagnare i nuovi imprenditori lungo il loro percorso di sviluppo. L'ambizione condivisa è quella di costruire un ecosistema solido e sostenibile che sostenga la prossima generazione di startup italiane e contribuisca a rafforzare il futuro digitale del Paese.

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