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Il cloud premia Microsoft

I partner sono lo strumento principe di Microsoft per portare il cloud nelle aziende italiane. Un esercito potenziale di  parecchie migliaia di unità. Quelli già impegnati sulle "nuvole" sono circa 3000 e di questi 350 fanno parte della struttura guidata da Fabrizio Fassone, direttore mercato Pmi che ha rilasciato questi numeri nel corso di un evento dedicato appunto a illustrare i risultati conseguiti da Microsoft in Italia sul fronte del cloud negli ultimi 12 mesi. 

 

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Fabrizio Fassone, direttore mercato Pmi di Microsoft Italia

 

"In questo periodo il nostro fatturato in questo settore è cresciuto del 200%, i partner impegnati nel portare avanti questo business del 21% e oggi possiamo dire che gli sforzi fatti ci hanno ampiamente ripagati: già il 40% dei nostri ricavi con le Pmi arriva dai servizi cloud, ovvero nella sostanza dalla vendita di Office 365, Azure e Crm online".

La conferma dei buoni risultati realizzati con il cloud viene anche da Vincenzo Esposito, direttore Pmi e partner di Microsoft. "La crescita che abbiamo e stiamo realizzando è frutto anche di una strategia che premia in particolare i partner, sempre più incentivati e stimolati a impegnarsi su questo fronte; per contro sempre meno incentivati a perseguire altri obiettivi. E' la ragione anche del loro coinvolgimento nelle strategia ci elaborazione delle modalità di definizione delle licenze e di erogazione dei servizi. Ma non solo. Il cloud offre ai partner due altri importanti vantaggi oltre a quello di incrementare i ricavi. In primis di evolvere professionalmente diventando ad esempio software house oppure Cloud solution provider, con la possibilità in questo caso di vendere le soluzioni anche all'estero. Poi il cloud permette di fidelizzare maggiormente i clienti finali, che in tempi di accesa competizione è cosa di non poco conto".

 

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Vincenzo Esposito, direttore Pmi e partner di Microsoft Italia

 

Durante l'incontro con la stampa due aziende che hanno scelto il cloud hanno portato la loro testimonianza. Sara Bardelli, Hr manager Emea di Vibram ha illustrato i risultati ottenuti con la implementazione di Office 365. Vibram è una multinazionale tascabile di Albizzate (Varese), oggi presente in 120 Paesi, con oltre mille partner che produce 40 milioni di suole l'anno. 

Ha una presenza produttiva forte negli Stati Uniti e un centro di Ricerca in Cina. I dipendenti sono 700 e circa 200 milioni il fatturato. "Avevamo l'esigenza di migliorare la comunicazione tra queste realtà e soprattutto i nostri dipendenti geograficamente molto distribuiti. L'adozione di Office 365 ci ha molto aiutati e intendiamo continuare nell'investimento fatto. Con l'aiuto di un partner, Netvisory, appositamente selezionato per questa operazione e con il quale abbiamo stabilito un rapporto fiduciario che si sta dimostrando sempre più produttivo".

L'altra testimonianza è di Directio, una piccola azienda di Torino (20 addetti, meno di un milione di euro di ricavi), che ha scelto Azure per erogare corsi di formazione on line a commercialisti e revisori contabili. "La sua adozione – sottolinea Alessio Berardino, Ceo e direttore editoriale dell'azienda – ci ha consentito di ridurre il carico di lavoro del team It, di ottenere  una maggiore facilità di deploy dei servizi, di migliorare la gestione dei processi di backup e la scalabilità delle infrastrutture".

In conclusione Microsoft anche con queste testimonianze conferma il proprio impegno a supporto della digitalizzazione delle Pmi, in linea con uno scenario di crescente interesse delle realtà italiane verso il cloud e le nuove tecnologie. In particolare sono i dipendenti delle Pmi nostrane i veri motori dell'innovazione e la ricerca Microsoft-Ipsos Mori 2015 dal titolo "I dipendenti delle PMI e la tecnologia" li dipinge pronti ad abbracciare con forza e fiducia più strumenti digitali sul lavoro.