Si dice spesso che L’Europa sia imbrigliata in regole troppo rigide, e che siano solo USA e Cina a creare innovazione, mentre il Vecchio Continente diventa un mercato di sbocco per nuove tecnologie fatte altrove. Forse c’è del vero, ma c’è anche dell’altro.
Secondo il European Spinout Report 2025 di Dealroom, il funnel delle startup nate nelle università europee ha raggiunto un valore complessivo di 398 miliardi di dollari. In un solo anno, 76 aziende attive nel deep tech e nelle scienze della vita hanno raggiunto lo status di unicorno o di centauro (oltre i 100 milioni di fatturato), dimostrando che i laboratori di Cambridge, Oxford ed ETH Zurigo sono diventati motori economici di prima grandezza.
Questa esplosione di valore è il frutto di una strategia di lungo periodo che punta a trasformare il sapere accademico in soluzioni industriali concrete. Mentre i capitali di rischio globali faticano, l’ecosistema delle spin-out europee è sulla buona strada per raccogliere oltre 9 miliardi di dollari entro la fine dell’anno, segnando un netto contrasto con il calo generale dei finanziamenti registrato negli Stati Uniti.
Oltre il duopolio: il risveglio del Vecchio Continente
Per troppo tempo abbiamo accettato la narrazione di un mondo diviso tra il pragmatismo aggressivo degli USA e il dirigismo tecnologico della Cina. Eppure, la realtà dei dati suggerisce una terza via. L'innovazione europea si distingue per la sua capacità di affrontare sfide complesse — dalla fusione nucleare di Proxima Fusion ai droni dual-use di Quantum Systems — che richiedono anni di ricerca pura prima di approdare sul mercato. Non è solo una questione di software, ma di vera "tech sovereignty", un concetto che sta spingendo il continente verso una necessaria indipendenza tecnologica e militare.
La ricerca europea ha molto da dire perché non insegue soltanto il prossimo gadget di consumo, ma lavora sulle infrastrutture critiche del domani. Aziende come Iceye e IQM sono la prova che la competenza specialistica può tradursi in un vantaggio competitivo reale.
Lo spazio e la ricerca come motori di sovranità
In questo scenario, ESA (Agenzia Spaziale Europea) gioca un ruolo fondamentale come catalizzatore di talenti. L'agenzia non si limita a lanciare satelliti, ma opera come un vero incubatore per startup. BTRY, ad esempio, è nata all'interno dei programmi dell'agenzia per sviluppare batterie allo stato solido ultrasottili, a dimostrazione di come le tecnologie spaziali abbiano ricadute dirette sulla vita quotidiana e sulla transizione energetica.
Questa capacità di fare rete è la nostra vera forza: un'intelligenza collettiva che unisce laboratori specializzati e nuovi fondi indipendenti come PSV Hafnium o U2V.
Innovazione democratica: la via europea al futuro
Nonostante le critiche ai regolamenti spesso considerati troppo rigidi, l'Europa sta costruendo uno spazio democratico di crescita. L'approccio "antropocentrico" introdotto dal DDL AI italiano e dall'AI Act europeo non è un freno, ma una garanzia di tutela per i cittadini e le imprese. Mentre altri mercati ignorano i rischi etici, il Vecchio Continente stabilisce standard di trasparenza e responsabilità che potrebbero diventare il riferimento globale per l'industria. Qualcosa che, a lungo termine, potrebbe rivelarsi uno strumento vincente - l’esatto contrario del “freno a mano tirato” che raccontano alcuni.
Certamente restano delle ombre, come la cronica carenza di capitale per le fasi di crescita che spinge quasi il 50% delle nostre eccellenze a cercare fondi negli Stati Uniti. Tuttavia, il consolidamento di quasi 80 campioni tecnologici nati dagli atenei suggerisce che la direzione è quella corretta, e abbiamo visto che il mondo dei VC in Europa è attivo e costantemente in cerca delle aziende giuste in cui investire. Il futuro dell'innovazione non parla solo inglese o cinese; ha un accento europeo, colto e profondamente consapevole delle proprie radici democratiche.
Riusciremo a trattenere questo valore o continueremo a essere il vivaio preferito dei capitali d'oltreoceano? La partita per la sovranità tecnologica si vince nei laboratori, ma si decide nelle stanze dei bottoni finanziari.