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La corsa di Oracle tra Dedicated Region Cloud e Autonomous Database

Nuovi passi in avanti nella strategia cloud dell'azienda, che lancia una serie di benefici per i clienti, tra cui la possibilità di portare carichi enterprise sul cloud pubblico

Avatar di Antonino Caffo

a cura di Antonino Caffo

Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 10/07/2020 alle 07:44
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Democratizzare le innovazioni delle tecnologie IT. Si potrebbero riassumere così le novità comunicate da Oracle nelle ultime ore. Con un evento in streaming, ci aveva pensato Larry Ellison, Chairman e CTO della compagnia, a delineare i prossimi passi del gruppo verso una rinnovata strategia cloud, a cui è stata poi data maggiore enfasi, sul piano nazionale, dagli interventi dei manager nostrani.

Alessandro Ippolito, Technology Country Leader di Oracle Italia ha dato il benvenuto a Dedicated Region Cloud@Customer, che permette  ai data center dei clienti di avere la totalità dei servizi cloud pubblici di Oracle, tra cui Oracle Autonomous Database e tutte le applicazioni SaaS. «Negli ultimi anni, l’adozione del public cloud di livello enterprise si è diffusa e le aziende hanno colto i vantaggi economici di poter pagare in base al consumo e le opportunità date dalla scalabilità e agilità proprie del cloud».

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«Nonostante ciò, la gran parte delle grandi imprese ritiene che continuerà a gestire una parte dei propri carichi di lavoro on-premise nei propri data center. Questo ha determinato una forte domanda di architetture IT ibride in cui siano disponibili gli stessi servizi, le stesse funzionalità e la stessa facilità nella portabilità delle applicazioni tra i loro ambienti cloud pubblici e on-premise. Con l’annuncio di oggi, Oracle rende tutti i suoi servizi cloud disponibili anche on-premise - in modo che le aziende possano usarli dove ne hanno bisogno – in cloud, on-premise o tramite Cloud@Customer».

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Nella pratica, Oracle Dedicated Region Cloud@Customer dà accesso a nuovi servizi e funzioni non appena sono resi disponibili nel cloud pubblico di Oracle, isolando in maniera decisa i dati del cliente, che restano in locale nel data center di proprietà. Questo unisce un po' i due mondi precedentemente divisi, che guardavano all'utilità del cloud pubblico come soluzione scalabile e aperta a miglioramenti incrementali e alla dimensione "private" come miglior modello di protezione delle informazioni.

Oltre a ciò, Oracle Dedicated Region Cloud@Customer è certificato per gestire in modo efficace le soluzioni SaaS Oracle per ERP e Finance, HCM, SCM, CX: «Offre quindi un’esperienza cloud completamente integrata ma on-premise. I clienti pagano soltanto i servizi che consumano, allo stesso livello di costi - contenuto e prevedibile - che viene offerto nelle cloud region pubbliche di Oracle» sottolinea Riccardo Romani, Direttore della Consulenza di Prevendita per la divisione Cloud Systems di Oracle Sud-Europa.

Naturale conseguenza di tutto ciò è l'annuncio della completa disponibilità di Autonomous Database nei data center dei clienti, che diventano insomma più potenti che mai. «La nuova offerta unisce il più recente Oracle Database in cloud con la piattaforma Oracle Database più veloce – Exadata – e fornisce il tutto in forma di servizio cloud nei data center dei clienti, eliminando le spese di gestione del database e gli investimenti in conto capitale, grazie ad un navito pay-per-use» sono le parole di Filippo Fabbri, Cloud Systems Country Leader di Oracle Italia.

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«Oracle Autonomous Database su Exadata Cloud@Customer è il modo più semplice e veloce per passare a un modello di cloud pubblico ma in locale, con tempi di implementazione brevissimi. Le applicazioni esistenti in un datacenter possono semplicemente connettersi e avviarsi senza richiedere alcuna modifica» spiega Luigi Scappin, VP e Senior Director della Consulenza di Prevendita (“Solution Engineering”) per la divisione Technology di Oracle Sud-Europa e Paesi CIS

Diversi i vantaggi di un'operatività automatizzata, tra cui il provisioning del database, la protezione dai disastri, la scalabilità elastica, sicurezza e patching. «Così si eliminano i processi manuali e gli errori umani, riducendo i costi e aumentando al contempo performance, sicurezza e disponibilità. L’architettura serverless scala automaticamente per adeguarsi ai cambiamenti dei carichi di lavoro, fornendo un reale modello pay-per-use».

Accanto a queste novità, Oracle ha presentato la certificazione di Oracle Autonomous Database per Siebel, PeopleSoft e JD Edwards. «Utilizzando Autonomous Database, i clienti di Siebel, PeopleSoft e JD Edwards potranno ridurre i costi, migliorando la sicurezza, le prestazioni e la disponibilità. Oracle ha inoltre annunciato Oracle Autonomous Data Guard, una soluzione per l’elevata disponibilità e il disaster recovery gestita in modo autonomo, che fornisce una “near zero data loss” (RPO) e obiettivi di recovery time (RTO) in caso di guasti di natura catastrofica» afferma Riccardo Romani, Direttore della Consulenza di Prevendita  per la divisione Cloud Systems di Oracle Sud-Europa.

A livello tecnico, non dimentichiamo alcune innovazioni in Exadata. Ad esempio Oracle Exadata Database Machine X8M Technology, che unisce la Memoria Persistente Intel Optane DC e l’accesso alla memoria diretta remota a 100 Gigabit (RDMA) su Converged Ethernet (RoCE).

Così come i VM Cluster multipli per Exadata rack, che permettono alle organizzazioni di condividere un sistema Exadata per produzione, DR, sviluppo e test e offrire isolamento tra dipartimenti e casi d’uso. Infine la certificizione PCI-DSS, con cui Exadata Cloud@Customer supporta e risponde ai requisiti Payment Card Industry Data Security Standard, anche per essere implementata come parte di un ambiente di processo finanziario sicuro.

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