L'industria tecnologica americana si prepara a un investimento massiccio nell'intelligenza artificiale che potrebbe ridefinire i confini tra ambizione visionaria e realtà finanziaria. OpenAI ha infatti annunciato un'espansione significativa della sua partnership con Oracle, che dovrebbe portare online ulteriori 4,5 gigawatt di capacità per datacenter negli Stati Uniti, nell'ambito dell'iniziativa Stargate. Questo accordo porta la capacità totale promessa da Oracle a oltre cinque gigawatt, sufficiente per alimentare più di due milioni di GPU dedicate all'intelligenza artificiale.
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I numeri stratosferici del progetto Stargate
Le cifre coinvolte nel progetto sono impressionanti quanto preoccupanti dal punto di vista finanziario. Secondo le stime, il costo dei due milioni di GPU si aggirerebbe intorno ai 100 miliardi di dollari, una somma che non include nemmeno le centrali elettriche necessarie per alimentarle. Per mettere queste cifre in prospettiva, Oracle ha registrato nel 2025 ricavi per 57,4 miliardi di dollari e ha investito 21 miliardi in spese capitali durante l'intero anno fiscale.
La questione del finanziamento rimane il grande interrogativo irrisolto. Mentre i rapporti di gennaio indicavano che OpenAI e SoftBank avevano concordato di investire ciascuna 19 miliardi di dollari nel progetto, la realtà finanziaria di OpenAI racconta una storia diversa. Secondo CNBC, l'azienda di Sam Altman prevede di generare soltanto 12,7 miliardi di dollari di ricavi quest'anno - ricavi, non profitti.
Dal Texas al futuro dell'AI americana
Il primo datacenter Stargate ad Abilene, in Texas, è già parzialmente operativo e rappresenta un banco di prova per l'intera iniziativa. Oracle ha iniziato la consegna dei primi rack Nvidia GB200 il mese scorso, con OpenAI che ha confermato l'avvio di primi carichi di lavoro per addestramento e inferenza. Tuttavia, anche questo impianto seguirà un approccio graduale: solo 200 megawatt di capacità dovrebbero essere attivati quest'anno, sufficienti per circa 1.500 rack NVL72 o 54.000 superchip GB200.
La restante capacità non sarà operativa prima del 2026, suggerendo che anche i partner più ottimisti stanno procedendo con cautela. Questa tempistica diluita potrebbe riflettere tanto le sfide logistiche quanto quelle finanziarie di un progetto di tale portata.
Promesse occupazionali tra costruzione e automazione
OpenAI stima che il progetto creerà oltre 100.000 posti di lavoro, anche se l'azienda ammette candidamente che non tutti saranno permanenti. Questa precisazione solleva interrogativi interessanti: si tratta di posizioni legate principalmente alla fase di costruzione e deployment dell'infrastruttura, oppure riflette la consapevolezza che l'intelligenza artificiale potrebbe eventualmente rendere ridondanti alcuni di questi ruoli?
L'iniziativa Stargate rappresenta un test cruciale per l'industria dell'AI americana, che deve dimostrare di poter trasformare visioni ambiziose in realtà concrete. Con l'impegno iniziale di investire 500 miliardi di dollari in 10 gigawatt di infrastruttura AI nei prossimi quattro anni, annunciato alla Casa Bianca a gennaio, OpenAI e i suoi partner stanno scommettendo sul futuro tecnologico del paese. La domanda rimane se i conti torneranno davvero, o se questi 4,5 gigawatt aggiuntivi rimarranno più un'aspirazione che un impegno concreto.