Logo Tom's Hardware
  • Hardware
  • Videogiochi
  • Mobile
  • Elettronica
  • EV
  • Scienze
  • B2B
  • Quiz
  • Tom's Hardware Logo
  • Hardware
  • Videogiochi
  • Mobile
  • Elettronica
  • EV
  • Scienze
  • B2B
  • Quiz
  • Forum
  • Sconti & Coupon
Offerte & Coupon
Accedi a Xenforo
Immagine di Opentext, gli italiani hanno a cuore la propria privacy
Business
Immagine di OpenAI ricopre d'oro i suoi dipendenti, la media è 1,5 milioni di dollari OpenAI ricopre d'oro i suoi dipendenti, la media è 1,5 mili...
Immagine di Google chiude i rubinetti di Gemini: finisce l'era della cortesia mentre GPT-5.2 bussa alla porta Google chiude i rubinetti di Gemini: finisce l'era della cor...

Opentext, gli italiani hanno a cuore la propria privacy

Solo meno di 2 utenti su 10 (18%) si fidano delle policy di trattamento dei dati personali da parte delle aziende

Avatar di Antonino Caffo

a cura di Antonino Caffo

Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 19/03/2021 alle 14:13
Quando acquisti tramite i link sul nostro sito, potremmo guadagnare una commissione di affiliazione. Scopri di più

Oltre la metà degli italiani (56%) sarebbe disposta a spendere di più pur di affidarsi ad aziende che offrono una maggiore protezione dei dati personali, superando così inglesi (49%), tedeschi (41%), spagnoli (36%) e francesi (17%): lo rivela uno studio condotto da OpenText, volto ad indagare il rapporto degli utenti con le aziende in materia di privacy dei dati.

La ricerca evidenzia che gli italiani fanno ancora fatica a fidarsi del tutto dei metodi di gestione dei dati personali: più di 1 su 4 (26%) diffida infatti della capacità da parte delle aziende di mantenere le informazioni private e al sicuro, mentre addirittura quasi la metà (48%) ritiene che solo alcune realtà possano essere considerate davvero affidabili.

Ti potrebbe interessare anche

youtube play
Guarda su youtube logo

Nonostante gli standard imposti dalle normative in materia di data privacy si stiano facendo sempre più rigidi in tutto il mondo – anche grazie all'introduzione nell’Unione Europea, già dal 2018, del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR), la cui violazione può comportare sanzioni fino a 20 milioni di euro o fino al 4% del giro d’affari totale annuo – i dati rivelano che il percorso verso la fiducia totale da parte degli utenti è ancora lungo.

In tale contesto, inoltre, il 40% degli italiani ha espresso una preferenza per i sistemi di protezione che sfruttano le tecnologie di automazione, ritenute in grado di eliminare i possibili errori umani.

facce-aziendali-149163.jpg

Quasi 1 italiano su 2 (43%) dichiara di "non avere la minima idea" di quante aziende utilizzino, archivino o abbiano accesso ai suoi dati personali, tra cui indirizzi e-mail, numeri di telefono e coordinate bancarie.

Inoltre, se la maggior parte degli intervistati (69%) conferma di avere almeno una vaga conoscenza delle leggi sulla protezione della privacy, solo il 18% (meno di un quinto) si sente ben informato al riguardo, contrariamente a quanto accade in Germania (44%), Spagna (32%) e Francia (32%).

Gli utenti si dimostrano, tuttavia, ben disposti a informarsi: oltre la metà (59%), infatti, afferma che potrebbe contattare un’azienda direttamente per capire come vengono trattati i dati personali o per verificare se questi vengano archiviati nel rispetto delle normative. Poco più di 1 su 10 (13%), tuttavia, lo ha già davvero fatto almeno una volta.

«La crisi provocata dalla pandemia da COVID-19, con la diffusione del lavoro da remoto e delle esperienze utente online, ha accelerato ulteriormente la trasformazione digitale» ha dichiarato Antonio Matera, Regional Sales Director OpenText Italy.

«Oggi il digitale è al centro di quasi tutte le interazioni aziendali e genera quindi un numero sempre maggiore di dati da gestire e al contempo proteggere. Questo cambiamento, unito alle elevate esigenze degli utenti in materia di data privacy, sta mettendo le aziende a dura prova, portandole a dover garantire soluzioni adeguate per la protezione dei dati personali in quest’era digital-first».

Più di tre quarti (79%) degli italiani pensano di sapere come mantenere i propri dati privati e protetti su app, account di posta elettronica e social media, per esempio utilizzando le specifiche impostazioni sulla privacy o disattivando la geolocalizzazione.

Al contrario, solo il 2% degli intervistati ritiene che mantenere i propri dati privati e protetti sia unicamente responsabilità dell'app o dell'azienda in questione.

Un quinto degli italiani (20%) pensa inoltre che le aziende stiano già completamente adempiendo ai propri obblighi legali di mantenere privati i dati dei clienti, rivelando maggiore fiducia di quella riscontrata in Spagna (17%), Germania (13%) e Francia (11%). Il 40% ritiene, invece, che siano necessari ancora alcuni anni perché le aziende riescano ad adeguare pienamente la propria condotta.

«Al di là delle possibili sanzioni, qualsiasi organizzazione che non rispetti le leggi sulla privacy dei dati rischia di perdere la fiducia dei propri clienti» ha aggiunto Matera.

«Le aziende devono quindi sfruttare tutte quelle tecnologie in grado non solo di offrire trasparenza sul modo in cui i dati vengono acquisiti e protetti, ma anche di rispondere rapidamente alle richieste degli utenti su come i dati personali vengono elaborati e utilizzati».

«Investendo in soluzioni complete di gestione della privacy che automatizzano e integrano le policy aziendali con i requisiti normativi, è possibile ridurre il rischio di danni alla reputazione e mantenere la fiducia dei clienti».

Le notizie più lette

#1
Google chiude i rubinetti di Gemini: finisce l'era della cortesia mentre GPT-5.2 bussa alla porta

Business

Google chiude i rubinetti di Gemini: finisce l'era della cortesia mentre GPT-5.2 bussa alla porta

#2
OpenAI regala ChatGPT Plus: ecco chi può averlo
5

Hardware

OpenAI regala ChatGPT Plus: ecco chi può averlo

#3
Le chiavi ROM di PS5 sono state diffuse: jailbreak in vista?
3

Videogioco

Le chiavi ROM di PS5 sono state diffuse: jailbreak in vista?

#4
OpenAI ricopre d'oro i suoi dipendenti, la media è 1,5 milioni di dollari
1

Business

OpenAI ricopre d'oro i suoi dipendenti, la media è 1,5 milioni di dollari

#5
Fare impresa solo con l'AI, ecco com'è andata a chi ci ha provato
7

Business

Fare impresa solo con l'AI, ecco com'è andata a chi ci ha provato

👋 Partecipa alla discussione! Scopri le ultime novità che abbiamo riservato per te!

0 Commenti

⚠️ Stai commentando come Ospite . Vuoi accedere?

Invia

Per commentare come utente ospite, clicca triangoli

Cliccati: 0 /

Reset

Questa funzionalità è attualmente in beta, se trovi qualche errore segnalacelo.

Segui questa discussione

Ti potrebbe interessare anche

Google chiude i rubinetti di Gemini: finisce l'era della cortesia mentre GPT-5.2 bussa alla porta

Business

Google chiude i rubinetti di Gemini: finisce l'era della cortesia mentre GPT-5.2 bussa alla porta

Di Valerio Porcu
OpenAI ricopre d'oro i suoi dipendenti, la media è 1,5 milioni di dollari
1

Business

OpenAI ricopre d'oro i suoi dipendenti, la media è 1,5 milioni di dollari

Di Valerio Porcu
Fare impresa solo con l'AI, ecco com'è andata a chi ci ha provato
7

Business

Fare impresa solo con l'AI, ecco com'è andata a chi ci ha provato

Di Valerio Porcu
Guadagnare il doppio o lavorare in remoto? La risposta non è ovvia
2

Business

Guadagnare il doppio o lavorare in remoto? La risposta non è ovvia

Di Valerio Porcu
Buon 2026 alle banche europee che tagliano 200.000 posti di lavoro per l'IA
1

Business

Buon 2026 alle banche europee che tagliano 200.000 posti di lavoro per l'IA

Di Antonino Caffo
Footer
Tom's Hardware Logo

 
Contatti
  • Contattaci
  • Feed RSS
Legale
  • Chi siamo
  • Privacy
  • Cookie
  • Affiliazione Commerciale
Altri link
  • Forum
Il Network 3Labs Network Logo
  • Tom's Hardware
  • SpazioGames
  • CulturaPop
  • Data4Biz
  • TechRadar
  • SosHomeGarden
  • Aibay

Tom's Hardware - Testata giornalistica associata all'USPI Unione Stampa Periodica Italiana, registrata presso il Tribunale di Milano, nr. 285 del 9/9/2013 - Direttore: Andrea Ferrario

3LABS S.R.L. • Via Pietro Paleocapa 1 - Milano (MI) 20121
CF/P.IVA: 04146420965 - REA: MI - 1729249 - Capitale Sociale: 10.000 euro

© 2026 3Labs Srl. Tutti i diritti riservati.