La Silicon Valley ha trovato la sua nuova stella polare nel concetto di "techno state", e l'azienda che meglio incarna questa visione è Palantir, la controversa società di software fondata dopo l'11 settembre che oggi vale miliardi di dollari.
Molti hanno sentito il nome dell'azienda, e forse ancora più persone conoscono la parola, che è presta dalle opere dello scrittore J.R.R. Tolkien; a tal proposito, è curioso sapere che esiste anche una società chiamata Anduril.
Non sono in molti tuttavia a sapere o a capire che cosa fa Palantir: non vende dati, non li accumula in enormi database, ma fornisce gli strumenti per trasformare montagne di informazioni grezze in intelligence operativa. Una strategia operativa che ha sollevato più di una protesta in giro per il mondo, e allo stesso tempo ha creato un alone di mistero attorno a una delle società più influenti del panorama tecnologico contemporaneo.
Oltre i malintesi: cosa fa davvero Palantir
Caroline Haskins, giornalista di WIRED che segue l'azienda da anni, ha dovuto intervistare numerosi ex dipendenti per decifrare il modello di business di Palantir. "Non è un data broker che compra e vende informazioni, né un'azienda mineraria di dati", spiega Haskins. "È piuttosto quello che un ex dipendente ha chiamato un armadio di archiviazione sovralimentato, un sistema di plumbing elaborato per gestire i dati".
I due prodotti principali dell'azienda sono Foundry, destinato alle grandi corporazioni come Walmart per ottimizzare i processi aziendali, e Gotham, orientato verso forze dell'ordine e agenzie governative. Foundry funziona come un "cerotto tecnico" che si sovrappone ai sistemi IT obsoleti senza richiedere costose modernizzazioni. Gotham, invece, lavora con informazioni sensibili: profili social media acquisiti dalla polizia, affiliazioni criminali presunte, persino dettagli come i tatuaggi presenti nei database delle forze dell'ordine.
I contratti che alimentano le controversie
L'ICE, l'agenzia americana per il controllo dell'immigrazione, ha versato 30 milioni di dollari a Palantir per sviluppare una piattaforma chiamata "ImmigrationOS" che aiuta a selezionare chi deportare e monitorare le auto-deportazioni. Parallelamente, l'IRS (controllo fiscale) collabora con l'azienda per creare quella che alcune fonti definiscono una "Mega API" che unifica tutti i dati dell'agenzia fiscale. Questi contratti, insieme a quelli militari con il Pentagono e persino con l'esercito israeliano, hanno scatenato proteste in diversi paesi e alimentato il dibattito sulla sorveglianza di massa. L'azienda è presente anche in Italia, nell'ambito di una collaborazione con il Policlinico Gemelli di Roma.
L'esperienza diretta di Haskins con la segretezza dell'azienda è emblematica: durante una conferenza tecnologica a Washington, è stata allontanata dallo stand Palantir con la minaccia di chiamare la polizia, semplicemente per aver preso appunti durante una dimostrazione pubblica. "Non mi hanno dato alcuna spiegazione", racconta la giornalista. "La sicurezza dell'evento non aveva idea di cosa stesse succedendo".
La cultura militare di Palo Alto
All'interno di Palantir, i dipendenti si chiamano "hobbit" in omaggio al Signore degli Anelli (da cui come detto deriva anche il nome dell'azienda, ispirato alle pietre veggenti di Tolkien), e il loro motto interno è "Save the Shire" - salvare la Contea. Ma il vero DNA aziendale, riporta l'articolo di Wired, emerge dal linguaggio militaresco pervasivo: gli ingegneri informatici sono "forward-deployed engineers", i project manager sono chiamati "Echo" dal codice radio NATO, e invece di scrivere "FYI" nelle email usano "FYSA" - for your situational awareness.
Questa cultura riflette la visione dei fondatori Peter Thiel e Alex Karp, che hanno sempre posizionato Palantir come partner strategico del governo e delle forze armate americane. Nel suo libro "The Technological Republic", Karp rimpiange l'epoca in cui tecnologia e stato collaboravano per sconfiggere nemici comuni, criticando implicitamente le app di food delivery e i social media come frivolezze della Silicon Valley degli anni 2010.
Karp e Thiel non sono soli in questa crociata per un techno state; esiste in effetti un gruppo di influenti figure tecnologiche che include Palmer Luckey di Anduril (azienda di armi autonome) e persino Andrew Bosworth di Meta, ora "Tenente Colonnello Bosworth" dopo aver aderito a un programma per consigliare le forze armate americane.
Questo movimento rappresenta in parte un ritorno alle origini della Silicon Valley, che nel XX secolo era effettivamente un centro per lo sviluppo di infrastrutture militari prima di virare verso il consumatore negli anni '90 e 2000. "Con l'amministrazione Trump è diventato business-friendly abbracciare idee centrate sul patriottismo e la forza militare", osserva Haskins.
I numeri di borsa sembrano confermare che il momento del techno state è arrivato: dal 2020, quando Palantir è diventata pubblica, le sue azioni sono cresciute del 2.500 per cento. Una performance che suggerirebbe come gli investitori credano nella visione di Karp e Thiel di una tecnologia al servizio dello stato, dove l'obiettivo finale non è disruption nel senso tradizionale della Silicon Valley, ma quello che Karp stesso ha definito in una call con gli investitori la capacità di "spaventare i nemici e, quando necessario, ucciderli".