IT Pro

Semplificare l’IT

Semplificare ha un impatto immediato sui costi, perché riduce la complessità, riduce il numero di interventi per l'adeguamento di infrastrutture ed applicazioni, riduce i fuori servizio e in definitiva ottimizza Capex e Opex. Ma quali sono i fenomeni in atto e come si propongono di rispondere i produttori presenti nei diversi settori dell'ICT?

Paolo Lossa, manager per l'Italia di Brocade, una società che ha una forte presenza nello storage SAN e Ethernet, ha evidenziato l'impatto del BYOD, che sta generando una crescente mole di dati multimediali derivanti da applicazioni mobili di nuova generazione, un processo che dalle grandi aziende, a seguito della contrazione dei costi, è approdato anche a livello delle PMI, moltiplicando  il volume dei dati generati.

Ciò richiede pari capacità di storage e le soluzioni che vengono ora sviluppate vanno proprio nell'ottica di semplificare questo importante  parte dell'IT aziendale. Sotto questo profilo, ha evidenziato Lossa, Brocade ha affrontato il problema della semplificazione sviluppando soluzioni che permettono di gestire sia storage a blocchi che a file, in modo da unificare l'infrastruttura storage e abilitare una forte semplificazione. Peraltro, è un approccio che persegue con una forte politica di canale con partner di alto livello che comprendono le maggiori società IT al mondo.

L'importanza dell'innovazione è stata evidenziata anche da Marco Lupi, manager per l'Italia di LifeSize, una società fortemente presente nel mercato con soluzioni di videocomunicazione e quindi per certi aspetti una delle cause della proliferazione e del forte incremento di dati non strutturati in circolazione.

L'ottimizzazione, dal punto di vista di Lupi e di LifeSize, consiste non solo nell'affinare le tecnologie che produce, ma anche di migliorare la qualità dei servizi che permettono di erogare, ad esempio in HD, in particolare come fatto con l'ultimo rilascio relativo alle soluzioni Smart Video con tecnologia Icon Series e LifeSize UVC Multipoint Enterrise Edition, compatibile con la piattaforma Microsoft Lync, che sono delle soluzioni, osserva Lupi, che costituiscono dei sistemi di videoconferenza basati su standard aperti e in grado di integrarsi con le infrastrutture esistenti.

La semplificazione passa attraverso il ricorso a approcci innovativi come il cloud, ha evidenziato Alessandro Peruzzo, amministratore unico di Panda Software, una società che tra le prime ha adottato il cloud come elemento di base di una architettura di sicurezza estesa.

Anche se ha osservato che spesso il cliente si limita ad acquisire una soluzione perché costa poco, e ciò penalizza gli operatori più seri che sviluppano prodotti di ampio respiro e con elevati livelli qualitativi, Peruzzo ha evidenziato come tutta la strategia di Panda sia proprio volta a semplificare quello che rappresenta lo strato di sicurezza di un'azienda e lo ha fatto proprio adottando il concetto di cloud in modo nativo.

Tramite il cloud vengono raccolte automaticamente tutte le nuove segnalazioni di minacce e la contromisura sviluppata viene automaticamente ridistribuita ai clienti di Panda. Numerose le soluzioni che ha sviluppate.

Tra queste, Panda Cloud Office Protection è una soluzione che si prefigge di proteggere gli end-point aziendali dai diversi tipi di minacce esistenti. Comprende numerose novità, tra cui il filtering degli URL, tecnologie anti-exploit per individuare e rimuovere i malware che sfruttano le vulnerabilità zero-day, la compatibilità con Exchange 2013 e con i sistemi Linux (Suse, RedHat, Debian e Ubuntu), e la possibilità di pianificare aggiornamenti e reportistica. In sostanza, ritiene la società che della sicurezza nel cloud ne tramite il cloud ha fatto il suo core business, Panda Cloud Office Protection consente un incremento di produttività, aggiungendo nella sua ultima versione il controllo accessi a Internet all’edizione Advanced.

Ma la semplificazione passa anche attraverso adeguati strumenti di gestione. A questo ha risposto con il recente rilascio di Panda Cloud Systems Management, una soluzione che abilita in modo centralizzato e proprio tramite cloud la gestione e il controllo dell'infrastruttura aziendale.

Disporre di una infrastruttura IT di ultima generazione può però non essere sufficiente se non viene ottimizzata per quanto concerne le specifiche applicazioni di un'azienda. Mobilità dei dipendenti, distribuzione territoriale, BYOD e accelerazione dei processi commerciali, di marketing e produttivi, nonché la crescente competitività, implicano un rapporto sempre più stretto tra applicazioni e infrastruttura IT di base.

Per questo può essere necessario consolidare  il Data Center, semplificare le sedi periferiche, fruire in modo opportuno e strategico di servizi cloud nonché, non meno importante, disporre di strumenti di analisi che permettano di verificare  se il tuning delle applicazioni si sposa in modo ottimale con l'IT.

In sostanza, ha evidenziato Albert Zammar, responsabile per l'Italia di Riverbed, è utile se non necessario disporre di soluzioni che permettano di misurare le prestazioni di una piattaforma IT, ed è quello che ha fatto con una propria piattaforma, che permette di ottimizzare e consolidare l'IT dei clienti, con l'obiettivo di ottenere una infrastruttura più agile ed ottimizzata .

Un aspetto chiave è stato invece evidenziato da Piera Loche, managing director di Zycko. Quello del supporto consulenziale. Ottimizzare limitando le risorse interne è di certo una strada per ridurre le spese operative e inoltre molte PMI non hanno gli spazi economici per dotarsi di personale di supporto.

E' qui che entra in gioco, ha evidenziato, il ruolo di società come Zycko nel campo della consulenza , che si è proposta di identificare sul mercato i migliori prodotti nel settore dell'IT, anche di nicchia, dal networking allo storage, e di proporli ai propri reseller per fornire soluzioni a valore aggiunto e, allo stesso tempo, recuperare margini. In sostanza, osserva, si tratta di soluzioni che i rivenditori possono fornire soluzioni al cliente che risolvono problemi di sviluppo del business.

La posizione di un VAD come Sidin è stata invece illustrata da Valerio Rosano, il suo marketing manager. Secondo il manager, ma è una posizione del tutto condivisibile, il mercato si distingue per una forte presenza di PMI e ciò si riflette su quello che viene richiesto al canale nel fornire soluzioni atte ad ottimizzare l'IT.

Peraltro, ha osservato Rosano, l'Italia è un mercato complesso che va dal piccolissimo dealer al grosso VAR, con tutti che potenzialmente possono proporre soluzioni alla medesima azienda. Per facilitare la proposta e l'adozione di soluzioni tecnologiche atte a semplificare l'IT, Sidin ha deciso di puntare sulla formazione, e di farlo con il supporto di tecnici non in sovrapposizione di quelli del vendo sul territorio ma bensì tecnici di prevendita in grado di formare anche il canale.

L'approccio è stato pragmatico. Per la formazione è partita dal territorio, a iniziare dal nord ovest, e poi ha ampliato il raggio d'azione con il supporto dei suoi partner commerciali. Il tutto si è concretizzato nel 2012 in oltre 300 giornate formative, anche con l'ausilio di piattaforme di e-learning e con circa 2600 persone hanno partecipato ai corsi organizzati.

Gianpaolo Centuori, business manager di Teorema Group, ha infine evidenziato l'importanza delle società di consulenza nella realizzazione di progetti di ottimizzazione dell'IT. E' peraltro una società con strettissimi rapporti con Microsoft, un rapporto che le ha fruttato il rango di Gold Competency Partner. 

Centrata sullo sviluppo di nuove applicazioni e soluzioni volte a favorire la "spending review", ha concretizzato il suo approccio strategico con progetti quali il Design for All e TeleMed System, che hanno l'obiettivo di fornire strumenti tecnologici al servizio della persona. A questi si aggiunge Domare, un progetto che si è posto come obiettivo la semplificazione e il miglioramento della qualità della vita nel mondo della nautica.

Sulla costante innovazione tecnologica nel settore della UC punta invece Wildix, azienda italiana che sta espandendosi a livello internazionale.

Uno dei punti salienti dei suoi sviluppi è costituito da WebRTC, la tecnologia open source emersa nel 2011 che consente ai browser di effettuare in tempo reale una videochat e che si basa su HTML5 e JavaScript. La sua inclusione nel World Wide Web Consortium (W3C) standard è peraltro supportato da Google, Mozilla e Opera e il suo impatto sul mercato della UC si preannuncia dirompente perché va incontro alla richiesta di una comunicazione sempre più video.

 

 

Wildix ritiene che il WebRTC non sarà l’evoluzione della comunicazione ma una vera e propria rivoluzione e che il mercato della telefonia tradizionale subirà un forte contraccolpo, perché chiunque dispone di un browser ovunque si trovi.

Ma, ha evidenziato Stefano Osler, Amministratore Delegato di Wildix Italy, Wildix è intervenuta sullo standard per portarlo ad un livello più alto, con l’aggiunta di servizi integrati al sistema di comunicazione aziendale. E' una evoluzione che può essere testata sul sito stesso dell'azienda. 

"A partire da settembre WebRTC verrà integrato nativamente nelle soluzioni Wildix e siamo convinti che, nel giro di 5-6 anni, non ci ricorderemo più come si fa a comporre un numero di telefono", ha affermato Osler.