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Jason Voorhers

Pagina 5: Jason Voorhers

Tra i più longevi mostri del cinema horror (ben 12 film al'attivo, in competizione forse solo con Pinhead), Jason è l'icona di un certo modo di concepire l'orrore, ma soprattutto il mostro.

Freddo, incrollabile ma soprattutto inarrestabile, è stato tra i primi esponenti del genere slasher, che da ampio spazio a scene in cui la violenza è quanto mai sanguinolenta.

Seguendo le mode dell'epoca, con Venerdì 13 si creò quindi un film che facesse largo uso della violenza esplicita, e che cercasse di turbare lo spettatore attraverso una moltitudine di squartamenti e litri e litri di sangue.

Queste caratteristiche sono, per altro, un tratto distintivo dei film della serie, tanto che forse proprio Jason è l'unico personaggio della lista rimasto letteralmente incastrato in un genere dal quale non è mai riuscito a liberarsi, a prescindere dell'andazzo del botteghino.

Immortale e fortissimo, ma non onipotente, Jason ha attraversato i decenni, cercando di rinnovarsi di volta in volta, complice la straordinaria popolarità che ottenne grazie alla prima trilogia di film, invero criticatissima all'epoca, ma oggi tra i cult dell'horror granguignolesco.

E così abbiamo avuto un Jason originariamente minorato e taciturno, poi un Jason zombie, poi un Jason più schiettamente demoniaco, e infine persino un Jason cyborg.

Come sia sia, Jason era e resta un grande stimolo alla fantasia del genere horror, rappresentando l'essenza più pura e cupa del serial killer, insieme ad un solo altro esponente, il "presumibilmente" più umano Michael Mayers.

Trivia: Jason fu così popolare negli anni '80 da essere copiato in ogni dove. La sua "emulazione" più celebre e amata è certamente quella del videogame Splatterhouse, tra i cult dell'epoca 8 bit.