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2 luglio 1939: il debutto italiano di Superman

Mentre in tutto il mondo, tradizionalmente, tutti i siti dedicati al fumetto e/o più in generale alla cultura pop e dell’intrattenimento celebrano il Superman Day il 12 giugno di ogni anno (riprendendo la data di copertina del mitico albo d’esordio ovvero Action Comics #1) scontrandosi con i puristi che invece, giustamente, ne celebrano uno parallelo il 18 aprile cioè il giorno in cui effettivamente quello stesso albo esordì nelle edicole americane nel 1938, su Cultura Pop abbiamo voluto rompere un po’ questa tradizione e questa divertente diatriba celebrando invece la data del 2 luglio 1939 ovvero il debutto italiano di Superman.

Il debutto italiano di Superman: fate largo a Ciclone, l’uomo d’acciaio

Il debutto italiano di Superman avviene il 2 luglio del 1939 su Gli Albi dell’Audacia 19.

2 luglio 1939: il debutto italiano di Superman

L’intuizione di portare questo eroe, che univa mistero e fantascienza, è dell’editore Lotario Vecchi che riprese in mano le redini delle pubblicazioni (Gli Albi dell’Audacia sono già alla loro seconda serie) dalla Casa Editrice Vittoria in un momento delicato per il fumetto italiano: da un lato infatti si affacciava nelle pagine dei vari settimanali una produzione ancora derivativa da quella anglosassone ma di qualità sicuramente importante (il 20 aprile dello stesso anno sulla pubblicazione “gemella” L’Audace 276 aveva fatto il suo esordio Virus, il Mago della Foresta Morta di Federico Pedrocchi e Walter Molino, vero capolavoro della Golden Age del fumetto italiano insieme a Saturno contro la Terra, e fonte di ispirazione per uno dei nemici classici di Zagor ovvero il Professor Hellingen) e dall’altro gli editori avevano trovato il modo (almeno temporaneamente) di aggirare parte della censura fascista che vietata l’importazione e la pubblicazione di fumetti dall’estero (fatta eccezione per Mickey Mouse, leggenda vuole che fosse la lettura preferita dai figli del Duce e per questo risparmiata, se siete curiosi recuperate il libro Eccetto Topolino) ovvero modificando radicalmente la narrazione partendo ovviamente dai nomi degli eroi e dei protagonisti.

Lungo, ma doveroso, cappello introduttivo per spiegare due “fenomeni” che accompagneranno queste primissime pubblicazioni di Superman nel nostro paese. La prima, come facilmente intuibile, è quella legata al nome: di Superman non vi è traccia ma il nostro eroe è chiamato più autarchicamente Ciclone. La seconda è che, come prassi dell’epoca, tutto il materiale proveniva non dal fiorente, ma nuovo, mercato delle pubblicazioni in formato comic book bensì dalle più economiche e familiari strisce che venivano pubblicate sui quotidiani.

Questo secondo aspetto non è assolutamente da sottovalutare perché le strisce di Superman iniziarono ad essere pubblicate sui quotidiani americani solo a partire dal 16 gennaio del 1939 il che avrebbe comportato un esaurimento abbastanza rapido del materiale a disposizione. L’accoglienza non fu trionfale ma comunque abbastanza buona da garantire a Ciclone una cadenza mensile.

Ciclone: le avventure apocrife

La striscia apparsa su Gli Albi dell’Audacia 19 è interessante perché viene scelta la prima striscia per i quotidiani di Jerry Siegel e Joe Shuster di cui però vengono omessi i nomi. Ovviamente non è una pubblicazione pedissequa ma un rimontaggio e adattamento firmato dai fratelli Zenobio (disegni) e Vincenzo (testi) Baggioli intitolata “Ciclone L’Uomo D’Acciaio”. Chiaramente il primo dettaglio che viene modificato è il costume con la vistosa S scudata che viene cancellata.

Stranamente le origini dell’eroe non vengono intaccate se non per i nomi di Jor-El e Lana (i genitori biologici del piccolo Kal-El) che si trasformano nei più misticheggianti Aldebaran e Liama.

2 luglio 1939: il debutto italiano di Superman

Anche la seconda striscia pubblicata su Gli Albi dell’Audacia 25 e intitolata “Il Re del ring” è un rimontaggio e un adattamento di quelle di Siegel e Shuster ad opera sempre dei fratelli Baggioli. Qui addirittura si accenna all’eroe come Superuomo mentre Clark Kent (alter-ego civile dell’eroe) si trasforma in Dan Carrett (alter-ego che tornerà anche nel dopoguerra anche come Don Carrett).

A questo punto il personaggio ha stuzzicato i lettori ma la scarsezza del materiale originale, e nuove più stringenti misure imposte dal MinCulPop fascista, costringono i fratelli Baggioli a rimboccarsi le maniche e produrre delle vere e proprie strisce apocrife che compariranno più precisamente su Gli Albi dell’Audacia 31 – “La Torpedine Umana”, Gli Albi dell’Audacia 34 – “Il Gigante di Pietra” (di settembre e ottobre 1939) prima di trasferirsi su L’Audace (settimanale edito dalla SAEV sempre di Lotario Vecchi) con un striscia di presentazione sul 298 e poi ufficialmente dal 299 al 304 con il nome ufficiale di Ciclone, L’uomo d’Acciaio.

A questo le strisce originali servono ai fratelli Baggioli solo come un semplice canovaccio. Zenobio infatti pur cercando di imitare lo stile di Shuster se ne allontana progressivamente, si dice che in questa fase della produzione delle storie del personaggio avesse sviluppato una ossessione per la S sul petto dell’eroe che però non riusciva in alcun modo a riprodurre in maniera dinamica optando per quello che doveva essere un ciclone stilizzato sul petto ma che in realtà era né più né meno che una sfera nera.

Anche Vincenzo ormai si era discostato completamente dai testi di Siegel. Le avventure diventano meno immediate e dinamiche di quelle del Superman originale in favore di spunti urbani che rapidamente evolvono in ambientazioni e avventure esotiche molto in voga nel fumetto italiano dell’anteguerra evidentemente influenzato dai vari Raymond, Foster ed ai primi maestri del fumetto anglosassone.

2 luglio 1939: il debutto italiano di Superman

Anche per questo motivo tutto l’impianto narrativo di Ciclone viene stravolto. Nessuna identità segreta, facendosi chiamare semplicemente Dopp quando è in abiti civili, e soprattutto nessun riguardo per la vita umana come dimostra proprio ne “Il Gigante di Pietra” facendo crollare in testa all’antagonista di turno addirittura un palazzo senza controllare chi ci fosse all’interno esclamando trionfante: “Eran tutti avanzi di galera: credo che giustizia sia fatta!”

Nel novembre 1939 una nuova striscia compare su l’Albogiornale 39 delle Edizioni Vittoria intitolata “La Citta Condannata” per poi trasferirsi sugli Albi Juventus (la Casa Editrice Vittoria aveva nel frattempo cambiato nome in Casa Editrice Juventus) con i numeri 47 e 55 rispettivamente di gennaio e marzo 1940 con due avventure intitolate rispettivamente “La Valle Misteriosa” e “L’aviatore Solitario”. In quest’ultima, Ciclone salvava degli intrepidi aviatori italici al Polo Nord da perfidi banchieri americani.

A questo punto il personaggio, o meglio questa versione italica, viene addirittura esportato nella Spagna franchista come Ciclon El Superhombre mentre il suo alter-ego diventa Carlos Sanz cronista del quotidiano La Jornada.

I suoi creatori però ormai sono oberati di lavoro. Vincenzo Baggioli soprattutto dato che aveva lanciato anche un altro personaggio tutto italiano (o quasi) ovvero Dick Fulmine che vide crescere la sua popolarità (anche per una maggior aderenza ad una certa narrativa di regime) portandolo a dismettere la creazione delle strisce apocrife.

Da Ciclone a Superman (quasi)

A partire dal gennaio del 1940 con L’Audace 316 tuttavia erano ricomparse le strisce “originali” di Siegel e Shuster sempre però rimaneggiate, rimontate e rinominata come Ciclone. Vi compariranno fino al numero 324 del marzo del 1940: fra queste strisce viene riproposta anche quella delle origini.

La proposta delle strisce originali si sposta nuovamente su gli Albi Juventusdal 59 all’82 dall’aprile del 1940 al settembre 1940. Questa serie di strisce è proposta rispettando cronologicamente quelle americane ma vengono saltate le strisce quotidiane 112-114 (uscite originariamente il 25, 26 e 27 maggio del 1939 negli Stati Uniti) perché ritraevano l’eroe distruggere una postazione di artiglieria e abbattere uno zeppelin di chiara matrice para-nazista.

2 luglio 1939: il debutto italiano di Superman

A questo punto l’Italia entra ufficialmente in guerra e il MinCulPop vara disposizioni estremamente rigide che fanno scomparire dai settimanali per ragazzi tutti gli eroi di provenienza estera.

Volete iniziare a leggere Superman? Recuperate il nostro articolo Superman: i fumetti essenziali.

Le pubblicazioni di Superman a partire dal 1945

Chiusa la Seconda Guerra Mondiale e caduto il regime fascista, già a partire dal 1945 i personaggi DC (e non solo) iniziano a riaffacciarsi sul mercato italiano grazie a Cino Del Duca e alla sua Casa Editrice Milano (poi Edizioni Mondiali) che pubblica su Collezione Uomo Mascherato 19 un personaggio destinato a grandissima fortuna ovvero Ala d’Acciaio meglio noto come Batman, ma questa come si suol dire è un’altra storia.

Non più Ciclone ma un più rispettoso Uomo d’Acciaio appare su Collezione Uomo Mascherato a partire dal 7 del maggio 1946. Vengono proposte le strisce quotidiane del periodo 1941/1942 disegnate da Jack Burnely, inoltre con buona pace degli evidenti problemi tipografici, le strisce seppur rimontante e rimaneggiate (non senza errori grossolani come è possibile notare su Collezione Uomo Mascherato 14 in cui L’uomo d’Acciaio e L’uomo Fantasma, ovvero l’originale Blue Beetle della Charlton Comics, furono clamorosamente scambianti dall’ignaro ed anonimo disegnatore probabilmente eseguito in Francia da cui Del Duca prendeva le tavole per le pubblicazioni italiane) sono abbastanza fedeli agli originali basti guardare la presenza della S sul petto dell’Uomo d’Acciaio.

2 luglio 1939: il debutto italiano di Superman

Questo porta ad una rapida e vertiginosa crescita della popolarità del personaggio, forte anche di una esposizione più stabile e continua, tanto che Collezione Uomo Mascherato si trasforma, a partire dal 73 in Collezione Uomo d’Acciaio (ai disegni intanto è arrivato un certo Wayne Boring) ospitando soprattutto le strisce di Superman e Batman e divenendo di fatto la prima vera e propria “testata DC” in Italia. Fu queste pagine debutteranno anche Lex Luthor e Mister Mxyzptlk, due nemici divenuti poi classici per l’Uomo d’Acciaio.

Del Duca ha ben compreso di aver trovato una piccola miniera d’oro e vara il settimanale Urrà all’interno del quale, dal primo numero dell’aprile del 1947 fino al 28 del novembre 1947 vengono pubblicate prima le strisce storiche del 1939/1940 (ricompaiono le stesse origini proposte su Gli Albi dell’Audacia con un nuovo adattamento) per poi saltare a quelle del 1945/1946A questo punto Superman sparirà per circa un decennio dalle edicole, e quindi dalle mani dei lettori italiani.

2 luglio 1939: il debutto italiano di Superman

Di cicloni e ragazzi nuvola

Effettivamente Superman alias L’uomo d’Acciaio aveva vissuto una seconda giovinezza nel dopoguerra ma altrettanto aveva fatto il suo alter-ego Ciclone che era stato rilanciato da Carlo Cossio, a partire dal 1945 sulla nuova serie dell’Albogiornale delle Edizioni Juventus, tramutandosi nell’archetipico dell’uomo bonario ma forzuto che aveva avuto proprio in eroi come Dick Fulmine e nel mitico Maciste fortunati predecessori a fumetti.

Di questi incredibili esordi a fumetti di Superman verranno purtroppo riprese alcune cattive abitudini quando la Mondadori lancerà la sua fortunatissima serie de Gli Albi del Falco nel 1954. Di Superman infatti non ci sarà ancora traccia evidente: l’eroe si ritroverà affibbiato l’evocativo appellativo di Nembo Kid. La S ricomparsa sul petto grazie a Cino Del Duca sparisce nuovamente come prima della Guerra mentre i rimaneggiamenti alle tavole continueranno per oltre un decennio in maniera più subdola e sicuramente professionale ma non così tanto da sfuggire all’occhio di un lettore attento.

2 luglio 1939: il debutto italiano di Superman

Quella di Nembo Kid (poi divenuto Superman/Nembo Kid e infine Superman) pur attraversando varie fasi editoriali (fra cambi di formato e sommario) rimane ad oggi una delle pubblicazioni di maggior successo del personaggio in Italia. Superman passò poi alla Williams (che pubblicò forse le storie migliori di quegli anni) finendo brevemente prima alla Cenisio e poi alla Glenat e trovando una stabilità con Play Press il cui testimone è stato raccolto prima da Planeta DeAgostini e poi da RW Lion fino ad arrivare a Panini DC Italia. Ma anche queste sono, decisamente, altre storie da raccontare.