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Superman – i fumetti essenziali

Superman i fumetti essenziali da conoscere ed avere in casa! Quale fumetto o volume acquistare per iniziare la lettura? Dove trovo le origini? Quali sono le storie imprescindibili? Queste sono solo alcune delle domande che un lettore si pone quando deve addentrarsi in un nuovo universo narrativo e che, soprattutto per quanto riguarda l’ingresso nel mondo dei fumetti supereroistici, rappresentano spesso un ostacolo davvero difficile da sormontare a causa della forte stratificazione narrativa e dai continui rimaneggiamenti e rilanci delle serie e dei personaggi.

Inauguriamo questo nuovo spazio pensato per condurvi nella maniera più diretta e facile possibile all’interno dell’Universo DC e delle sue molte ramificazioni andando alla scoperta dei suoi iconici e leggendari personaggi offrendovi una panoramica, il più possibile ragionata con puntuali riferimenti cronologici, delle letture da aggiungere alla vostra libreria.

Non poteva non partire dal primo, dal più grande e dal più imitato. Da colui che ha dato inizio a tutto: Superman!

Superman: fumetti essenziali e letture consigliate

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Le Origini

Le origini di Superman vengono narrate, seppur brevemente, nei seminali Action Comics #1 e Superman #1. Nel corso degli anni successivi, e con ritmo frenetico, la mitologia legata alla sua origine si espanderà senza sosta: su More Fun Comics #101 viene presentato Superboy che viene inserito nelle origini con il retelling su Superman #53 prima e Action Comics #158 poi. Su Superman #61 si fa menzione per la prima volta esplicitamente delle sue origini aliene. Su Superman #146 vengono per la prima volta canonizzate le origini con tutti gli elementi disseminati nei decenni precedenti compresa la distruzione di Krypton, i genitori biologici, la natura dei poteri e l’infanzia a Smallville.

Al tutto viene dato organicità però solo con Action Comics #500 e la prima miniserie intitolata World of Krypton sul finire degli anni ’70 questo perché durante la Silver Age proliferarono una serie di storie con protagonisti altri superstiti di Krypton e soprattutto versioni contraddittorie sugli usi e costumi dello stesso pianeta natale dell’Uomo d’Acciaio che l’editor Julius Schwartz coadiuvato dallo scrittore E. Nelson Bridwell decisero di scremare.

Superman: l’Uomo d’Acciaio di John Byrne

La revisione delle origini di Superman accennata poco sopra e iniziata negli anni ’70 culmina nel 1986 con la miniserie Superman: l’Uomo d’Acciaio. Si tratta del colpo d’apertura del rilancio del personaggio a seguito degli avvenimenti dell’evento Crisi sulle Terre Infinite con il quale la DC azzerò il suo universo narrativo, cancellò la presenza delle numerose Terre parallele (elemento che contrassegna la sua proposta editoriale sin dai suoi esordi) e optò per un massiccio rilancio facendo ripartire da zero tutti i suoi personaggi.

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A John Byrne fu affidato il compito di rilanciare Superman secondo due direttive principali. La prima era semplificarne il background, la seconda renderlo più “umano” perdendo così quel carattere quasi onnipotente che aveva caratterizzato le sue avventure soprattutto negli anni ’60.

Il risultato è questa miniserie di 6 numeri in cui l’autore canadese compie un viaggio, vagamente influenzato dalle pellicole di Richad Donner, che idealmente parte da Smallville, con la scoperta dei poteri del giovane Clark, e arriva fino a Metropolis con l’esordio di Superman. Nel mezzo vengono reintrodotti nemici, alleati e colleghi: da un Luthor che abbandona le velleità di scienziato incarnando invece l’arrembante spirito arrivista degli anni ’80, passando per una Lois Lane tenace e indipendente e arrivando fino al primo incontro con Batman nel segno di un “sospetto” reciproco superato solo sul campo.

Molti degli elementi introdotti da Byrne in Superman: l’Uomo d’Acciaio verranno poi ripresi, sviluppati ed ampliati nella sua successiva gestione delle serie regolari e in alcune miniserie a esse correlate come World of Krypton. Qui le origini di Superman vengono rinarrate contrassegnate da una estrema sintesi risultando, ancora oggi, uno dei retelling più efficaci ed imitati.

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Origini Segrete di Geoff Johns & Gary Frank

Nel 2009 uno degli autori più importanti della DC degli ultimi 20 anni, Geoff Johns, rimette mano alle origini di Superman dopo gli eventi di Crisi Infinita. Nasce così Superman Origini Segrete, miniserie di 6 numeri illustra in maniera magistrale da Gary Frank.

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Se Byrne aveva privilegiato la sintesi e un approccio più realistico, Johns recupera invece molti elementi della Silver Age ancora una volta per un percorso che va da Smallville a Metropolis mostrando la crescita del giovane Clark Kent in Superman. In questo senso viene reintrodotto Superboy, e il tempo passato da Clark nella Legione dei Super-Eroi, mentre lo scrittore si concede più di uno sguardo intimo sullo stato d’animo di Clark mentre apprende di provenire da un altro mondo.

Johns fa sua anche l’esperienza televisiva inglobando alcuni elementi della serie TV Smallville mentre reintroduce, con un nuovo piglio, alcuni villain classici come Metallo e Il Parassita. Non sfugge a questo retelling anche la nemesi Lex Luthor qui a metà strada fra l’avido scienziato degli anni ’60 e l’imprenditore arrivista degli anni ’80.

A suggellare questo affresco corale ci pensa un Gary Frank in stato di grazia che, senza pensarci troppo, dona al Superman di Johns le fattezze del compianto Christopher Reeve.

Superman Origini Segrete è forse il retelling delle origini di Superman più accessibile anche ai neofiti grazie alla presenza di alcuni elementi mutuati da altre iterazioni del personaggio di maggior diffusione come cinema e televisione.

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La run

Moltissimi artisti, scrittori e disegnatori, hanno contribuito a forgiare il mito di Superman. Dai creatori Jerry Siegel e Joe Shuster, passando per Curt Swan, Otto Binder, Elliott S! Maggin, George Papp, Edmon Hamilton, E. Nelson Bridwell, Wayne Borig arrivando fino a John Byrne, Dan Jurgens, Mark Waid, Kurt Busiek, Grant Morrison, Alex Ross, Jim Lee, Joe Kelly e Jeph Loeb e la lista potrebbe continuare ancora.

Tuttavia c’è un autore che in epoca recente ha (ri)dato lustro a Superman ed il suo nome è Geoff Johns con la sua run del 2006 su Action Comics.

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Johns raccoglie le redini della storica testata supermaniana dopo aver realizzato l’evento Crisi Infinita. Ben conscio che lo slancio rappresentato dal cambio di passo del nuovo millennio su Superman si è notevolmente affievolito, Johns riparte dalle basi dapprima con il mini-ciclo Superman: Un Anno Dopo (in coppia con il leggendario Kurt Busiek che intanto ha preso le redini di Superman) fornendo uno status quo nuovo e lineare salvo poi inizia a macinare numero dopo numero, e non senza qualche difficoltà rappresentata soprattutto dai ritardi del disegnatore Adam Kubert, una serie di archi narrativi in continuo crescendo.

Si inizia con Superman – L’ultimo Figlio in cui Superman accoglie un bimbo kryptoniano e si scontra con il terribile Generale Zod, si prosegue con un incontro con la Legione dei Super-eroi in Superman e la Legione dei Super-eroi per finire poi con una battaglia contro un rinnovato Braniac in Superman – Brainiac.

Si abbandona il revisionismo di John Byrne degli anni ’80, l’amore per il dramma ed il drama degli anni ’90 ed anche l’azione da blockbuster e il sottotesto dei primi 2000. Il Superman di Johns si fa intimo, delicato e profondo cresce pagina dopo pagina recuperando quel senso di meraviglia tipico degli anni ’60 così come cresce l’azione essenziale ma mai esagerata in un percorso di (ri)scoperta dell’eroe, e dell’individuo dietro ad esso, che sembrano voler recuperare lo strillo con cui Superman arrivò nei cinema alla fine degli anni ’70: “Crederete che un uomo possa volare”.

Accessibile, commovente, esaltante: l’Action Comics di Geoff Johns è probabilmente la run migliore degli ultimi 20 anni sul personaggio non solo per le tematiche toccate ma anche per il rapporto qualità/pagine prodotte nonché per i disegnatori che vi hanno partecipato fra cui il già citato Adam Kubert e Gary Frank.

Il ciclo di storie di Johns fu pubblicato sul mensile Superman alla Planeta DeAgostini e poi raccolto in tre volumi cartonati (citati in ordine poco sopra). Queste storie sono state poi ristampate da RW Lion in vari collane comprese DC Best, DC Comics: Le Grandi Storie dei Supereroi (con Eaglemoss) e Superman (Mondadori).

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L’evento: la morte di Superman

Superman è direttamente o indirettamente protagonista della maggior parte dei grandi eventi DC nonché di eventi più auto-contenuti che si dipanano sulle pagine delle sue testate o in quelle della Justice League. Della sua lunga storia editoriale forse sono due gli eventi dipanatisi sulle sue testate che hanno maggiormente catalizzato l’attenzione dei fan e non solo. Il primo è senza alcun dubbio La Morte di Superman del 1992/1993.

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Con un inaspettata manovra editoriale e commerciale inedita per l’epoca l’editor Mike Carlin e i team creativi delle testate supermaniane capitanate da Dan Jurgens decidono di uccidere Superman dopo lo scontro con l’abominio Doomsday salvo poi farlo resuscitare in maniera spettacolare e drammatica ma solo dopo aver introdotto 4 sostituti rimasti, come alleati o antagonisti, nel folto cast di personaggi legati all’Azzurrone.

La Morte di Superman non genera solo il sotto-filone narrativo delle “morti e resurrezioni” ancora prolifico ma è anche un incredibile sforzo editoriale e il culmine di un percorso narrativo fortemente plot driven alla cui base vi era l’idea di mostrare il valore intrinseco ed iconico di Superman all’alba di un’era, editoriale ma non solo, in cui la forma avrebbe incredibilmente prevalso sulla sostanza.

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L’evento: la guerra

Con il cambio di millenio anche le testate supermaniane si rinnovano e sulla ammiraglia Superman arrivano Jeph Loeb e Ed McGuinness. Il nuovo team creativo abbandona le influenze soap-operistiche degli anni ’90 puntando tutto sull’allargare la portata della avventure dell’Azzurrone premendo fortemente sulla componente fantascientifica. Si tratta sempre di storie fortemente plot-driven (basti pensare al colpo d’apertura ovvero l’elezione a Presidente degli Stati Uniti di Lex Luthor!) che trovano il loro apice nel lungo evento Our Worlds at War.

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In Our Worlds at War, Superman e una alleanza di eroi e criminali non solo terrestri, dovrà fronteggiare Imperiex ovvero una entità cosmica votata alla distruzione e all’assorbimento di intere galassie. La portata è, come facilmente intuibile, cosmica e il grande merito degli autori coinvolti è quello di essere riusciti ad imbastire una storia che, al netto dell’intreccio e delle battaglia, regala grande pathos. Alla fine di questa saga Superman, come tributo ai caduti, cambierà lo sfondo della sua iconica S sul petto, da giallo a nero.

In Italia l’evento fu pubblicato prima da Play Press in 4 volumi e poi da Planeta DeAgostini nella collana Universo DC – Superman che, in 6 volumi, ristampava praticamente tutta la run di Loeb e McGuinness. Per un volume unico con l’intera saga dobbiamo rivolgerci al mercato della lingua originale dove troveremo un corposo volume da oltre 500 pagine!

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L’albo singolo

È difficile racchiudere la storia editoriale di un personaggio che è attivo da ormai quasi 90 anni e ha anche dato il via ad un intero genere letterario. Tutto quello che ha fatto Superman è stato poi rimaneggiato da chi è arrivato dopo di lui ovviamente senza i tipici errori dettati dall’essere un precursore. C’è tuttavia un albo che racchiude l’essenza di Superman in maniera sicuramente meno ortodossa – e stucchevole di altri – ed è Action Comics #775 (data di copertina marzo 2001) scritto da Joe Kelly e disegnato da Lee Bermejo e Doug Mahnke e intitolatoWhat’s So Funny About Truth, Justice & the American Way?

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Superman deve affrontare l’Elite (gruppo palesemente ispirato a The Authority di Warren Ellis) i cui metodi prevedono l’uso letale della forza e l’eliminazione degli avversari. Dopo un primo incontro che termina con una sonora sconfitta, Superman decide di utilizzare contro l’Elite i suoi stessi metodi… il risultato è terrificante. Ma non tutto è come sembra, ovviamente, è l’Uomo d’Acciaio dimostra ancora una volta che la sua forza non è quella meramente fisica.

In due dozzine di pagine, lo scrittore Joe Kelly non solo si fa portavoce di quello scontro iniziato quasi un decennio prima fra il supereroismo classico e quello moderno, iniziato con l’avvento degli anti-eroi agli inizi degli anni ’90 ed esauritosi solo nei primi anni 2000, ma riesce anche a ribadire con fermezza e convinzione il ruolo ed il valore iconico di Superman.

Action Comics #775 è stato pubblicato in Italia su Superman TP 7 – Verità, Giustizia & American Way? (Play Press), Classici del Fumetto di Repubblica 14 – Superman e Justice League Elite – Prologo (Planeta DeAgostini).

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La gemma del passato

Definire la produzione di Superman sterminata sarebbe esagerato ma quasi 90 anni di attività hanno permesso comunque all’Azzurrone di accumulare una quantità notevole di storie le quali hanno saputo incarnare più o meno bene lo spirito e i cambiamenti del tempo.

Se volessimo scavare nei decenni del secolo scorso, sarebbe interessante recuperare la produzione a cavallo fra la seconda metà degli anni ’50 e gli anni ’60 e firmata da autori quali Kurt Schaffenberger, George Papp, Otto Binder, Al Plastino, Curt Swan, Edmon Hamilton, E. Nelson Bridwell e soprattutto Wayne Borig (la cui rivisitazione grafica della figura di Superman rimarrà iconica per oltre due decenni) alla cui testa si poneva il geniale editor Mort Weisinger.

Si tratta di storie in cui, superata la spinta di giustizia sociale degli esordi e quella bellica e post-bellica degli anni ’40 e ’50, trovano nella fantascienza la propria valvola di sfogo. Potete apprezzare alcune di queste storie nel volume DC Showcase Presenta: Superman Vol. 1 edito da Editoriale Cosmo.

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La quantità di elementi e personaggio, anche villain introdotti o reintrodotti, a partire grossomodo dal 1958 fino al 1966 è incredibile. Dalla kryptoniti di diverso colore, alla Legione dei Super-Eroi, da Supergirl a Krypto passando per la Fortezza della Solitudine, Bizzarro e Brainiac. Si tratta di storie che oggi definiremmo, ingiustamente, ingenue ma che in realtà incarnano una spinta creativa fortissima e ancora non imbrigliata da esigenze editoriali.

Da segnalare come alcune di queste storie arrivarono in Italia sui mitici Albi del Falco/Nembo Kid della Mondadori.

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Con l’avvicendamento fra Mort Weisinger e Julius Schwartz in veste di editor delle testate supermaniane nel 1971 cambia l’approccio che ora si fa più concreto grazie ad autori come Elliot S! Maggin e Denny O’Neil che cercano di rendere Superman meno onnipotente e più al passo con i tempi. In questo senso la storia da recuperare è senz’altro Mai Più Kryptonite scritta da Denny O’Neil e illustrata da Curt Swan.

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Superman compie un esperimento sulla Kryptonite, nel tentativo di liberarsi del letale minerale proveniente dal suo pianeta natale e l’unico capace di fermarlo. Mentre l’esperimento sembra riuscire a Metropolis contemporaneamente un misterioso essere fatto di sabbia, alla cui presenza l’Uomo d’Acciaio sembra perdere i propri poteri. Cosa si nasconde dietro questa strana creatura? E quali saranno le conseguenze per Superman?

Superman – Mai Più Kryptonite è il primo tentativo di depotenziamento dell’Azzurrone (in una operazione speculare a quella eseguita su Batman sempre da Denny O’Neil e Neal Adams per restituirlo alle sue radici più urbane) che per quanto suggestivo, e anticipando di quasi 15 anni una esigenza editoriale ben più pressante, non entusiasmò i lettori dell’epoca ma rimane ad oggi una delle letture più suggestive della Bronze Age supermaniana.

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La gemma del presente

Fra i lettori, e i fan DC più addentrati, c’è la comune convinzione secondo la quale nel momento in cui le avventure di Superman prosperano lo fa anche tutto il resto dell’Universo DC. Basti prendere come esempio gli anni ’60, gli anni ’80 e ’90 con John Byrne prima e Dan Jurgens poi o ancora gli anni 2000 di Jeph Loeb e Joe Kelly o il più recente periodo Rinascita con Peter J. Tomasi.

Fra questi periodi di assoluta prosperità ce ne sono anche purtroppo di meno brillanti, basti prendere come esempio il convulso Superman dei New 52. È però proprio alla fine di quel particolare periodo editoriale che Superman ha un guizzo inaspettato quando alla sua guida ritorna, seppur per brevissimo tempo, Geoff Johns che fa da cicerone a John Romita Jr. per il suo primo lavoro in DC ovvero Superman – Gli Uomini del Domani.

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Ulysses, uno strano visitatore proveniente da un’altra dimensione, arriva sulla Terra rivaleggiando subito con Superman con il quale condivide parte delle origini essendo stato anche lui salvato da un mondo sull’orlo della distruzione. Ben presto però i due si troveranno a fronteggiare una differenza insormontabile in cui a contrapporsi saranno forza di volontà e motivazioni.

Johns imbastisce una storia dal retrogusto ottantiano che esaltano le matite squadrate di Romita mentre tematicamente lo scrittore riprende uno dei classici temi supermaniani: natura contro cultura. Pur facendo pienamente parte della continuity del Superman New 52 il volume è facilmente leggibile a sé stante.

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Altra gemma, recentissima, da recuperare con protagonista Superman è senza ombra di dubbio il volume Superman – Su nel Cielo di Tom King e Andy Kubert. Si tratta di una miniserie fuori continuity uscita pochissimi mesi fa in cui lo scrittore di Batman, spesso criticato per il suo stile meno compresso e più incentrato sulla psicologia dei personaggi, offre in appena 6 numeri un affresco incredibilmente delicato dell’Uomo d’Acciaio.

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Superman è sulla tracce di una bambina rapita. Ben presto la ricerca lo porterà fino agli angoli remoti della galassia dove non ci sarà prova capace di metterlo tanto in difficoltà da dissuaderlo. Con un finale tenerissimo, l’autore si chiede fin dove può spingersi Superman pur di salvare una singola vita mentre il lettore ne riscopre la grandezza che va ben al di là della forza fisica.

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L’elseworld

A causa delle sue origini, Superman è uno dei personaggi che meglio si presta a essere protagonista di elseworld (storie che calano i personaggi in ambientazioni storiche diverse o ne modificano radicalmente le origini cambiandone i connotati e quindi gli sviluppi futuri).

In questa peculiare rientrano due storie molte diverse fra loro. La prima è Superman Red Son di Mark Millar, Dave Johnson e Kilian Plunkett pubblicata originariamente nel 2003.

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Cosa sarebbe successo se il razzo che trasportava il piccolo Kal-El fosse precipitato in Ucraina anziché in Kansas? Superman diviene così il campione dell’ideologia socialista scoprendone però piano piano e inevitabilmente i suoi limiti e le sue storture in una storia che abbraccia nel finale tutta la sua spinta fantascientifica.

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La seconda storia è forse l’elseworld più famoso in assoluto ovvero Kingdom Come di Mark Waid e Alex Ross uscito nel 1996. In un imprecisato futuro, l’eroismo è stato sostituito dalla violenza. Superman così come gli altri eroi si sono ritirati cedendo il posto ad una nuova generazioni di eroi “estremi” disposti a tutto in scontri all’ultimo sangue con le loro nemesi in cui libertà, giustizia e la vita degli innocenti sono solo orpelli di un passato da dimenticare.

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Quando però all’orizzonte si profila una apocalisse, Superman deve abbandonare il suo esilio tornando a ispirare la gente comune e i suoi alleati superstiti per una battaglia in cui in gioco c’è l’anima e il destino della Terra. Mark Waid realizza con Kingdom Come una delle storie più suggestive dell’Universo DC, anche grazie alle splendide matite pittoriche di Alex Ross, il cui nucleo è rappresentato da una critica neanche troppo velata all’antieroismo imperante in quegli anni nel mondo dei comics ma anche da una riflessione che l’autore vuole far compiere al lettore nei confronti del concetto stesso di eroismo più puro e disinteressato di cui, i personaggio della Golden Age, sono espressione più diretta.

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Il volume per il neofita

Sono due i volumi di Superman che potrebbero attirare facilmente l’attenzione di un neofita. Il primo è Superman – Per Il Domani scritto da Brian Azzarello e disegnato da Jim Lee. Nel mondo iniziano a verificarsi una serie di misteriose sparizioni fra cui quella di Lois Lane, Superman si sente in colpa per non riuscire ad impedire questi fenomeni sempre più frequenti e inizia a dubitare del suo ruolo ben presto però al verità su quanto accade inizia a venire pian piano a galla ed ha a che fare con la Zona Fantasma e con la stessa volontà dell’Uomo d’Acciaio.

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Superman – Per il Domani è quello che per Batman è Hush ovvero una storia pensata con un taglio cinematografico, ricca di azione e con tematiche di facile presa (in questo caso bellissimo il confronto fra Superman e Padre Leone sul ruolo della fede) ma soprattutto illustrata in maniera tale da rimanere impressa non a casa anche qui troviamo Jim Lee forse in uno dei suoi lavori “moderni” migliori.

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Approccio diametralmente diverso per Superman – Stagioni, una miniserie uscita originariamente nel 1998, scritta da Jeph Loeb e Tim Sale. Come suggerisce il titolo, viviamo nel corso di un anno, l’ascesa di Superman attraverso 4 narratori estremamente diversi Jonathan Kent, Lois Lane, Lex Luthor e Lana Lang.

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Si tratta di una storia estremamente delicata, a tratti intima ed introspettiva che idealmente potrebbe essere letta parallelamente a L’Uomo d’Acciaio di John Byrne. Un volume ideale per (ri)scoprire Superman e il suo impatto lontano dalle battaglie e dalla dimensione tipicamente sci-fi che spesso lo contraddistingue.

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La fine

Sono due i volumi di Superman che narrano la sua “fine”. Il primo è legato al nome del leggendario Alan Moore che nel 1986 viene chiamato a scrivere l’ultima storia di Superman e più specificatamente del Superman pre-Crisi sulle Terre Infinite che, di lì a qualche mese, avrebbe lasciato il posta ad una sua versione riveduta e moderna. Nasce così Che cosa è successo all’Uomo del Domani? (pubblicata originariamente su Superman Vol.1 #423 e Action Comics Vol.1 #583) disegnata da Curt Swan con chine di George Pérez e Kurt Schaffenberger. 

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Superman subisce l’attacco definitivo dai suoi nemici che hanno ormai scoperto la sua identità segreta. Asserragliato nella Fortezza della Solitudine con gli ultimi amici e alleati rimasti, Superman tuttavia riesce a resistere fino all’assalto finale capitanato da Mr Mxyzptlk che viene respinto tragicamente solo grazie al Proiettore per la Zona Fantasma che lo uccide. Superman, che non ritiene giusto arrogarsi il diritto di uccidere, a quel punto si autogiudica e si infligge una terribile condanna, entrando nella stanza contenente la kryptonite dorata che lo priva dei suoi poteri, uscito poi da un passaggio segreto si ritiene che sia morto a causa delle terribili condizioni ambientali.

Che cosa è successo all’Uomo del Domani? è una storia tutta giocata sulla tensione fra i “buffi” elementi di estrazione Silver Age e l’incombenza della morte aggirata solo dal carattere immaginario della storia. Cambiare per non morire o morire per cambiare e rinascere ancora.

Che cosa è successo all’Uomo del Domani? è stata pubblicata svariate volte, insieme alle altre storie realizzate da Alan Moore su Superman, in diversi volumi. Attualmente l’unico reperibile è quello antologico sull’autore britannico realizzato da RW Lion dal titolo I Grandi Maestri – Alan Moore.

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Il secondo è invece l’acclamatissimo All Star Superman di Grant Morrison e Frank Quitely. Dopo aver compiuto un salvataggio sul Sole, le cellule del corpo di Superman subiscono un fatale sovraccarico innescando così un processo degenerativo che condurrà l’eroe alla morte nell’arco di 12 mesi. Inizia così un percorso in cui l’eroe deciderà di portare a compimento tutte le questioni in sospeso fra cui il riportare Kandor alla sua forma naturale, il suo rapporto con Lois Lane ed ovviamente fino al confronto con il suo acerrimo nemico, Lex Luthor.

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All Star Superman è un’opera raffinata che partendo dal concetto di mortalità esplode abbracciando Costruttivismo, Illuminismo e Umanesimo per una riflessione che va ad abbracciare, attraverso il mito moderno del supereroe e della sua eredità, la Vita intesa come spinta creatrice. Per Morrison, Superman diventa quindi L’Uomo Vitruviano Pop personificando quella distintiva abilità, quasi una responsabilità, di vivere secondo i propri ideali e le aspettative da essi create. Se per un cane è inusuale aspirare ad essere un uccello, l’uomo può creare una macchina che gli permetta il volo, ha cioè il dono di tendere all’imitazione e alla modificazione di sé.

Come la definì lo stesso Morrison: “È la terribile simmetria, l’immagine del genio e del nostro bisogno di creare, come forma di imitazione divina.”

Frank Quitely in forma strepitosa per uno dei suoi lavori, in termini di composizione e tratto, migliori. Grandissimo il suo tributo al Superman anni ’50 e alla sua estetica retro-futuristica.

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Il villain

Esordì su Action Comics #23 (data di copertina aprile 1940), creato da Jerry Siegel e Joe Shuster, Lex Luthor colui il quale si fregia inequivocabilmente del titolo di “nemesi” di Superman. Così come è cambiato, adattandosi allo spirito dei tempi, Superman anche Lex ha visto le sue origini e la sua figura cambiare. Le sue origini sono state più volte rimaneggiate, a volte intersecandosi con quelle del giovane Clark a Smallville, mentre la sua caratterizzazione è passata da scienziato accecato dalla sete di conoscenza (gli esordi fino alla prima metà degli anni ’70) a magnate senza scrupoli negli anni ’80 fino, in tempi più recenti, a incarnare entrambe le due “anime” per un mix davvero letale.

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È morto e risorto, clonandosi negli anni ’90, è stato addirittura Presidente degli Stati Uniti e persino membro della Justice League ma un aspetto è rimasto costante: il suo disprezzo per l’Uomo d’Acciaio.

Ci pensa il premiato duo composto da Brian Azzarello e Lee Bermejo a scavare a fondo in questo disprezzo nel graphic novel intitolato Luthor.

In Luthor, per la prima volta, osserviamo davvero dal punto di vista di Lex sulla figura di Superman. Disposto a tutto per annientarlo, Lex ritiene Superman non l’incarnazione della speranza ma il segno inevitabile che la fine per la razza umana è vicina perché la presenza di un individuo capace di piegare l’acciaio a mani nude e volare è una minaccia ai sogni e all’anelito di migliorarsi dell’uomo.

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