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4 luglio 1997: Mars Pathfinder invia il primo rover ad atterrare su Marte

Il 4 luglio è una data dall’importanza fondamentale per la storia degli Stati Uniti d’America: in questo giorno del 1776 13 colonie inglesi presenti all’interno del territorio americano dichiararono la propria indipendenza dalla Gran Bretagna. Il Giorno dell’Indipendenza rappresenta un evento molto sentito dai cittadini degli U.S.A., ma dal 1997 questo giorno ha assunto anche un’altra, importantissima valenza storica. Il 4 luglio 1997 atterrava sul Pianeta Rosso del nostro Sistema Solare, nell’ambito della missione della NASA denominata Mars Pathfinder, Sojourner, il primo rover in assoluto ad aver toccato la superficie di Marte (di recente, anche la Cina ha inviato il suo primo rover sul quarto pianeta dal Sole, come potete leggere in questo nostro articolo).

Logo e simbolo della missione Mars Pathfinder
Mars Pathfinder

Anche se siamo ancora ben lontani dall’entrare in contatto con forme di vita intelligenti extraterrestri come gli affascinanti Xernomorfi di Alien, l’inizio dell’esplorazione di un pianeta altro rispetto alla nostra Terra è l’ennesimo “grande passo per l’umanità“. E, chissà, magari un giorno non tropo lontano potremo vedere anche la prima spedizione di esseri umani sul Pianeta Rosso, un po’ come avviene del film The Martian, che potete acquistare qui su Amazon.

Spazio, ultima frontiera

La scoperta, mediante osservazione, di dettagli sempre maggiori che riguardano ciò che esiste al di là della nostra minuscola (in termini astronomici) Terra non riguarda solo le porzioni di Universo visibile più distanti da noi. Possiamo infatti solo “guardare” oggetti lontani milioni di anni luce e scoprire la loro composizione grazie allo studio a distanza del loro spettro, ma missioni come il Mars Pathfinder ci mettono in condizione di analizzare il suolo alieno di un altro pianeta in loco, un’occasione davvero unica e preziosissima; ora, si spera di poter spingere i rover su pianeti e altri tipi di oggetti sempre più distanti dal nostro pianeta di origine.

Per queste ragioni la missione spaziale di ricerca Mars Pathfinder ha avuto un ruolo di primaria importanza nell’esplorazione di Marte. Si tratta di un progetto della NASA che si è concretizzato il 4 dicembre 1996, giorno in cui la sonda è stata inviata sul Pianeta Rosso; tenendo presente che la stessa è riuscita a toccare il suolo marziano il 4 luglio dell’anno successivo, possiamo facilmente dedurre che il suo viaggio nello spazio è durato 7 mesi esatti.

Mars Pathfinder: le origini del nome Sojourner

Come accennato in precedenza, Mars Pathfinder è il nome della missione, mentre il rover che è atterrato sulla superficie di Marte è stato chiamato Sojourner; si tratta di un tributo a Isabella Baumfree (1797 circa – 1883), meglio conosciuta con lo pseudonimo da lei stessa coniato Sojourner Truth, e anche la storia della scelta del nome è molto interessante!

Nel marzo del 1994 fu istituita una competizione a cui hanno potuto prendere parte gli studenti di tutto il mondo con età inferiore ai 18 anni; oltre a proporre il nome di un personaggio femminile storicamente di valore, i ragazzi avrebbero dovuto scrivere un testo nel quale ne evidenziavano i pregi e il modo in cui questi, secondo il loro parere, si collegano a Marte e alla sua esplorazione. Ben 3500 ragazzi hanno partecipato a questa iniziativa, i più giovani dei quali avevano soltanto 5 anni. Ad aggiudicarsi un posto nella storia delle missioni spaziali è stata una ragazza del Connecticut, la giovanissima Valerie Ambroise, che allora aveva solo 12 anni. Il nome dell’eroina da lei scelto fu quello di Sojourner Truth, che nel corso della sua vita lottò per l’abolizione della schiavitù negli Stati Uniti e per i diritti delle donne.

Sojourner Truth in una fotografia d'epoca
Mars Pathfinder

La ragione per cui Valerie ha pensato a Sojourner Truth è che la donna viaggiò per tutto il Paese cercando di sensibilizzare quante più persone possibili sulle battaglie per la giustizia sociale a lei così care; il tema dei lunghi viaggi dell’abolizionista è dunque il tratto che la accomuna ai lunghi viaggi che di lì a pochissimi anni avrebbe compiuto il rover Sojourner.

La missione Mars Pathfinder: il principio…

Quando la sonda toccò il suolo marziano, il 4 luglio 1997, ebbe inizio la sua esplorazione da parte di Sojourner, che però non era lì da solo a effettuare studi diretti sul campo: mentre infatti il rover fu impiegato per analizzare rocce e minerali, il lander, chiamato anche “veicolo di atterraggio”, assunse la funzione di stazione meteorologica. I due cuori pulsanti di Mars Pathfinder potevano comunicare fra di loro utilizzando le onde radio.

Il rover Sojourner nel pieno delle sue attività su una roccia marziana
Mars Pathfinder

L’ingegnere elettronico statunitense Anthony Spear fu il Direttore della missione scientifica Mars Pathfinder per il Jet Propulsion Laboratory (JPL); va comunque specificato che non si trattò della prima missione su Marte in assoluto, ma della prima dopo il 1976, anno in cui prese vita il Programma Viking, all’interno del quale le due sonde Viking 1 e Viking 2 ebbero il compito di scattare fotografie ad alta risoluzione della superficie di Marte, studiarne la composizione atmosferica e del suolo e anche cercare eventuali tracce di forme di vita aliene.

Il grande merito della missione Mars Pathfinder è stato, come accennato in precedenza, quello di aver inviato il primo rover sulla superficie di Marte. Inoltre, la missione riuscì anche a tenere fede al motto “cheaper, faster and better” (“più economico, più veloce e migliore“) del Programma Discovery, una iniziativa della NASA atta proprio alla realizzazione di importanti progetti di esplorazione spaziale con costi contenuti: la missione Mars Pathfinder è stata infatti realizzata utilizzando solo 280 milioni di dollari, una somma di denaro di per sé notevole, ma che non lo è in questo contesto, se rapportata ai costi complessivi di altre missioni precedenti di esplorazione del suolo marziano.

Il rover Sojourner mentre viene messo a punto. L'immagine fornisce anche un'idea delle sue ridotte dimensioni
Mars Pathfinder

Sojourner analizzò la composizione di diverse grandi rocce presenti su Marte mentre il lander, oltre ad effettuare indagini e ricerche sul clima del pianeta, ha scattato anche diverse fotografie del rover in azione e della superficie stessa del Pianeta Rosso.

Immagine panoramica del sito di atterraggio realizzata unendo diverse fotografie scattate dal lander
Mars Pathfinder

…e la fine

Mars Pathfinder avrebbe dovuto avere una durata molto breve, variabile da 7 a 30 giorni circa; tuttavia, la stessa si è protratta fino al il 27 settembre 1997, giorno in cui si ebbe l’ultimo contatto, portando quindi la durata complessiva della missione a circa 3 mesi. Ad oggi, le cause della cessazione dei segnali di comunicazione resta ancora ignota, anche se l’ipotesi più accreditata è che questa sia stata causata da alcuni problemi nel funzionamento della batteria. Il rover avrebbe dovuto fare ritorno automaticamente al suo lander, ma ciò non è mai avvenuto. La NASA continuò a cercare di mettersi in contatto con Sojourner per diverso tempo, ma poiché ogni tentativo si traduceva in un nulla di fatto l’agenzia aerospaziale statunitense pose fine alle attività di ricerca il 10 marzo 1998.

Inoltre, proprio a causa del fatto che si siano persi i contatti con il Sojourner non è possibile stabilire quale sia la sua ubicazione sul suolo marziano. Mars Pathfinder è stata una missione pionieristica che ha aperto la strada ad altre simili, effettuate non solo dagli Stati Uniti, ma anche da diverse altre nazioni, grazie alle quali veniamo a conoscenza di un numero di informazioni interessantissime e che ci pervengono in numero sempre maggiore grazie ai rover inviati su Marte e all’audacia e alla lungimiranza di scienziati sempre pronti a spingersi oltre i limiti.