Cinema e Serie TV

Alan Moore contro il mondo del fumetto e i cinecomics

Alan Moore, geniale autore dietro capolavoro come V for Vendetta e Watchmen, ha concesso una lunga intervista a Deadline. Si tratta davvero di un evento eccezionale per l’autore britannico che nel corso degli anni si è sempre di più ritirato lontano dai riflettori per motivazioni filosofiche più che personali e che si è concesso ai microfoni per promuovere il suo ultimo progetto cinematografico ovvero The Show.

Alan Moore e The Show

Nato come una serie di cortemetraggi (Show Pieces), The Show è diventato un film, diretto da Mitch Jenkins con Tom Burke nel ruolo del protagonista, dal budget piuttosto risicato circa 900.000 sterline dopo che molti investitori si sono tirati indietro poco prima dell’inizio delle riprese.

The Show è ambientato nella città natale di Alan Moore, Northampton, e segue le vicende di un uomo che, rubando un misterioso artefatto, inizierà un surreale viaggio nel crimine e mistero fra gangster voodoo, comatose femme fatale e avventurieri mascherati. Nel cast figurano anche Siobhan Hewlett, Ellie Bamber, Sheila Atim, Richard Dillane e lo stesso Alan Moore.

Eccovi il teaser trailer:

Parlando del film, Moore ha detto che la scelta di girare tutto nella sua città natale ha permesso un grande risparmio di tempo e denaro. L’amministrazione comunale inoltre non ha opposto nessuna resistenza alle varie richieste anche perché è stata ben lieta di accettare i fondi entrati nelle sue casse di certo non pienissime.

Sulla sua possibile ricezione invece Moore è stato possibilista. Pur essendo godibile a sé, il film può essere visto anche come un lunghissimo episodio pilota di una serie TV di cui ha già in mente lo sviluppo di addirittura 4/5 stagioni!

Alan Moore e il mondo del fumetto e dei cinecomics

Chiaramente l’intervista si è poi spostata sul mondo del fumetto e sull’industria cinematografica ad esso correlata.

Qui Alan Moore è decisamente più categorico. Parlando del mondo del fumetto:

Fortunatamente, dopo quarant’anni, sono riuscito a ritirarmi dal mondo del fumetto; mi ha sempre attratto perché era un medium tipico della cultura popolare, rivolto alla classe operaia e ai bambini. Ora non è più così, è diventato un hobby per benestanti; nonostante io non abbia nulla contro la classe media, non era questo lo spirito originale del fumetto, che era un medium nato per persone con poche possibilità economiche.

Parlando invece dei cinecomics:

Non vedo film su supereroi dal Batman di Tim Burton, in un certo senso hanno rovinato l’industria e la cultura ad essa legata. Mi sorprende come ci sia gente di mezza età a fare file interminabili per vedere film su personaggi creati decenni prima per intrattenere dodicenni, mi sembra una fuga dalla realtà e credo che questo abbia influito sul sentimento globale di fuga dalla realtà e di ricerca di soluzioni semplici o eclatanti.

Il Bardo di Northampton chiude entrando poi nello specifico:

Senza quella mia storia sul Joker (The Killing Joke del 1988 – NdA) hanno detto che non avrebbero mai realizzato un film sul personaggio; ma io tre mesi dopo averla pubblicata ne ero già nauseato, era troppo violenta.. è Batman per l’amor del cielo, è un tizio vestito da pipistrello! Alla fine dei conti penso che il miglior Batman in assoluto sia quello di Adam West, perché non si prendeva troppo sul serio.

Alan Moore

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