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Joker: l’evoluzione del villain di Batman nei fumetti

In vista del prossimo film dedicato a uno dei villains più famosi dell'universo DC Comics, rispolveriamo un po' la storia di Joker scritta e disegnata tra le pagine dei fumetti, dal 1940 ad oggi!

Per quasi ottanta volte, senza stancarsi, ha osservato la Terra girare intorno al Sole, una stella difficilmente osservabile in quel di Gotham City: una maschera dipinta sul volto sulla falsa riga di quella di un pagliaccio, ma anche lui ne sa combinare delle belle. Joker è uno dei volti più difficili da interpretare, affinché possa davvero rendere sullo schermo l’identità complessa di questo personaggio ormai iconico nella storia del cinema. E nei fumetti? Sappiamo davvero tutto sui trascorsi di quest’uomo dalle mille personalità e sulle sue origini? In attesa dell’ultimo film a lui dedicato, è bene rispolverare un po’ dai cassetti della memoria, e dalle pagine dei comics, quanto narrato finora sulle gesta di uno dei villains più pazzi e apprezzati della storia DC Comics.

Chi è Joker?

Gli appassionati di fumetti e dintorni sanno bene quanto sia praticamente impossibile dare una risposta a questa domanda, ma ci tenteremo in qualche modo. Innanzitutto è bene sapere che Joker, o “il” Joker, è l’arcinemico di Batman, originariamente rifiutato da Bill Finger, poiché lo riteneva “troppo simile a un clown” ma trasmettendo successivamente l’idea a Bob Kane. Quest’ultimo, collaborando con lo stesso Finger e Jerry Robinson, diede vita a Joker, facendolo comparire per la prima volta nel 1940 su Batman #1, nella seconda storia (The Joker) e nell’ultima (The Revenge of The Joker).

Fin da subito descritto ai lettori come un goffo sociopatico che uccide per divertimento, diventa tra il 1955 e il 1960 un killer professionista spietato e psicopatico. Non a caso, egli si è sporcato diverse volte le mani mietendo vittime nella vita di Batman, come la paralisi di Barbara Gordon, meglio nota come Batgirl e Oracolo, la morte di Jason Todd, alias il secondo Robin o Cappuccio Rosso che dir si voglia, e la morte della seconda moglie di Jim Gordon, Sarah Essen.

Citiamo da Wikipedia:Il Joker è stato per molto tempo un personaggio senza passato, di cui nemmeno Batman sapeva nulla. Nessun autore aveva mai raccontato le sue origini, salvo lasciar trapelare pochi indizi, peraltro discordanti. Le sue origini furono inizialmente narrate da Sheldon Moloff e George Roussos in L’uomo sotto il cappuccio rosso (disponibile su Amazon)“.

Possiamo però dirvi che il suo nome risale a una sostanza tossica, il “Joker Venom”, usata da un joker che uccideva le sue vittime lasciandole con un ghigno grottesco in volto. Ma quale fosse la sua vera identità, difficile, se non impossibile, dirlo con certezza.

Cappuccio Rosso è il lupo

Dopo avervi ragguagliato in breve sul profilo di questo criminale, procediamo con ordine ripercorrendo le varie apparizioni tra le pagine dei fumetti, al fine di ricostruire man mano il profilo a tutto tondo del Joker. All’inizio viene curiosamente chiamato Cappuccio Rosso, un criminale rivelato in Batman #1 e finito successivamente in una vasca di elementi chimici che gli hanno causato un mutamento nella colorazione dei capelli, diventati verdi, oltre ad essere contraddistinto dalla pelle bianca e avere un buffo sorriso beffardo sul volto, proprio come un pagliaccio.

Noto nelle prime traduzioni italiane come “Il Jolly”, Joker inizialmente doveva morire alla fine della storia del primo numero di apparizione, pugnalato al cuore, ma all’ultimo momento le cose vengono cambiate e quel finale non viene disegnato. Non è sicuramente la prima volta in cui Joker rischia le penne e si salva per un soffio: in una storia pubblicata su Detective Comics n. 64, finisce sulla sedia elettrica, ma anche in questo caso è tratto in salvo dai suoi scagnozzi, tornando in vita grazie a delle sostanze chimiche. Compare così inizialmente in 9 di 12 uscite dedicate alla prima collana dell’uomo pipistrello, definendo così il Joker d’emblé come suo nemico numero uno.

In origine, il personaggio in questione veniva descritto come un folle pronto a tutto pur di eliminare il suo acerrimo nemico, presentandosi sulla carta come un personaggio drammatico e dall’umorismo classico di una macchietta da striscia quotidiana, due tratti che hanno fortemente influenzato il cartoonist Dick Sprang, senza dimenticare che la rappresentazione del Joker è ispirata anche all’interpretazione di Conrad Veidt, attore che ha vestito i panni di Gwynplaine ne L’uomo che ride, (disponibile su Amazon) a sua volta tratto dall’omonimo romanzo di Victor Hugo. Già nel 1940 però Jerry Robinson si era ispirato all’aspetto grottesco e all’inquietante ghigno di questo personaggio per dare vita al Joker, primo di una serie di trasformazioni che ci apprestiamo a conoscere.

Nel numero 13 di questa prima serie, cominciano ad apparire le prime modifiche al personaggio, in ottica di un ampliamento del lettorato anche ai bambini, abbandonando così uno stile più maturo e adulto che lascia il posto a un ritratto più simile a una sorta di burlone più innocuo. Infatti il fumettista Mark Waid suggerisce di far cominciare la trasformazione del Joker nel 1942 con la storia The Joker Walks the Last Mile, rendendolo più goffo. Questo periodo, secondo Grant Morrison, è durato per quasi trenta anni.

Intanto la copertina di Detective Comics #69 del 1942, meglio noto come “Double Guns” (disponibile su Amazon), è considerata una delle migliori e più geniali illustrazioni del mondo comics durante la cosiddetta “Golden Age”, l’unica inoltre a rappresentare questo personaggio con un paio di pistole tradizionali, a differenza di altri villains. Nelle storie raccontate in questo primo periodo, risulta che questo personaggio schizofrenico abbia rischiato diverse volte di morire e sia stato killer di una trentina di persone circa, oltre che vivere nel corso dei decenni una storia tanto altalenante quanto i suoi stati d’animo.

Joker: la fase decadente

Alcuni anni dopo, in virtù del Comics Code Authority stabilito nel 1954, emergono problematiche legate ai contenuti dei fumetti e una particolare ritrosia da parte dei genitori di far leggere le storie in essi contenuti, poiché ritenuti responsabili dell’aumento della delinquenza tra i giovani e dell’omosessualità, in particolare tra i maschi. Vengono così banditi i contenuti relativi anche alle storie di Batman, limitandone la sua capacità di minacciare i nemici e trasformando Joker in un imbroglione sempliciotto e goffo, senza le sue originarie tendenze omicide. Dopo il 1964, il personaggio apparve sempre meno, coincidendo con l’arrivo di Julius Schwartz come editore dei fumetti Batman. Joker sta di nuovo trasformandosi in un personaggio oscuro, prima di questa versione edulcorata che viene anche portata sugli schermi nel 1966, in una serie TV dedicata a questa parte di universo DC dove era interpretato da Cesar Romero.

La popolarità di questa serie costrinse Schwartz a mantenere la stessa linea di rappresentazione del villain, ma la popolarità di questa serie fu inversamente proporzionale a quella del fumetto. Dopo la sua fine nel 1968 infatti, il declino delle vendite dei comics non si arresta, portando il direttore Carmine Infantino a modificare di nuovo lo stile e il tono della storia e stabilendo così l’inizio della “Silver Age” per il nostro avversario, un’epoca che ha visto l’introduzione di parecchi aspetti classici del personaggio: fiori che spruzzano acido, pistole e crimini di vario genere.

Sparisce dalle scene per alcuni anni, ma nel 1973 Joker torna sulle pagine dei fumetti grazie a una revisione del personaggio da parte di Dennis O’Neil e Neal Adams in Batman #251, The Joker’s Five-Way Revenge (disponibile su Amazon) . Qui il Joker è di nuovo nei panni di un maniaco omicida impulsivo e schizofrenico, ma un po’ più al centro dell’attenzione, per tornare alle radici del personaggio e portare una ventata di freschezza tra le pagine dei fumetti. Con questo nuovo filone si cerca anche di spiegare perché era stato mandato all’Arkham Asylum, precedentemente Arkham Hospital, invece che in prigione. Inoltre vennero modificate le apparenze del personaggio, rendendolo più alto e snello, oltre che diventare il primo villain a dare il nome a una serie di fumetti dedicati, The Joker.

Influenze cinematografiche e incontri “da suicidio”

La serie diventa palcoscenico delle interazioni di Joker con altri supernemici, per enfatizzare da un lato la criminalità del personaggio, dall’altro il tentativo di renderlo più piacevole e interessante al pubblico. Nonostante si fosse macchiato di parecchi omicidi, non combatte mai contro Batman, facendo sì che la sua rivalità fosse prevalentemente contro gli altri cattivi, invece che stabilire il classico conflitto tra buoni e cattivi. La serie però non riesce a decollare e The Joker viene cancellata dopo sole nove uscite, a causa anche del prezzo elevato, ma solo nel 2013 rivedrà la luce in veste di graphic novel. Fama e popolarità sono in arrivo per Joker con la salita di Jenette Kahn al ruolo di editor in DC nel 1976, quando il villain è riuscito a diventare uno dei personaggi più famosi e l’accoppiata Steve Englehart e Marshall Rogers riesce a portare alla luce l’identità del Joker durata per decenni, grazie a otto uscite presenti nella serie intitolata Detective Comics.

Dal numero 471 al 478, Joker compare in tutta la sua instabilità, fino a influenzare stilisticamente gli stessi lungometraggi in arrivo. La versione di Englehart e Rogers tracciò il percorso per il film Batman (1989) (disponibile su Amazon) e venne usata come adattamento per il cartone animato Batman: The Animated Series (1992) (disponibile su Amazon). Quest’ultimo prodotto ha introdotto anche la figura femminile al fianco di Joker, ossia la terribile Harley Quinn, protagonista del film Suicide Squad, per intenderci; si tratta di una psichiatra che si innamora di lui e finisce per stringere una relazione non facile.

In questi ultimi anni però si tende a porre molto di più l’accento e l’interesse sulla figura del nemico di Batman, cercando di renderlo sempre di più come una figura a tutto tondo. Nella graphic novel di Alan Moore e Brian Bolland The Killing Joke (1988) (disponibile su Amazon) si espande ancora di più il panorama sulle origini del Joker, descrivendo questo personaggio come un comico fallito che aveva adottato l’identità di Cappuccio Rosso per dare supporto a sua moglie incinta. Questa novel è ritenuta una delle migliori storie mai scritte sul Joker, oltre che avere avuto la capacità di influenzare i successivi comics e i film come quello del 1989 e The Dark Knight (2008). Se nel 1999 la sopracitata Harley Quinn finisce per diventare un personaggio a pieno titolo nella serie Anarky, nello stesso anno venne rivelata la fine di questa breve forma seriale rivelando che il nome del personaggio che dà il titolo alla serie stessa è il figlio del Joker.

Joker a fumetti: il reboot

Cancellata anche questa serie, dobbiamo aspettare il reboot nel 2011 della continuità della storia in casa DC Comics, quando nel 2012 viene pubblicato Death of the Family, (disponibile su Amazon) ideata da Scott Snyder e dall’artista Greg Capullo. Di nuovo il focus include la relazione simbiotica tra Joker e Batman, vedendo proprio il nemico riuscire a mandare in frantumi la fiducia che legava Batman alla sua famiglia d’adozione. Inoltre il Joker disegnato da Capullo diventa molto più trasandato e dalle apparenze squinternate, senza considerare che il suo volto, rimosso chirurgicamente nel primo numero di Detective Comics del 2011, viene ricucito con fili, uncini e altri pezzi meccanici, un volto ristabilito nel capitolo finale di Death of the Family, intitolato Endgame (2014).

Questo è il Joker dei fumetti

Una vita travagliata e difficile anche per noi da ricostruire, considerando l’identità praticamente mai definita e chiara, così come il susseguirsi di fumetti e di problematiche legate anche ai temi e alle conseguenti legislazioni limitanti: questo è il Joker dei fumetti, un trasformista sempre fuori dagli schemi e sull’orlo del baratro, ma mai così in pericolo da caderci definitivamente. Ora è tempo di rimetterci seduti in sala e assistere a un nuovo titolo dedicato a chi della schizofrenia è diventato eterno fratello.
Come si evolverà da questo punto in avanti il personaggio di Joker nel mondo delle nuvole parlanti? Siamo curiosi come non mai di scoprirlo!