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Alien, un cult horror, fantascienza e simbologia erotica

Pagina 1: Alien, un cult horror, fantascienza e simbologia erotica
Un film che ha superato brillantemente la prova degli anni, Alien è un simbolo del cinema del XX secolo. Un'opera che è prima di tutto un horror ma con una forte componente fantascientifica. Il suo effetto sullo spettatore è ancora potente grazie alla sua intensa simbologia.
Alien
Anno 1979
Regista Ridley Scott
IMDB 8.5/10
Rotten Tomatoes – critici top 87
Rotten Tomatoes – tutti i critici 97
Rotten Tomatoes – Pubblico 94
Metacritic – critica 83
Metacritic -pubblico 8.9

Alien è un film del 1979 diretto da Ridley Scott e interpretato da, tra gli altri, Sigourney Weaver, John Hurt, Ian Holm e Harry Dean Stanton. Nonostante abbia quasi 40 anni è ritenuto ancora uno dei migliori film mai prodotti, e secondo alcuni è il miglior lavoro di Scott – che pure ha diretto altri titoli memorabili quali Blade Runner o Il Gladiatore.

Nello spazio nessuno può sentirti urlare

Questo film ha molte qualità che ne hanno fatto un cult movie: effetti visivi ben riusciti, una scenografia strepitosa, un antagonista che terrorizza e affascina, fino a rubare la scena a una protagonista memorabile. La regia è eccellente, sicuramente tra i migliori lavori di Scott, e il tutto è coronato da un commento sonoro ineccepibile. Alien è un Retrocult da vedere e rivedere, sempre se avete il fegato per resistere alla tensione. 

Trama e ambientazione

001 alien ridley scott sigourney weaver

Siamo nel 2122, e da diversi decenni l'umanità ha cominciato a espandersi nell'universo grazie a due scoperte determinanti: il viaggio a velocità superluminale, cioè superiore a quella della luce, e il sonno criogenico, cioè la possibilità di sospendere la vita umana per periodi anche lunghissimi.

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Il film ci presenta la nave commerciale Nostromo, un colosso lungo quasi 2,5 chilometri con un equipaggio di sole 7 persone. Nessuna di loro è sveglia all'inizio del film, e la nave è tenuta in rotta verso la Terra dal computer di bordo Mother. Le antenne ricevono un segnale di soccorso, e Mother attiva il protocollo di emergenza, svegliando l'equipaggio. Tra di loro c'è Ellen Ripley, una giovane ufficiale interpretata da Sigourney Weaver – un ruolo grazie al quale l'attrice ottenne una grande fama, e che in effetti lanciò la sua carriera insieme a Io e Annie di Woody Allen. 

Sigourney Weaver

Scesi sul pianeta, i cosmonauti si trovano di fronte a un misterioso relitto che sembra sul luogo da molto tempo. All'interno trovano quella che sembra una cabina di pilotaggio con il cadavere di un essere umanoide alto più di due metri. In un'altra area Kane, il secondo in comando, trova strani oggetti organici che sembrano uova. Uno di essi si apre e ne esce una strana creatura che lo assale, attaccandosi saldamente alla sua testa.

Gli si è attaccato addosso qualcosa, dobbiamo portarlo in infermeria immediatamente.

I compagni di Kane lo riportano a bordo ancora vivo, ma non riescono a staccargli l'alieno dalla testa. A un certo punto il face hugger – questo il nome con cui è noto – si stacca da solo e va a morire in un angolo, mentre Kane sembra riprendersi. Sotto le fredde luci al neon della sala mensa sembra ancora più pallido, ma c'è un momento di serenità quando vediamo tutto l'equipaggio convincersi che il pericolo sia passato per il loro compagno e per tutti.

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john hurt in alien 1979 006

Un momento brevissimo, perché il primo atto si chiude con una sequenza violentissima. All'improvviso Kane si sente male, la maglietta si macchia di sangue e un secondo alieno fuoriesce dal suo ventre, uccidendolo, e va a nascondersi nei meandri della Nostromo. Qui si avvia un secondo atto che vede l'equipaggio impegnato da una parte a cacciare il Mostro che ha invaso la nave, e dall'altra a evitare di farsi uccidere da lui.

Lo ha paralizzato, lo ha messo in coma… E lo tiene in vita. Che diavolo significa, dobbiamo levarglielo!

L'epilogo è relativamente scontato, dopotutto è pur sempre un film hollywoodiano, ma nella trama c'è almeno una svolta di cui è protagonista Ash (Ian Holm) e che metterà Ripley di fronte a una nuova prova, forse ancora più difficile di quella principale. Come tanti altri registi prima di lui, però, Scott avrebbe voluto un finale meno allegro ma la produzione preferì un epilogo più classico.